Un vecchio poeta e Pessoa

Un poeta, molti anni or sono, decise di cercare la tomba di Fernando Pessoa. Per far ciò andò in Portogallo, lasciando la sua povera e lontana casa. Prese un autobus e stanco e stremato dal clima torrido arrivò al cimitero, sulle brulle e isolate colline di Lisbona. Trovò l’agognato campo funebre e cercò la tomba di Pessoa per ore, ma senza scorgere il suo nome sul freddo marmo di centinaia di lapidi ormai scurite dal sole. Il suo calpestio risuonò sull’acciottolato, allontanando le incaute e assonnate lucertole. Mentre vagava, senza una meta e ormai rassegnato, gli occhi del poeta intravidero un guardiano, curvo a ordinare una tomba lì appresso. Gli chiese della tomba di Pessoa e il guardiano, guardandolo di sbieco e con voce calma e distratta, gli rispose:

“No, Pessoa non è più qui, se ne è andato via”.

Una visione illuminò lo sguardo del poeta e all’improvviso sentì dell’aria calda accarezzare il suo viso e in fondo, vicino alla cancellata, vide un uomo con il capello e baffetti neri sgattaiolare fuori e scomparire nel tramonto perso all’orizzonte, dove il sole si rabbuia e si fonde nell’oceano. Rise tra sé e pensò:  “ecco, Pessoa se n’è andato davvero, una tomba non può contenerlo e la morte è solo uno scherzo. Non c’è pena dolce o amara che non sia su questa terra”.

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Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
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