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Libri

I dieci libri che mi piacerebbe leggere nel 2013

1) Guerra e pace di Lev N. Tolstoj, devo prima o poi trovare il tempo e la costanza per farlo.

2) Zero di Charles Seife, impegnativo ma, a detta di alcuni amici, stupendo. L’autore, matematico, descrive scientificamente il concetto di zero e anche la nozione di nulla -da Aristotele ad Einstein.

3) Tesla di Margaret Cheney, sono affascinato da questo gigante della scienza a cavallo tra il XIX e XX secolo.

4) Le mie memorie di Francesco Hayez, autobiografia che descrive le varie vicissitudini dell’autore del Bacio.

5) Padiglione cancro di Aleksandr Solzenicyn, libro purtroppo introvabile, anche su ebook. Descrive l’intreccio di vite e di destini che avviene all’interno di un istituto oncologico sovietico.

6) Milano ancora ieri di Alberto Vigevani, opera appena uscita con Sellerio; nonostante abbia origine terroniche, non posso non amare la città in cui vivo e in cui, a uno schioppo di distanza, sono nato.

7) I Filistei di Giovanni Garbini, saggio storico sugli antichi nemici di Israele al tempo di Davide. Guarda caso i filistei abitavano le terre in cui oggi  risiedono i palestinesi, specialmente la striscia di Gaza.

8) Il riccio e la volpe di Isaiah Berlin, filosofo e storico delle idee. Saggi sulla storia e cultura russa, dai primordi fino al Novecento inoltrato.

9) Diari intimi di Charles Baudelaire, dopo avere gustato I fiori del male e I paradisi artificiali, vorrei inoltrarmi nell’intimo animo del poeta.

10) L’eremita di Pechino di Hugh Trevor-Roper, ricostruzione storica della figura di Edmund Backhouse, avventuriero inglese – trapiantato in Cina tra l’Ottocento e il Novecento – immerso in loschi traffici.

Probabilmente non ci riuscirò, perché contemporaneamente – e tempo permettendo – leggerò altro, ma sperare non costa niente. Mi riterrei soddisfatto se riuscissi a leggerne almeno la metà.

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Libri Politica Storia

Lev N. Tolstoj – Racconti di Sebastopoli

Lev Tolstoj, nei Racconti di Sebastopoli, ci descrive nel modo più veritiero possibile tutta la brutalità della guerra. Dei tre racconti, soprattutto il primo, Sebastopoli nel mese di dicembre (1855), mi ha colpito per l’intensità e il realismo descritto. Tolstoj partecipa alla guerra in Crimea, dove vedono fronteggiarsi l’Impero russo contro l’Impero Ottomano e i suoi alleati occidentali (tra cui il Regno di Sardegna), come ufficiale d’artiglieria dell’esercito russo. Combatte in Sebastopoli per tutto il 1855. La guerra in Crimea, 1853-56, si conclude con la sconfitta militare della Russia. Nei Racconti non vi è presente un filo di retorica nazionalista, nessuna cessione a facili sentimentalismi o trionfalismi, ma solo descrizioni di quello che la guerra è davvero: sofferenza, dolore e sangue. E’ un’esperienza che segnerà profondamente lo scrittore e che lo porterà nel corso degli anni a venire a maturare ripensamenti sociali e religiosi.

Tolstoj scrive:

Entrate nella grande sala della Consulta. Non appena aprite la porta, venite investiti improvvisamente dalla vista e dall’odore di quaranta o cinquanta malati, con membra amputate o ferite gravi, alcuni su brande, i più sul pavimento. Non credete al sentimento che vi trattiene sulla soglia della sala – è un sentimento brutto – , andate avanti, non vergognatevi d’essere venuti lì con l’aria di chi vuol “guardare” la gente che soffre, non vergognatevi di avvicinarvi e di parlare con loro: agli infelici piace vedere un viso umano che partecipa alla loro sofferenza; piace, a loro, raccontare delle proprie sofferenze e sentire parole di affetto e partecipazione.

E ancora continua:

 Ora, se i vostri nervi sono forti, entrate nella porta a sinistra: in quella stanza fanno le medicazioni e le operazioni. Vedrete là dottori con le braccia insanguinate fino al gomito e facce pallide, cupe, all’opera accanto a una branda su cui, a occhi aperti e pronunciando come in delirio parole insensate, talvolta semplici e toccanti, giace un ferito sotto l’effetto del cloroformio. I dottori sono intenti al compito rivoltante ma benemerito dell’amputazione. Vedrete un coltello affilato e ricurvo entrare nel bianco corpo sano; vedrete che con un grido terribile, straziante, e imprecando, il ferito rientra immediatamente in sé; vedrete l’infermiere buttare in un angolo il braccio amputato; vedrete giacere su una barella, nella stessa stanza, un altro ferito che, guardando l’operazione del compagno, si contorce e geme non tanto per il dolore fisico quanto per le sofferenze morali dell’attesa: vedrete spettacoli terribili, che sconvolgono l’animo; vedrete la guerra non nella sua forma ordinata, bella e brillante, con la musica e il rullo del tamburo, con le bandiere al vento e i generali caracollanti, bensì la guerra nella sua più schietta espressione: nel sangue, nelle sofferenze, nella morte…

 

Tolstoj, Lev N., Tolstoj, Tutti i racconti, Volume primo, Milano, Meridiani Mondadori, 1991. A cura di Igor Sibaldi. 

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Libri Poesia Storia

Orlando Figes – La danza di Natasha

Il libro di Orlando Figes è straordinario e appassionante, che ti accompagna a scoprire la grandissima e meravigliosa, seppur relativamente giovane, cultura russa. Le opere di Aleksandr Puskin, Nikolaj Gogol’, Michail Lermontov, Lev Tolstoj, Fëdor Dostoevskij, Maksim Gor’kij, Boris Pasternak e di tanti altri scrittori più o meno noti, vengono descritte con sapienza e passione, laddove le sterminate foreste e le aride steppe fanno da sfondo, in un affresco grandioso e insieme malinconico. Figes è un maestro nelle descrizioni, solo per citare i più grandi tra i compositori russi, di Modest Musorgskij e della sua vita travagliata e inficiata dall’alcool; di Pëtr Čajkovskij e della vita pietroburghese; di Dmitrij Sostakovic e della sua sinfonia n. 7, scritta durante l’assedio nazista della città di Leningrado.

Anche la cultura dei popoli siberiani, di origine asiatica, non viene trascurata. Insomma, è un libro completo che spazia a 360° gradi nelle vite e nelle opere dei poeti, filosofi, scrittori, artisti e musicisti dell’inimitabile e unica cultura russa. A me ha spinto, letteralmente folgorato dalla lettura, ad approfondire la conoscenza della vasta e variegata letteratura di quel Paese. Credo che non resterete delusi dalla lettura di questo libro, per quanto lungo possa essere.

Orlando Figes, La danza di Natasha, Torino, Einaudi, 2008, pp.XXII-618.