Domenico De Masi – Il lavoro nel XXI secolo

Con le sue 800 pagine è sicuramente un libro impegnativo da leggere, ma nel contempo è anche un libro molto importante per capire cosa è stato, cos’è oggi e cosa sarà domani il lavoro. E’ un libro che racchiude tanti altri libri; insomma è una piccola biblioteca tascabile con un’immensa bibliografia, che è sempre utile conoscere per ampliare le proprie letture.

Il lavoro in molti settori sta scomparendo, sempre più sostituito dalle macchine e dai robot. Questo non riguarda più solo i lavori in fabbrica e quelli manuali in genere, ma anche i lavori intellettuali  e ben pagati stanno subendo una forte contrazione. Di conseguenza la disoccupazione aumenta e aumenterà sempre di più. In poche parole, come scrive Domenico De Masi, siamo tutti in esubero. Quindi, come uscirne?

La sua proposta è quella dell’ozio creativo, inteso come lo intendevano gli antichi greci all’epoca di Platone e Aristotele e la riduzione dell’orario di lavoro, come già sta avvenendo in Germania (dove lavorano il 20% in meno e producono il 20% in più). Non più schiavi delle macchine e degli orari fissi uniformati e uguali per tutti, non più alla mercé di prepotenti padroni e manager, non più assillati da orari di lavoro sfiancanti e da debiti spesso inutili contratti per soddisfare la nostra brama di cose (come il neoliberismo imperante ci inculca ogni santo giorno), ma collaborazione, solidarietà, apporto emotivo nelle relazioni lavorative e non (comportamento spesso disprezzato dagli uomini e relegato alle donne), convivialità e creatività. Insomma un paradigma totalmente opposto al verbo neoliberista basato sulla competitività e sul trionfo e il disprezzo di un individuo a discapito di un altro. Anche la Terra a causa di questa folle rincorsa al denaro e al consumismo senza freni sta per implodere.

Le disuguaglianze aumentano sempre di più e i salari continuano ad assottigliarsi a favore di pochi miliardari sempre più ricchi e tronfi. I grandi gruppi dell’informatica e i colossi della tecnologia e del commercio come Apple, Facebook (e Instagram), Amazon ecc., evadono miliardi di dollari sottraendo risorse agli Stati, e quindi alla collettività, e arricchendo pochi finanzieri e azionisti. L’uso dei robot è ormai prassi negli stabilimenti di Amazon, che ne usa circa quindicimila, e di molte altre aziende. Leggendo il libro, solo per fare un esempio, si scopre che tredici dipendenti di Instagram gestiscono tredici milioni di utenti.

È chiaro che i politici dovranno trovare una soluzione a una tale sperequazione se non vogliamo che ci siano in un breve futuro, non troppo lontano (basti pensare alla Francia), rivolte cruente e ribellioni pericolose e fuori controllo. E questo non solo dovrebbero capirlo i politici e gli Stati, che ormai sono in mano della finanza e dello spread, ma soprattutto chi controlla l’alta finanza, le multinazionali e i miliardari, prima che sia troppo tardi. Anche a loro gioverebbe un cambiamento se non sono così miopi e prepotenti da non rendersene conto. L’hybris a lungo andare ha sempre portato disastri e ribellioni catastrofiche.

De Masi, Domenico, Il lavoro nel XXI secolo, Torino, Einaudi, 2018, pp. 819.

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