Tempo di seconda mano – Svetlana Aleksievič

La vita in Russia dopo il crollo del comunismo 

Hanno bombardato la gabbia delle scimmie… Poi di notte alcuni georgiani hanno inseguito quello che credevano un abchazo. L’hanno ferito e quello urlava dal dolore. Poi sono arrivati degli abchazi e credendo fosse un georgiano gli hanno sparato anche loro. Il mattino dopo si sono resi conto di avere ferito una scimmia. Allora tutti, georgiani e abchazi, hanno stabilito una tregua e si sono precipitati a salvare la scimmia. Se si fosse trattato di un uomo, l’avrebbero finito…

Un libro duro, cupo, a tratti difficile da leggere, ma in cui traspare anche la grande anima russa, con tutte le sue contraddizioni. La bontà, la comprensione del dolore altrui, la misericordia verso i più deboli e sfortunati si mescolano in un intruglio esplosivo con il crimine organizzato, con gli arricchiti disonesti dell’ultima ora (chiamati dalla popolazione in modo dispregiativo i nuovi russi), con le prepotenze della polizia, con l’odio verso gli ebrei, gli asiatici e i caucasici. Nulla e nessuno vengono risparmiati. Non mancano neppure gli scontri e le pulizie etniche che un po’ ovunque si verificarono dopo la fine dell’URSS e in alcuni casi addirittura prima, come i progrom in Azerbaijan contro la comunità armena (Sumgait, 1988 e Baku, 1990).

Il crollo del comunismo ha lasciato ovunque cadaveri e sopravvissuti. La fine dell’URSS ha sconvolto e portato milioni di persone alla depressione, all’alcol, alle droghe, al suicidio, alla fuga dalla dura realtà russa del dopo ’91. Uomini alcolizzati, moltissimi ahimè, e donne pronte a soffrire e a vivere con dolore le proprie scelte si inseriscono come in un grande puzzle all’entusiasmo di moltissimi altri russi che vedevano nelle riforme di Gorbacëv uno spiraglio per una nuova società, più libera, più consapevole e più aperta al mondo. Ben presto, già sotto Gorbacëv, tutto andò in frantumi. El’cin e Gajdar diedero il colpo di grazia a qualsiasi illusione: la Russia si apriva al selvaggio capitalismo occidentale, senza predisporre alcun paracadute sociale verso la popolazione. Il “Noi” era stato sostituito per sempre dal'”Io”. Settant’anni di cultura sovietica spazzata via di colpo, come se si cancellasse con un tratto di penna una riga scritta male sul foglio.

L’autrice ha raccolto moltissime testimonianze dirette da persone di cultura e status sociale più vario, dalla metà degli anni ’90 fino al 2013. Questo libro raccoglie tutte queste testimonianze.

Assolutamente da leggere.

Svetlana Aleksievič, Tempo di seconda mano – La vita in Russia dopo il crollo del comunismo, Bompiani (2014)

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Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
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