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Alfredo Villano – Da Evola a Mao

Ho letto con grande curiosità e devo ammettere un po’ di fatica il lavoro di Alfredo Villano sulla destra radicale italiana. Dico un po’ di fatica a causa delle lunghissime note a piè di pagina, che rendono pesante e difficoltosa la lettura del libro. Nonostante ciò, nelle note, che vanno assolutamente lette, si trovano approfondimenti molto importanti per comprendere bene quel periodo e quella fioritura di gruppi e gruppuscoli che nacquero in seno alla destra radicale dal 1945 fino ai primi anni Settanta. 6B9759FB-1EC4-4DB9-B6BB-13F2DCC79560

Il libro si snocciola tra la nascita e il consolidamento del Movimento Sociale Italiano (MSI), avvenuta subito dopo la Seconda guerra mondiale, e la fuoriuscita di molti militanti, soprattutto giovani, scontenti dell’impronta borghese e conservatrice del partito sotto le segreterie di Augusto De Marsanich (1950-1954) e Arturo Michelini (1954-1969). Questi giovani diedero vita a movimenti come Sinistra Nazionale, che si poneva a sinistra e si rifaceva direttamente all’impronta sociale della Repubblica Sociale Italiana, Ordine Nuovo, fondato da Pino Rauti e Clemente Graziani, ala spiritualista e fortemente gerarchica che prendeva spunto dalle riflessioni innanzitutto del filosofo Julius Evola e con un ampio spettro di influenze derivanti da altri Paesi europei e da altre esperienze politiche (sempre nel campo del fascismo); Nuova Repubblica, che si rifaceva direttamente al pensiero dell’antifascista Randolfo Pacciardi (che voleva una Repubblica presidenziale) ma che ebbe una grande presa su molti giovani della destra radicale, Lotta di Popolo, altra corrente ascrivibile alla sinistra sociale neofascista e molto attenta ai problemi sociali e di povertà, soprattutto del Sud, e infine i Nazimaoisti, che facevano in parte capo al pensiero di Franco Freda e al suo pamphlet La disintegrazione del sistema (1969) e in cui si mettevano insieme le esperienze politiche di Hitler e Mao. In  mezzo a tutti questi movimenti e divaricazioni di pensiero si trovavano Giovane Europa di Jean Thiriart (gruppo di cui faceva parte un giovane Renato Curcio), di impronta nazional-socialista, essendo il belga Thiriart di cultura socialista, Primula Goliardica, gruppo universitario facente capo a Nuova Repubblica di Pacciardi, ma con al suo interno una maggioranza di giovani neofascisti e Avanguardia Nazionale, fondato da Stefano Delle Chiaie.

Come avrete ben capito l’argomento è piuttosto complesso e difatti non è sempre facile districarsi tra le varie sigle e l’entrata e l’uscita di molti personaggi presenti nel libro da un gruppo a un altro, per poi magari rientrare nel Msi, come fece Ordine Nuovo nel 1969, dopo che la segreteria del partito passò a Giorgio Almirante. Alcuni gruppi ebbero un’evoluzione che scaturì poi in qualcos’altro, in un’altra esperienza politica, e altri invece come nacquero morirono, disfacendosi all’interno, e altri ancora presero la via della lotta armata, con tutto il corollario di morti, segreti di Stato, attentati, collusioni con i servizi segreti, processi e mezze verità.

 

Villano, Alfredo, Da Evola a Mao. La destra radicale dal neofascismo ai “nazimaoisti”, Milano, Luni Editrice, 2017, pp. 375. 

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