Leonardo Palmisano – Ascia Nera. La brutale intelligenza della mafia nigeriana

In questo libro Leonardo Palmisano entra nei meandri della tratta delle schiave sessuali, portate a migliaia ogni anno in Europa, e dei rapporti che la mafia nigeriana, chiamata Ascia Nera, ha ormai instaurato a tutti i livelli con le mafie internazionali, come quelle italiane, messicane, russe e di altri Paesi.

Ma quando è nata la mafia nigeriana? E in quale ambiente si è sviluppata?

La mafia nigeriana è nata all’Università di Benin City, nello stato di Edo, nel Sud della Nigeria, il 7/7/1977, all’interno di una confraternita universitaria chiamata Black Axe, appunto Ascia Nera. È chiamata anche Neo Black Movement (NBM) e nel suo simbolo è rappresentata un’ascia che spezza le catene dalle mani di uno schiavo. Tra i loro maggiori punti di riferimento vi è il movimento rivoluzionario nero delle Black Panther, da cui hanno ripreso la difesa dell’Uomo Nero dai soprusi dei bianchi. La loro difesa si può definire un po’ speciale, in quanto si basa su una protezione dietro il pagamento di una tantum, comunemente chiamata racket. Hanno una struttura piramidale, divisa in strati, molto simile al sistema ndranghetista calabrese. Questi strati confluiscono in una cupola come in Cosa Nostra. Al livello più piccolo hanno la Zone, che può anche situarsi al di fuori della Nigeria. Una Zone può essere grande quanto la Francia o l’Italia e deve sempre mantenere un rapporto diretto con i capi in Nigeria. I suoi aderenti vengono reclutati tra gli studenti universitari, da un lato, e dalle periferie più povere, dall’altro. Gli uni sono la mente e gli altri il braccio armato e violento, pronto a violentare, torturare e uccidere.

Fin da subito i nigeriani si sono specializzati nella tratta di esseri umani, in particolar modo di donne da destinare al mercato del sesso. Il libro è pieno di racconti di povere donne e ragazze rapite dai loro villaggi e costrette a prostituirsi, sia in Nigeria che in Europa. Il fenomeno è ormai presente da anni anche in Italia e in maniera lampante per strada e all’interno dei campi in cui vivono gli immigrati proveniente dal centro Africa. I rapporti tra i trafficanti di esseri umani libici e i nigeriani si sono fatti in questi anni più stretti e lucrosi. Le ragazze nigeriane spesso e sovente vengono stuprate non solo dai loro aguzzini nigeriani, ma anche dai trafficanti libici ed egiziani, prima di essere imbarcate e mandate nel mercato del sesso italiano ed europeo. Nei Cara (centro di accoglienza per richiedenti asilo) e nei Cas (centro di accoglienza straordinario) italiani la loro odissea non termina, ma prosegue all’interno di essi, dove i nigeriani spesso la fanno da padroni e in cui la prostituzione dilaga, con clienti italiani che in alcuni casi entrano addirittura all’interno per festini e orge in locali adibiti. Il caso della sedicenne romana Desirée Mariottini drogata, stuprata per ore e infine uccisa, rientra nello stesso humus mafioso. Uno degli assassini della ragazza, un ghanese, è stato arrestato in una residenza delle Asce Nere, a cui era legato, al Cara di Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia. Senza dimenticare il caso di Pamela Mastropietro, drogata, uccisa e fatta a pezzi da spacciatori nigeriani a Macerata.

Quella nigeriana è una mafia che ha aperto i suoi tentacoli, e come le mafie italiane prima di essa, sta piano piano entrando nel tessuto economico legale per riciclare in tutta tranquillità i proventi della prostituzione, del racket, del commercio di droga, del petrolio trafugato, dei diamanti, delle auto di lusso rubate e smontate e infine delle armi. È un business che frutta milioni di euro ogni anno, al punto che possono permettersi di finanziare le start up che sono sorte a Lagos, nel quartiere di Yaba. Il governo nigeriano è al corrente di tutto ma fa finta di non vedere. Meglio tacere e, se arrivano soldi liquidi e disponibili, lasciare fare. Ascia Nera può vantare tra le sue fila professori universitari, manager, ricercatori ed esperti di informatica. Anche una certa retorica razzista contro i bianchi viene coltivata, soprattutto presso i più poveri e arrabbiati. Appoggiano in toto la dottrina del panafricanismo e il loro volto presentabile è il Neo Black Movement che, nonostante le apparenze, è il portavoce ufficiale della mafia nigeriana. Il governo nigeriano e molte banche europee hanno rapporti ufficiali con l’NBM, riconosciuta come un’associazione legittima, anzi come una Ong in competizione con le Ong occidentali.

Concludo dicendo che il fenomeno della mafia nigeriana, nonostante i crimini efferati e brutali commessi, è stato sottovalutato dai politici italiani e la stessa cosa si può affermare in ambito europeo. Come le nostre mafie e organizzazioni criminali, hanno imparato a muoversi molto bene in ambito finanziario e politico, corrompendo chi di dovere e minacciando i più riottosi e nel contempo non si sono fatti scrupolo di usare le idee panafricaniste per apparire presentabili e giusti agli occhi dell’opinione pubblica. Il loro potere e la loro influenza è in ascesa ed è ora che si faccia qualcosa prima che sia troppo tardi.

 

Palmisano, Leonardo, Ascia Nera. La brutale intelligenza della mafia nigeriana, Roma, Fandango Libri, 2019, pp. 217.

 

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