I margini dell’eresia – Marina Benedetti

Indagine su un processo inquisitoriale (Oulx, 1492)

Nell’agosto del 1492, nel paese di Oulx in provincia di Torino, vengono interrogati due uomini nativi di Spoleto: Giovanni di Iacopo (detto barba Pietro) e Francesco di Girundino (detto barba Martino). Sono considerati due eretici e denominati in vario modo come frati di opinione, fratelli Barlotti e poveri del mondo (pauperes mundi). I frati di opinione, duramente repressi e perseguitati, sono chiamati gli appartenenti alla corrente spirituale all’interno dell’ordine dei frati Minori (francescani). Con questa denominazione vengono definiti i valdesi del centro Italia. Gli inquisitori appartengono all’Osservanza francescana (è interessante conoscere il pensiero di papa Paolo IV che li considera pessimi soggetti, briganti e assassini), un gruppo di frati preposti alla repressione dei gruppi considerati eretici nel centro e nord Italia. Di cosa vengono accusati i due barba di Spoleto? Le accuse sono quasi sempre le stesse per i gruppi e gli uomini considerati eretici e non in linea con il dettato della Chiesa romano-cattolica. Vengono accusati di organizzare delle sinagoghe (o sinagoga), cioè degli incontri sessuali al buio in cui avvenivano anche rapporti incestuosi, di sacrificare la vita di un fanciullo, almeno una volta all’anno, di commettere degli atti sacrileghi contro la croce e l’ostia e di avere rapporti con Baron, il demonio. Non dimentichiamo che solo sei anni prima, nel 1486, due frati Predicatori tedeschi scrissero il Malleus Maleficarum, considerata la bibbia degli inquisitori contro le streghe e la stregoneria. Purtroppo del processo non conosciamo quanto sia durato, né quando sia finito, né quando i due predicatori sono stati catturati. Dalle carte conservate all’università di Cambrigde, si favoleggia anche di un certo gran maestro.

In definitiva molte persone che a quell’epoca cercavano un rapporto vero e personale con Dio venivano perseguitate senza pietà. Il materialismo e il potere della Chiesa cattolica non permettevano che si predicasse l’Evangelo alla gente comune. Tutto doveva rimanere in mano ai chierici e gli ignoranti dovevano restare tali. Dalla crociata di Innocenzo III,  contro i catari nel midi francese nel 1209 (durata 20 anni!), alla crociata di Innocenzo VIII contro i valdesi in Piemonte nel 1487-1488, la Chiesa romano-cattolica si impegnerà nel reprimere tramite autodafé, proibizioni, processi, minacce ai comuni che avessero l’ardire di ospitare gli eretici, e l’uso spregiudicato e politico dei frati Minori e Predicatori, tutto ciò che considerava eretico. Nel mezzogiorno francese i catari furono estirpati con massacri indiscriminati e nel nord Italia, oltre ai roghi, con azioni politiche ben mirate. I buoni cristiani, i fraticelli, i poveri di spirito, e uomini e donne completamente innocenti subirono l’azione politica e criminale della Chiesa. La follia cattolica per gli autodafé contagerà anche i protestanti, che in materia di caccia alle streghe non avranno uguali.

Il libro è meravigliosamente bello e complesso. Io ho semplificato e ho riassunto al minimo necessario la complessità dell’opera.

Marina Benedetti, I margini dell’eresia, Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo (2013)

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