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Guido Santulli – Il mare d’Italia

In questa Italia disfattista, decadente e quasi priva di speranza, è ancora possibile trovare libri come questo. Il libro di Guido Santulli è un inno d’amore verso l’Italia, quell’Italia che fu prima forgiata dalla grandezza della Roma imperiale e poi dall’ecumenismo della Roma dei papi, per poi passare attraverso le Repubbliche marinare e la riunificazione con Garibaldi e Cavour. È un libro in controtendenza rispetto alla vulgata dominante e denigratoria, della maggior parte degli intellettuali italiani, verso il popolo italiano e il suo passato. Qui l’Italia non si denigra, ma si esalta nelle sue componenti. Il Giano Bifronte, dio prettamente romano e italico, nell’ottica dell’autore rappresenta quella peculiarità tutta italiana che ha fatto grande il nostro Paese nel mondo. Un’Italia civilizzatrice e portatrice di un messaggio universale, Paese guida in Europa, con Roma al centro del pensiero politico e religioso dei grandi poeti e dotti che che hanno reso l’Italia grande, a partire da Ovidio, Cicerone, Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Machiavelli e fino ad arrivare a Gabriele D’Annunzio, Giuseppe Mazzini e Giovanni Pascoli.

Alla fine il viaggio di Santulli, partito in barca a vela da Pescara, è arrivato fino a Fiume, approdo ideale per ricordare l’Impresa di Fiume di D’Annunzio e dei suoi legionari e degli italiani dalmati e istriani dimenticati dall’Italia. Fiume come specchio dell’indolenza dell’Italia odierna, incapace di difendere i propri interessi all’estero, la Libia è di fronte ai nostri occhi, rispetto ai legionari partiti da tutta l’Italia per difendere l’italianità di Fiume e di quelle terre, prima romane, e poi veneziane, un secolo fa.

 

Santulli, Guido, Il mare d’Italia. Piccolo elogio di un popolo di navigatori e avventurieri, s.l., Passaggio al Bosco, 2018, pp. 90.

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Pier Luigi Vercesi – Fiume. L’avventura che cambiò l’Italia

Oggi ricorre il Centenario dell’impresa di Fiume da parte di Gabriele D’Annunzio. Questo libro dà una succinta ed esauriente descrizione di ciò che l’impresa di Fiume fu nel suo complesso. Fu una vera e propria avventura, che culminò nella avanzatissima e utopica, per i tempi e forse anche per oggi, Carta del Carnaro.

 

D’Annunzio a Fiume

 

Il Vate a Fiume è andatoIMG_8625

E dietro una banda s’è portato.

Conquista, pensa, e dice:

per il mar bisogna andare,

e la Dalmazia conquistare.

Fiume è una baraonda,

quasi esplode tra l’onda.

Democratici, soldati,

poeti e reazionari,

Tutti assieme a tramare.

Repubblica! Urlano i legionari.

No, Reggenza, risponde il Poeta:

è più facile da sopportare.

 

Vercesi, Pier Luigi, Fiume. L’avventura che cambiò l’Italia, Vicenza, Neri Pozza, 2017, pp. 158.