L’ingiustizia subita da Walter Pezzullo e le condanne di genere

Apprendo con sgomento e incredulità la vicenda di Walter Pezzullo, un ragazzo bruciato con l’acido muriatico dall’ex compagna, Giulia Perrotti, e dal compagno di lei, Dario Bertelli. L’atto criminale si è verificato nel settembre del 2012 e a tutt’oggi Pezzullo non ha ricevuto un euro di risarcimento e nessuna attenzione mediatica, nonostante la perdita di un occhio, il rischio di perdere l’altro e un’infermità fisica dell’80%. La sua vita è relegata tra casa e ospedali, nel tentativo di ricostruire, tramite plastiche, il suo corpo martoriato dall’acido. I due criminali in questione, inoltre, hanno ricevuto appena 10 anni di carcere. Dato che in Italia la giustizia non vale più nulla, la Perrotti si trova in comunità presso le suore. Un insulto e una prevaricazione ulteriore verso il dolore di Pezzullo e della sua famiglia. Però, solo qualche mese fa, in una situazione analoga, il capo dello Stato Napolitano conferiva un premio a Lucia Annibali. Qui trovate l’articolo dell’associazione Adiantum. Lucia Annibali ha ricevuto giustamente l’attenzione mediatica, il riconoscimento politico, 800 euro di risarcimento e una pena di 20 anni di carcere per il mandante e 14 anni per gli esecutori. Il doppio degli anni rispetto a Giulia Perrotti, nonostante il suo coinvolgimento come mandante ed esecutrice del crimine (infatti i giudici hanno apparato che è stata lei stessa a versare l’acido sul viso e il corpo di Pezzullo, mentre il suo compagno lo teneva fermo). Questa è la conferma che in Italia, come in gran parte dell’occidente, esiste una giustizia basata sul genere, sia della vittima che del carnefice. A seconda del sesso il crimine diventa più o meno grave.

 

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Bene, anzi malissimo. Non solo viviamo in tempi in cui un uomo in caso di separazione e figli si vede cacciato fuori di casa come un cane (in realtà i cani sono più tutelati dalle leggi), ma adesso dobbiamo pure accettare la discriminazione giudiziaria. Un uomo è sempre un criminale, una donna è sempre una vittima anche quando commette dei crimini. Come spiegarsi l’assoluzione delle donne nell’75% dei casi di infanticidio? Come spiegarsi differenze così lampanti e vergognose nei verdetti dei giudici? Come spiegarsi la totale mancata di attenzione dei media e della politica quando un uomo o un bambino sono vittime della violenza femminile? Ahimè, cinquanta anni di propaganda femminista e di colpevolizzazione del genere maschile in quanto tale, ci hanno introdotto in questo vicolo cieco, dove il diritto è annullato e il politically correct, imposto dall’alto, domina su tutto. 

Mi auguro che le coscienze dei politici e dei magistrati si sveglino, prima che la china diventi irreversibile.

 

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Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
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