Un’osservazione di getto sull’Italia

Ogni tanto rifletto sulla storia dell’Italia, sulle civiltà grandissime che abbiamo prodotto, sulle innovazioni che siamo stati capaci di sviluppare, sulle correnti artistiche e culturali che abbiamo inventato, sui grandi uomini che questa terra ha dato al mondo e mi chiedo: come abbiamo fatto a cadere così in basso? Cosa è successo a questa terra, benedetta dalla posizione geografica e capace di apprendere e dare nelle sue fasi storiche, da restare inchiodata, insterilita e senza una meta di fronte a sé, da risultare ridicola e degna di disprezzo in Europa e ai nostri stessi occhi?

Sento grandi intellettuali parlare a casaccio di internazionalismo, di un’italietta sempre sognata e fatta a misura del disastro annunciato e sperato, del mondo cartaceo in cui questi signori sono immersi, distaccati e distanti dalla plurima e complessa realtà della vita. Pontificano da una cattedra universitaria, ormai degni sostituti dei preti dei tempi andati. Tempi di un oscurantismo più che mai attuale, di ironici signori che sghignazzano di fronte a tutto, di marcescenti intellettuali di vacuità.
È qui che la pianta uomo diventa più forte?

Informazioni su emilianorizzo

Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
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