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Я не Санкт Петербург – Io non sono San Pietroburgo

Je suis Paris, ich bin Berlin, ma su San Pietroburgo non è stata coniata nessuna espressione.
Che strano…, che strano.
Quindi si omaggiano solo i presunti amici, dimenticando i cosiddetti nemici dell’Occidente. I morti ammazzati lì non sono riconosciuti come propri: qui ognuno mantiene la propria identità nazionale, non si cambiano gli avatar con le bandiere nazionali del Paese colpito.
Anche i morti si selezionano e si selezionano molto bene. L’amicizia tra i popoli è una farsa, pilotata dai mezzi di informazione verso certi binari, quando è utile. Montanelli fece scuola, quando nel 1962 attaccò violentemente Enrico Mattei, presidente dell’ENI, sulle pagine del Corriere della Sera. Addirittura ne prospettò una brutta fine (cosa che puntualmente avvenne, perché tre mesi dopo morì in quello che sicuramente fu un attentato). Ma il caro Montanelli si dimenticò di dire che lui fece quell’inchiesta al soldo degli americani e degli inglesi. Era pagato per andare contro gli interessi del suo Paese! Con buona pace di Marco Travaglio.
Ecco, questo è quello che avviene sui media tutti i giorni, e non solo italiani. Decidono loro chi bisogna considerare amici e chi nemici. San Pietroburgo, ahimè, è l’ennesima conferma.