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Geopolitica Politica Storia

Cento anni fa

Esattamente cento anni fa veniva ucciso l’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria nella città di Sarajevo, da un’organizzazione nazionalista serba, la “Mano Nera”. Un mese dopo iniziò la Grande Guerra.

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Per alcuni può apparire un evento lontano e privo di significato, per me è un evento vicinissimo, importante e nel contempo inquietante. Quello che sta accadendo oggi tra l’EU, la Russia e gli Usa non si discosta molto dalle dinamiche economiche e geopolitiche di cento anni fa, che portò successivamente al macello delle trincee. Credo che sia importante ricordare il passato e i governi dovrebbero dedicare più attenzione e risorse allo studio e alla divulgazione della Storia, non in una successione noiosa e inutile di battaglie e date, ma nell’approfondimento dei rapporti economici, politici e geopolitici fra gli Stati. Quello che è successo allora può ripetersi oggi, in maniera improvvisa e con dinamiche di gran lunga più pericolose e catastrofiche. La saggezza dovrebbe guidare la mente dei governanti e la moderazione la loro lingua e operato. Non mi pare, purtroppo, che questo stia avvenendo in Ucraina e all’interno della stessa UE. Il presente e il futuro sono nelle nostre mani, non nelle mani del fato o dello Spirito Santo.

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Arte Politica Società Storia

Chaplin, il piccolo dittatore – Treccani Channel

Una nuova biografia su Charlie Chaplin, scritta da Peter Ackroyd, svela alcuni aspetti della personalità dell’attore poco conosciuti o addirittura ignorati dai critici e cultori della materia. Ne esce un ritratto poco edificante e per nulla apologetico.

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Politica Società

Il Dalai Lama e l’accoglienza

“Non è possibile pensare che sia sufficiente l’accoglienza a risolvere il problema. Gli italiani, e i siciliani soprattutto, stanno dimostrando un gran cuore ma per risolvere il problema dei profughi è necessario intervenire in quei Paesi, impegnarsi per superare le guerre, spesso a sfondo religioso, che provocano gli esodi e superare anche il grande divario tra ricchi e poveri per costruire una società migliore. Serve quindi un pensiero a lunga scadenza per ottenere un risultato davvero efficace“.

Dalai Lama

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Caro Dalai Lama, parla con il nostro papa Francesco e spiegagli due cose: uno, non è possibile schierarsi contro la guerra e contemporaneamente finanziare delle industrie di armi; due, non è possibile predicare l’accoglienza quando il Vaticano è il maggiore proprietario di immobili nella città di Roma (e non solo); tre, l’Italia è uno Stato sovrano e non deve prendere ordini da chicchessia. Il Dalai Lama, nonostante la lontananza, mi sembra una persona più attenta e pragmatica sui problemi della nostra società. Per fortuna, contrariamente al nostro buon papa, non si esprime per massimi sistemi e non ignora la situazione economica drammatica in cui versa l’Italia.

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Libri

I margini dell’eresia – Marina Benedetti

Indagine su un processo inquisitoriale (Oulx, 1492)

Nell’agosto del 1492, nel paese di Oulx in provincia di Torino, vengono interrogati due uomini nativi di Spoleto: Giovanni di Iacopo (detto barba Pietro) e Francesco di Girundino (detto barba Martino). Sono considerati due eretici e denominati in vario modo come frati di opinione, fratelli Barlotti e poveri del mondo (pauperes mundi). I frati di opinione, duramente repressi e perseguitati, sono chiamati gli appartenenti alla corrente spirituale all’interno dell’ordine dei frati Minori (francescani). Con questa denominazione vengono definiti i valdesi del centro Italia. Gli inquisitori appartengono all’Osservanza francescana (è interessante conoscere il pensiero di papa Paolo IV che li considera pessimi soggetti, briganti e assassini), un gruppo di frati preposti alla repressione dei gruppi considerati eretici nel centro e nord Italia. Di cosa vengono accusati i due barba di Spoleto? Le accuse sono quasi sempre le stesse per i gruppi e gli uomini considerati eretici e non in linea con il dettato della Chiesa romano-cattolica. Vengono accusati di organizzare delle sinagoghe (o sinagoga), cioè degli incontri sessuali al buio in cui avvenivano anche rapporti incestuosi, di sacrificare la vita di un fanciullo, almeno una volta all’anno, di commettere degli atti sacrileghi contro la croce e l’ostia e di avere rapporti con Baron, il demonio. Non dimentichiamo che solo sei anni prima, nel 1486, due frati Predicatori tedeschi scrissero il Malleus Maleficarum, considerata la bibbia degli inquisitori contro le streghe e la stregoneria. Purtroppo del processo non conosciamo quanto sia durato, né quando sia finito, né quando i due predicatori sono stati catturati. Dalle carte conservate all’università di Cambrigde, si favoleggia anche di un certo gran maestro.

