Fabrizio Cassinelli – L’Iran svelato

L’invenzione dello Stato canaglia. Il Nemico perfetto e le fake news della guerra del petrolio. 

Questo è un libro importante e completo sul mondo iraniano, sulle sanzioni ingiuste imposte contro l’Iran, sulla disinformazione mediatica pilotata in Occidente, con particolare attenzione alla situazione disastrosa dell’Italia, sulla strana alleanza tra Usa, Israele e Arabia Saudita e complessivamente sulla situazione geopolitica del Medio Oriente. L’autore, avendo una formazione antropologica, dà anche uno spaccato esauriente sulle fratture all’interno della società iraniana e sull’evoluzione che l’Iran ha avuto e sta avendo in questi anni. L’Iran, difatti, al di là delle caricature occidentali e dell’estrema ignoranza che noi dimostriamo verso questo Paese, è moderno, seppur con alcune restrizioni ancora imposte dai religiosi al potere, dove quasi tutti sono connessi ai social network occidentali, dove le donne rappresentano più del 40% degli iscritti all’Università (e per questo si sta creando una frattura tra le donne scolarizzate e gli uomini meno istruiti) e occupano il 65-70% circa dei quadri dirigenziali, dove la capitale Teheran ha quasi dieci milioni di abitanti e in cui vi risiedono forse alcuni milioni di ricchi; ma è anche un libro sulla proverbiale ospitalità iraniana, sulle famiglie religiose e devote che ancora rappresentano la maggioranza, sulle persone laiche e occidentalizzate, soprattutto della medio-alta borghesia, che chiedono un cambiamento politico, sui danni delle sanzioni assurde e unilaterali decise dagli Usa che colpiscono milioni di cittadini delle classi medio-basse, delle angherie che i cittadini iraniani sono costretti a subire in Occidente (come, per esempio, la difficoltà ad avere visti di studio e lavoro, controlli parossistici sugli aerei e navi iraniani, impossibilità di trasferire denaro all’estero ai propri congiunti, ecc.). Insomma, c’è abbastanza materiale per vergognarsi delle sanzioni che anche l’Italia avvalla ed ha approvato, danneggiando in maniera autolesionista la propria economia e colpendo un Paese di cui siamo da molti decenni amico.

L’Italia e l’Europa nel suo complesso hanno perso molte commesse economiche che sono andate direttamente a finire in Cina e India. Difatti soprattutto questi due Paesi stanno approfittando delle sanzioni occidentali a guida americana per rafforzare il loro legame energetico e politico con l’Iran, ben disposti a sostituirsi agli europei in campo industriale ed energetico. Hanno bisogno di energia, di molta energia per fare crescere e sostenere la propria economia e non hanno nessuna intenzione di fermarsi di fronte alle sanzioni americane contro i propri interessi. Gli Usa dall’altro lato non hanno più il peso economico e militare per ordinare a questi Paesi cosa fare. Lo scenario mondiale è cambiato e l’alleanza tra la Cina, la Russia e l’Iran è lì a dimostrarlo. Gli americani possono ancora farlo in questa Europa debole e divisa, in cui ogni Stato guarda al proprio tornaconto personale senza avere una vera strategia comune da adottare e da contrapporre allo strapotere economico e militare degli Stati Uniti. Ci vogliono ancora colonia e noi non facciamo nulla per dissuaderli. Il fine ultimo degli Usa è quello di venderci il loro petrolio e gas sostituendo la Russia come primo fornitore europeo e facendo fuori l’altro rivale in Medio Oriente, cioè l’Iran. Insomma le sanzioni contro l’Iran sembrano una grossa montatura americana, spinti anche dai falchi israeliani, per ridimensionare la potenza energetica iraniana e per sostituirsi a essa, e alle altre potenze energetiche mondiali, come nuovo venditore di energia a livello globale. Gli Usa difatti sono diventati, grazie alla nuova tecnologia estrattiva del fracking, il primo Paese al mondo come produttore di petrolio e gas, davanti alla Russia, all’Arabia Saudita e all’Iran (ma l’Iran è davanti all’Arabia Saudita per quanto riguarda il gas). L’Iran è il terzo Paese a livello mondiale per riserve di petrolio (il primo Paese è il Venezuela e forse si capisce il perché è sotto la lente di ingrandimento americana e di conseguenza sotto i riflettori mediatici). Gli Usa hanno il disperato bisogno di vendere all’estero il surplus di gas e petrolio e di recuperare il denaro investito e speculare sul prezzo, visto che le leggi interne americane non permettono ai privati di farlo. Ma hanno il problema che il gas russo è molto più economico, perché è trasportato tramite gasdotti e la sua estrazione non è così onerosa come avviene negli Usa con le nuove tecnologie (senza parlare del problema dell’inquinamento che produce il fracking). Inoltre il trasporto del gas americano dovrebbe disporre gli scali europei di rigassificatori per permettere di riconvertire il gas liquefatto per il trasporto nelle navi cisterna in quello gassoso. Tutto il processo è molto lungo e molto più costoso rispetto al gas russo e al petrolio iraniano (che tra l’altro è considerato il migliore al mondo). Bisognerà capire quali pressioni gli americani intendano attuare sugli europei per convincerli ad abbandonare i vecchi e più economici fornitori con il nuovo e più costoso partner: cioè loro stessi.

