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Bruno Amoroso – Federico Caffè. Le riflessioni della stanza rossa.

Oggi voglio riprendere la lettura di questo libro, scritto da un grande economista come Bruno Amoroso per il suo, e anche per molti altri economisti italiani (uno su tutti: Mario Draghi), maestro. La persona in questione è Federico Caffè, che fu per anni professore di economia all’Università la Sapienza di Roma. Un bel giorno Caffè, come Ettore Majorana prima di lui, sparì dalla circolazione. Di lui non si seppe e non si sa più nulla. Ma nelle prime pagine del libro Amoroso dice di averlo incontrato dopo la sua sparizione. Dove, come, in quale periodo e per quanto tempo non è dato sapere. Nel frattempo anche Amoroso se n’è andato, portato via da un male incurabile a 81 anni. IMG_9443

Federico Caffè fu uno strenuo difensore dello stato sociale e del pensiero di John Maynard Keynes. Fu attento alla vita quotidiana delle persone comuni, comportamento piuttosto raro nell’ambito accademico. Caffè vide già nei primi  anni Ottanta la pericolosa deriva che stava per imboccare l’Italia e l’Europa occidentale verso un liberalismo sfrenato e senza regole. Nel suo insegnamento propugnava ai suoi allievi un’economia fondata sui principi di giustizia e di etica e in cui l’economia fosse guidata dalla politica e non viceversa, come accade oggi. Forse, in questo marasma economico, politico e sociale che stiamo vivendo, parlare di Federico Caffè e del suo lascito sarebbe un bene per gli economisti e soprattutto per la nostra politica, prigioniera di interessi finanziari che nulla hanno a che vedere con il benessere dei cittadini. 

Amoroso, Bruno, Federico Caffè. La riflessioni della stanza rossa, Roma, Castelvecchi, pp. 169.