Ringraziamo la Francia

La Francia ha delle gravissime responsabilità politiche per quello che sta succedendo in questi giorni, per non dire mesi se non addirittura anni, in Italia con l’emergenza clandestini. Perché la buona trovata di Sarkozy, nel 2011, di bombardare ed eliminare Gheddafi la stiamo ancora pagando con gli interessi.
Prima bombardano un Paese sovrano come la Libia per impossessarsi delle loro riserve di idrocarburi (strappandoli di fatto all’Italia, visto che il nostro Paese deteneva oltre l’80% dei contratti firmati per lo sfruttamento dei giacimenti di gas, petrolio e la costruzione di infrastrutture pubbliche; ridottisi dopo l’attacco militare al 5%, mentre la percentuale francese era passata dal 5% all’80%…) e dopo decidono unilateralmente di chiudere le frontiere con l’Italia a Ventimiglia, come stanno facendo in questi giorni. La Total ha sostituito l’Eni in Libia e gli immigrati clandestini che partono da Bengasi ed altre località libiche i francesi preferiscono che restino in Italia. L’Italia, come sempre, ne esce fuori con le ossa rotte.
Che dire? Complimenti alla Francia e a questa Europa che tutela solo gli interessi di alcuni Paesi, lasciando di fatto sola l’Italia ad affrontare un’emergenza eccezionale. Certo, noi siamo troppo deboli per protestare, figuriamoci per proporre sanzioni commerciali contro la Francia!
Comunque, o l’Italia si sveglia e decide di farsi rispettare una buona volta o resteremo sempre lo zimbello d’Europa in cui chiunque si sente in diritto di farci la lezioncina o di trattarci come l’ultimo dei Paesi.

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Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
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Una risposta a Ringraziamo la Francia

  1. max ha detto:

    La Francia è messa peggio di noi, economicamente parlando. E la Germania, se collassa l’Europa meridionale, va totalmente in frantumi, altro che Grecia.
    O si mettono d’accordo e si scioglie l’euro oppure andremo giù tutti. E sarà l’inizio dei dolori.
    Quella che viviamo non è ancora crisi. Per avere un’idea di vera crisi basta pensare all’Argentina quando si ritrovarono d’improvviso carta stampata al posto dei soldi. Noi staremo peggio.

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