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La madre di Borges e Olindo Guerrini

Voglio qui ricordare un poeta, Olindo Guerrini (1845 – 1916), oggi ingiustamente dimenticato. Eppure nella seconda metà dell’Ottocento era molto noto e letto in Italia. Però, come si sa, il mondo è percorso dalle mode e ciò che passa viene spesso messo da parte, lasciato in un angolo e dimenticato. Ciò nonostante e soprattutto per questo, come un salmone andrò contro corrente.

Un giorno guardando un video su Borges sentii sua madre decantare a memoria, in italiano, una poesia. Rimasi folgorato, estasiato, sbalordito e ammirato. Trascrissi la poesia in questione e risalii all’autore. Ed ecco apparirmi lui, il Guerrini, malinconico, sofferto, profondo. Mi scaricai immediatamente le sue poesie e le lessi e infine mi soffermai sulla poesia decantata dalla madre di Borges e sull’introduzione, sempre scritta dal Guerrini. Qualche anno dopo, come fosse una premonizione, rivissi quasi la stessa cosa descritta all’inizio del libro.

 

Quando cadran le foglie e tu verrai

Quando cadran le foglie e tu verrai
A cercar la mia croce in camposanto,
In un cantuccio la ritroverai
E molti fior le saran nati accanto.

Cògli allora pe’ tuoi biondi capelli
I fiori nati dal mio cor. Son quelli

I canti che pensai ma che non scrissi,
Le parole d’amor che non ti dissi.

Olindo Guerrini