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Curiosità varie Poesia Società Storia Teatro

Carmelo Bene – Poesia di Majakovskij (All’amato me stesso)

Nel 1990 Carmelo Bene si trasferì in terra di Russia, a Mosca. Vi rimase tre anni ed ottenne un grande successo, nonostante “recitasse” solo in lingua italiana. Questa è la dimostrazione che il genio è apprezzato ovunque e, come diceva Bene, non comprendere la lingua non è affatto un ostacolo. Io stesso ho constatato la verità di questa affermazione.

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Poesia

Cезоны жизни – Le stagioni della vita

 

Если весна – сезон любви,
то лето сезон – спелых фруктов, полного изобилия, достигнутой зрелости.
Осенью, жизненный цикл повторяется,
исчезает безопасность,
но моя любовь остается постоянной.
Таким образом я встречаю зиму голым, каким меня создала природа,
слабым, однако, я крепок и готов к бою.
Я буду ждать другую весну
чистым и готовым её принять.

 

 

[Con l’aiuto di Vadim, per quanto riguarda la traduzione russa]

 

Se la primavera è la stagione dell’amore,
l’estate è la stagione dei frutti maturi, della pienezza, della maturità acquisita.
In autunno si ripete il ciclo della vita,
le sicurezze svaniscono,
ma il mio filocaptus (o amore) persiste perenne.
Così affronto l’inverno, nudo, come la natura mi ha creato:
debole, però fortificato e pronto a battermi.
Aspetterò un’altra primavera,
sereno e pronto ad accoglierla.

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I tesori di Milano Società

Milano, Galleria Vittorio Emanuele II

I lavori del restauro della Galleria proseguono spediti e il risultato mi sembra più che ottimo!

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Politica Società

L’ingiustizia subita da Walter Pezzullo e le condanne di genere

Apprendo con sgomento e incredulità la vicenda di Walter Pezzullo, un ragazzo bruciato con l’acido muriatico dall’ex compagna, Giulia Perrotti, e dal compagno di lei, Dario Bertelli. L’atto criminale si è verificato nel settembre del 2012 e a tutt’oggi Pezzullo non ha ricevuto un euro di risarcimento e nessuna attenzione mediatica, nonostante la perdita di un occhio, il rischio di perdere l’altro e un’infermità fisica dell’80%. La sua vita è relegata tra casa e ospedali, nel tentativo di ricostruire, tramite plastiche, il suo corpo martoriato dall’acido. I due criminali in questione, inoltre, hanno ricevuto appena 10 anni di carcere. Dato che in Italia la giustizia non vale più nulla, la Perrotti si trova in comunità presso le suore. Un insulto e una prevaricazione ulteriore verso il dolore di Pezzullo e della sua famiglia. Però, solo qualche mese fa, in una situazione analoga, il capo dello Stato Napolitano conferiva un premio a Lucia Annibali. Qui trovate l’articolo dell’associazione Adiantum. Lucia Annibali ha ricevuto giustamente l’attenzione mediatica, il riconoscimento politico, 800 euro di risarcimento e una pena di 20 anni di carcere per il mandante e 14 anni per gli esecutori. Il doppio degli anni rispetto a Giulia Perrotti, nonostante il suo coinvolgimento come mandante ed esecutrice del crimine (infatti i giudici hanno apparato che è stata lei stessa a versare l’acido sul viso e il corpo di Pezzullo, mentre il suo compagno lo teneva fermo). Questa è la conferma che in Italia, come in gran parte dell’occidente, esiste una giustizia basata sul genere, sia della vittima che del carnefice. A seconda del sesso il crimine diventa più o meno grave.