Per concludere voglio parlare di Israele e di ciò che scrive Cassinelli al riguardo. Israele è l’unica potenza nucleare del Medio Oriente e si calcola che possegga dalle 80 alle 200 e forse più testate nucleari. Le bombe sono state costruite nel centro nucleare di Dimona dalla fine degli anni Sessanta, con l’aiuto di scienziati francesi e americani. Lo Stato di Israele a tutt’oggi non aderisce al Trattato di non proliferazione (TNP) a cui invece l’Iran aderisce da cinquant’anni, cioè dall’anno in cui fu istituito. Il presidente Benjamin Netanyahu non perde occasione per accusare l’Iran di voler distruggere Israele e della necessità di fermare ad ogni costo il presunto piano nucleare iraniano. L’Iran continua ad arricchire l’uranio, ma al solo scopo civile e non militare e non esiste legge al mondo che proibisca l’arricchimento per scopi pacifici. In realtà lo scopo vero è quello di indebolire l’Iran, anche alleandosi con il vecchio nemico dell’Arabia Saudita, per rafforzare il proprio ruolo nell’area mediorientale.

In definitiva le sanzioni stanno sì colpendo l’Iran dal punto di vista economico, soprattutto le persone del ceto medio- basso stanno pagando il prezzo maggiore, ma non lo stanno distruggendo. L’Iran per molti Paesi asiatici e africani è un simbolo di resistenza contro l’arrogante e prepotente Occidente, è un Paese che ha un forte ascendente culturale e storico in tutta quella regione che va dalle ex repubbliche sovietiche centro-asiatiche all’Afganistan, con cui divide storia e in taluni casi origini linguistiche. La guerra vinta in Siria contro l’Isis insieme alla Russia, ma l’Iran è il Paese che ha pagato il prezzo più alto per quanto riguarda le perdite umane e l’investimento economico, sta a dimostrare, e questo è forse il motivo per cui non è ancora stato attaccato da Israele, dall’Arabia Saudita e dagli Usa, che il suo esercito è forte e motivato, i suoi armamenti di ultima generazione comprati dai russi molto efficaci e addirittura superiori agli armamenti americani, come i sistemi antiaerei S-300 e S-350 (tra l’altro appena acquistati dalla Turchia, nonostante faccia parte della NATO, con forte rincrescimento americano). Insomma, le sanzioni si stanno dimostrando inefficaci e ormai superate nel nuovo ordine mondiale multipolare in cui viviamo. Forse gli Usa non se ne sono ancora accorti o forse lo sanno ma non lo vogliono accettare.

Cassinelli, Fabrizio, L’Iran svelato. L’invenzione dello “Stato canaglia”. Il nemico perfetto e le fake news della guerra del petrolio, Roma, Centro di Documentazione Giornalistica, 2019, pp. 447.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Informazioni su emilianorizzo

Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
Questa voce è stata pubblicata in Antropologia, Curiosità varie, Economia, Geopolitica, Libri, Politica, Società, Storia, Viaggi e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...