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Erdogan e Putin, i due “vecchi amici”

I due “vecchi amici” sono pronti a farsi a pezzi. Con l’Europa che sta a guardare, Putin ed Erdogan si vogliono spartire la Libia e contemporaneamente si bombardano a vicenda in Siria, provocando una spaventosa crisi umanitaria che noi rischiamo di pagare per l’ennesima volta.

 
Israele blocca l’ingresso degli italiani e nessuno naturalmente fiata, la Libia è finita in mani russo-turche, la Siria è bombardata giorno e notte dai turchi e dai russi e l’Europa, quella vecchia Europa che ha dominato lo scacchiere geopolitico per secoli, non fa assolutamente nulla per invertire il disastro politico e umanitario in Africa e in Medio Oriente. Questa non è una decadenza conclamata dall’inerzia totale dei nostri politici, ma è la sparizione totale e senza precedenti della politica estera europea, troppo impegnata a stilare diritti per tutti invece di agire con forza dove ci sarebbe bisogno di essere. A che serve l’Unione Europea se non è nemmeno capace di avere una linea comune in politica estera? A che serve se non siamo capaci di difendere i nostri interessi energetici? A che serve se ci ritroviamo i soldati turchi e russi a 200 km dall’Italia? A che serve se non riusciamo a fermare l’esodo di migliaia di rifugiati siriani, questi sì disperati, mettendo fine alla guerra in Siria?

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Geopolitica Politica Storia

Я не Санкт Петербург – Io non sono San Pietroburgo

Je suis Paris, ich bin Berlin, ma su San Pietroburgo non è stata coniata nessuna espressione.
Che strano…, che strano.
Quindi si omaggiano solo i presunti amici, dimenticando i cosiddetti nemici dell’Occidente. I morti ammazzati lì non sono riconosciuti come propri: qui ognuno mantiene la propria identità nazionale, non si cambiano gli avatar con le bandiere nazionali del Paese colpito.
Anche i morti si selezionano e si selezionano molto bene. L’amicizia tra i popoli è una farsa, pilotata dai mezzi di informazione verso certi binari, quando è utile. Montanelli fece scuola, quando nel 1962 attaccò violentemente Enrico Mattei, presidente dell’ENI, sulle pagine del Corriere della Sera. Addirittura ne prospettò una brutta fine (cosa che puntualmente avvenne, perché tre mesi dopo morì in quello che sicuramente fu un attentato). Ma il caro Montanelli si dimenticò di dire che lui fece quell’inchiesta al soldo degli americani e degli inglesi. Era pagato per andare contro gli interessi del suo Paese! Con buona pace di Marco Travaglio.
Ecco, questo è quello che avviene sui media tutti i giorni, e non solo italiani. Decidono loro chi bisogna considerare amici e chi nemici. San Pietroburgo, ahimè, è l’ennesima conferma.

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Poesia

Putin ovvero l’incarnazione del male

Putin è un criminale:
È l’incarnazione del male,
Putin è come un asino
E ottuso come un assassino,
Putin odia il suo popolo,
E coloro che lo popolano,
Putin è l’incarnazione di Satana,
E Obama lo attacca con la geopolitica sana.

Putin deve scomparire e la Russia con lui,
L’Occidente decadente
Deve dettare legge senza di lui.

L’Occidente decadente
Un altro Elstin sogna al potere,
Ubriacone e senza ardente.

Un altro Elstin deve dominare,
Muto e servo dell’Occidente,
E vedere la Russia in ginocchio crollare.

Il bene deve trionfare,
E l’Ucraina conquistare.

Non importa con quali mezzi,
Con quanti morti, feriti e dolore immensi,
Al bene tutto è concesso: “Dio riconoscerà i suoi”.

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Curiosità varie Politica Storia

Un punto di vista più consono sulla realtà siriana

Posto questo video perché, oltre a essere ben fatto, riporta interviste ufficiali di Putin e Cameron e descrive in modo conciso e obiettivo gli ultimi sviluppi della crisi siriana.

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Politica

Il digiuno contro la guerra è inutile

Sarò coinciso e breve, ma voglio esprimere il mio pensiero riguardo all’appello del Papa Francesco I.

Credo che il digiuno non serva a nulla. Sarebbe più efficace da parte dei capi delle varie religioni cristiane iniziare ad espellere chi prepara e partecipa alle guerre, iniziando da Obama. Sarebbe un messaggio forte e chiaro: chi fa le guerre non è cristiano. Invece dobbiamo accontentarci dell’invito al digiuno, inutile quanto grottesco. I bizantinismi vincono sempre, soprattutto in seno alla Chiesa.