 

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Bene, anzi malissimo. Non solo viviamo in tempi in cui un uomo in caso di separazione e figli si vede cacciato fuori di casa come un cane (in realtà i cani sono più tutelati dalle leggi), ma adesso dobbiamo pure accettare la discriminazione giudiziaria. Un uomo è sempre un criminale, una donna è sempre una vittima anche quando commette dei crimini. Come spiegarsi l’assoluzione delle donne nell’75% dei casi di infanticidio? Come spiegarsi differenze così lampanti e vergognose nei verdetti dei giudici? Come spiegarsi la totale mancata di attenzione dei media e della politica quando un uomo o un bambino sono vittime della violenza femminile? Ahimè, cinquanta anni di propaganda femminista e di colpevolizzazione del genere maschile in quanto tale, ci hanno introdotto in questo vicolo cieco, dove il diritto è annullato e il politically correct, imposto dall’alto, domina su tutto. 

Mi auguro che le coscienze dei politici e dei magistrati si sveglino, prima che la china diventi irreversibile.

 

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Libri Politica Società Storia

Le commemorazioni della Vittoria e un libro di Keith Lowe (Il continente selvaggio)

Forse l’umanità farà un passo in avanti quando la smetterà di festeggiare “Il giorno della Vittoria”, “Il giorno della Liberazione” e altre feste collegate ai conflitti armati. Chi ricorda, infatti, gli assassinii, gli stupri, i saccheggi, e le altre violenze connesse con la guerra? Chi ricorda le vittime innocenti, di qualsiasi nazionalità?

Andrebbero ricordate alcune date, ma come giorni di lutto per l’umanità e non come la sopraffazione di un gruppo, o di una Nazione, su un’altra. Le vittorie militari sono sempre collegate al lutto, alla morte, al sacrificio di persone che spesso non erano nemmeno lontanamente collegate con la guerra o con le ideologia che le hanno provocate. La Seconda guerra mondiale, da questo punto di vista, ha toccato l’apice della guerra totale, rivolta soprattutto contro i civili di tutte le nazionalità. I nazisti hanno commesso delle atrocità vergognose, ma come si può chiamare il bombardamento a tappeto di Dresda, di Amburgo, di Berlino e di tante altre città tedesche (e italiane)? E che dire dell’uso fatto dagli alleati delle bombe incendiarie (usate tra l’altro anche in Giappone, dove nella sola città di Tokyo fecero 140.000 vittime, tra morti e feriti) e delle armi chimiche? Qui potete leggere l’articolo che riguarda l’iprite americana scoperta nel porto di Bari durante l’ultima guerra mondiale. E cosa possiamo dire dell’avanzata vittoriosa dell’Armata Rossa nelle terre orientali della Germania, a cui seguirono stupri di massa, torture e massacri indiscriminati? Eppure gli eroi che tornarono vittoriosi dalla guerra furono inghirlandati di fiori, gli stessi soldati che probabilmente stuprarono, uccisero e torturarono. Se quelle donne che applaudivano e ricoprivano di fiori i loro soldati avessero potuto vedere con i loro occhi le azioni sul campo degli stessi, lo avrebbero fatto comunque? Gli avrebbero messo i fiori intorno al collo, se avessero potuto vedere gli stupri commessi contro altre donne, colpevoli solo di appartenere a un’altra nazionalità, con cui il soldato riteneva legittimo vendicarsi? La doppia morale della guerra.

Ci sono alcuni libri che descrivono i crimini commessi dagli alleati e dai sovietici e a tale riguardo mi sento di consigliare la lettura di un libro che descrive quello che accadde in Europa dal 1944 al 1949. Il libro si chiama Il continente selvaggio. L’Europa alla fine della Seconda guerra mondiale di Keith Lowe, edito da Laterza. E’ uscito nel 2012 in Gran Bretagna e l’anno scorso in Italia. Un libro terrificante e utile per non dimenticare il tanto sangue versato, aldilà delle vittorie e dei festeggiamenti.

Keith Lowe, Il continente selvaggio. L’Europa alla fine della Seconda guerra mondiale, Laterza (2013) 

 

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Poesia

Je vais attendre le soleil

Je chemine le long de la trajectoire du soleil,

Qui aujourd’hui est malheureusement à gauche.

Mais je vais attendre le soleil,

Et quand il arrivera,

Les nuage se dissiperons,

Et tout sera comme avant.