In definitiva molte persone che a quell’epoca cercavano un rapporto vero e personale con Dio venivano perseguitate senza pietà. Il materialismo e il potere della Chiesa cattolica non permettevano che si predicasse l’Evangelo alla gente comune. Tutto doveva rimanere in mano ai chierici e gli ignoranti dovevano restare tali. Dalla crociata di Innocenzo III,  contro i catari nel midi francese nel 1209 (durata 20 anni!), alla crociata di Innocenzo VIII contro i valdesi in Piemonte nel 1487-1488, la Chiesa romano-cattolica si impegnerà nel reprimere tramite autodafé, proibizioni, processi, minacce ai comuni che avessero l’ardire di ospitare gli eretici, e l’uso spregiudicato e politico dei frati Minori e Predicatori, tutto ciò che considerava eretico. Nel mezzogiorno francese i catari furono estirpati con massacri indiscriminati e nel nord Italia, oltre ai roghi, con azioni politiche ben mirate. I buoni cristiani, i fraticelli, i poveri di spirito, e uomini e donne completamente innocenti subirono l’azione politica e criminale della Chiesa. La follia cattolica per gli autodafé contagerà anche i protestanti, che in materia di caccia alle streghe non avranno uguali.

Il libro è meravigliosamente bello e complesso. Io ho semplificato e ho riassunto al minimo necessario la complessità dell’opera.

Marina Benedetti, I margini dell’eresia, Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo (2013)

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Curiosità varie Libri Poesia Storia

Città d’ombra – André Aciman

Leggendo il libro di André Aciman, Città d’ombra, mi sono imbattuto in queste righe meravigliose sulla città di Roma. In realtà tutto il libro, e in particolare il capitolo Ore romane, dedicato alla città di Roma, è splendido. Ne pubblico qui un piccolo stralcio.

Allo stesso modo Roma non rivela un solo percorso, un solo passato, ma un accumulo di passati diversi: un giorno fai una passeggiata e incontri Gogol, Ovidio, Piranesi, Ingres, Cesare e Goethe; un altro Caravaggio e Casanova, Freud e Fellini, Montaigne e Mussolini, Henry James e Joyce; un altro ancora Wagner, Michelangelo, Rossini, Keats e Tasso. E ti accorgerai di una cosa che nessuno ti dice: a dispetto di tutti quei nomi, edifici e luoghi d’interesse, a dispetto di molteplici strati di stucco, gesso e vernice schiaffati di nascosto nel corso dei secoli su tutto ciò che vedi, a dispetto del fatto che tante figure provenienti da un determinato passato continuano a rispuntare in un altro e che tanti palazzi sono innestati su generazioni di edifici più vecchi, alla fine ciò che conta di più sono i casi fortuiti, i piccoli elusivi piaceri dei sensi: acqua, caffè, limone, cibo, voci, il tocco del marmo tiepido, gli sguardi rubati di nascosto e poi le facce, le più belle del mondo.

André Aciman, Città d’ombra, Guanda (2011, 2013 tradotto in italiano)

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Curiosità varie Società Storia

Festa del 2 giugno

Quante polemiche per la sfilata del 2 giugno. Premetto che non sono un militarista, ma credo che sia giusto dedicare una giornata ai nostri militari, che nel bene e nel male servono l’Italia. Quando avvengono i disastri naturali non sono forse i militari i primi a intervenire? Non è stato forse l’uso dei militari in Sicilia dopo il 1992 a ridimensionare il potere della mafia? Non facciamo ampio uso dei genieri e del genio militare in caso di forte necessità? E cosa vogliamo dire degli Alpini, sempre presenti ovunque ci sia stata la necessità di aiutare?

Venticinque milioni di euro non cambiano il bilancio di una Nazione come la nostra. Volete ricuperare i soldi? Chiedeteli al maggiore contribuente-evasore d’Italia, messere Silvio Berlusconi, che probabilmente li evade in un giorno venticinque milioni di euro. Ancora meglio, chiedeteli al residente in Svizzera, suo messere Carlo De Benedetti. Dopo avere distrutto l’Olivetti, un gioiello dell’industria italiana, ha continuato a ricevere favori e contributi dalla sua area politica di riferimento (Sorgenia vi dice qualcosa?).

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Dedicare un giorno alle Forze Armate non mi pare per nulla uno scandalo. La pace non è garantita dallo Spirito Santo e qualsiasi cosa può accadere quando meno ce lo aspettiamo.