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Ambiente Economia Politica

E’ morto Roberto Mancini, il poliziotto che ha scoperto la Terra dei Fuochi

Roberto Mancini è morto oggi, dopo una lunga malattia appresa durante il suo lavoro. Questi sono i poliziotti che preferisco applaudire e ricordare, non i tre assassini di Rimini.

Qui trovate il riassunto della sua storia.

Nel video sottostante trovate l’intervento di Roberto Mancini nella trasmissione dedicata alla Terra dei Fuochi di Servizio Pubblico, di qualche mese fa. In studio con lui Carmine Schiavone, l’allora capo mafia di Casal di Principe.

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Politica Società

Un’osservazione di getto sull’Italia

Ogni tanto rifletto sulla storia dell’Italia, sulle civiltà grandissime che abbiamo prodotto, sulle innovazioni che siamo stati capaci di sviluppare, sulle correnti artistiche e culturali che abbiamo inventato, sui grandi uomini che questa terra ha dato al mondo e mi chiedo: come abbiamo fatto a cadere così in basso? Cosa è successo a questa terra, benedetta dalla posizione geografica e capace di apprendere e dare nelle sue fasi storiche, da restare inchiodata, insterilita e senza una meta di fronte a sé, da risultare ridicola e degna di disprezzo in Europa e ai nostri stessi occhi?

Sento grandi intellettuali parlare a casaccio di internazionalismo, di un’italietta sempre sognata e fatta a misura del disastro annunciato e sperato, del mondo cartaceo in cui questi signori sono immersi, distaccati e distanti dalla plurima e complessa realtà della vita. Pontificano da una cattedra universitaria, ormai degni sostituti dei preti dei tempi andati. Tempi di un oscurantismo più che mai attuale, di ironici signori che sghignazzano di fronte a tutto, di marcescenti intellettuali di vacuità.
È qui che la pianta uomo diventa più forte?

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Arte Cinema Curiosità varie Libri Politica Società

Werner Herzog – Il Paese del silenzio e dell’oscurità (documentario)

Il Paese del silenzio e dell’oscurità è un documentario realizzato dal regista tedesco Werner Herzog nel 1971. Il documentario descrive alcune fasi della vita di Fini Straubinger, una donna sordo cieca di 56 anni. La Straubinger non è nata sordo cieca, ma lo è divenuta durante l’adolescenza. Nel documentario la vita della Straubinger si intreccia con quella di altre persone sordo cieche e con alcuni bambini ridotti in questo stato fin dalla nascita. Per quegli anni, e forse anche per i nostri, il documentario fu una novità e fece vedere per la prima volta al grande pubblico le problematiche e l’isolamento che subivano le persone con problemi di cecità, sordità e con problemi connessi al linguaggio e alla comunicazione. Fu trasmesso dalla televisione tedesca due anni dopo.

Herzog come spiega lui stesso nel suo libro – intervista, Incontri alla fine del mondo, appena ristampato dall’editore Minimum fax,  fu attaccato e accusato pesantemente di essersi approfittato di queste persone svantaggiate per farsi pubblicità. Le accuse più pesanti gli provenivano dalla Germania, ma non solo. In sua difesa, tra gli altri, si schierò il famoso neurologo e scrittore Oliver Sacks. Quest’ultimo non nascose mai l’apprezzamento e la stima per il documentario di Herzog. Il regista tedesco divenne un amico intimo di Fini Straubinger e la loro amicizia continuò fino alla sua morte, avvenuta cinque anni dopo il documentario. Straubinger entrò in confidenza anche con la madre e i figli di Herzog.

Herzog, Werner, Incontri alla fine del mondo. Conversazioni tra cinema e vita, Roma, Minimum fax, 2002.

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Poesia

Nihil

Meglio credere al nulla

Che tutto accoglie e nulla respinge,

Invece di aspettarsi ricompense

O dannazioni eterne

Che probabilmente mai arriveranno.

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Libri Politica Storia

Renata Broggini – Passaggio in Svizzera. L’anno nascosto di Indro Montanelli

Indro Montanelli raccontò e scrisse sempre di essere stato un partigiano e di avere partecipato alla resistenza dopo l’8 settembre del 1943. Non solo, scrisse pure di avere assistito allo scempio fatto sui corpi di Mussolini e degli altri camerati in piazzale Loreto il 29 aprile del 1945. Nulla di più falso. In questo libro Renata Broggini smonta tutta l’impalcatura retorica, falsa e sfuggente con cui Montanelli cercò di costruirsi una verginità che mai ebbe. Voglio qui ricordare che Montanelli fu un fascista fino al 25 luglio 1943; giorno in cui Benito Mussolini fu sfiduciato dal Gran Consiglio. Dopo la caduta del fascismo – come tanti altri italiani desiderosi di abbandonare la nave che affonda, ma che fino al giorno prima avevano avallato e appoggiato e ne avevano ricavato parecchi vantaggi  personali – cominciò a scrivere, sul Corriere della Sera, molti articoli critici verso i fascisti e Mussolini. Per questo motivo fu considerato un traditore dai fascisti.

L’8 settembre del 1943 nacque la Repubblica Sociale Italiana e Montanelli decise di non aderirvi. I fascisti repubblichini, con l’aiuto degli occupanti nazisti, diedero la caccia ai traditori, tra cui lo stesso Montanelli. Dopo alcuni mesi vissuti in clandestinità a Milano fu infine arrestato nel febbraio del ’44 in Val d’Ossola, dove Montanelli cercò di farsi integrare in un gruppo di partigiani. Restò in carcere per sei mesi: la prima metà li passò a Gallarate e l’ultima metà a Milano, nel carcere di San Vittore.  Il 1 agosto del ’44 venne infine liberato misteriosamente, insieme ad altre due persone. Quindici giorni dopo espatriò clandestinamente in Svizzera. Qui fu molto mal visto dai rifugiati italiani antifascisti. Fu accusato di essere una spia nazista. Montanelli si risentì molto del trattamento ricevuto dai suoi compatrioti e non dimenticò mai l’affronto subito.

Andiamo al succo della questione. Montanelli continuò a scrivere di essere stato condannato a morte, ma dalle carte e dalle testimonianze che la Broggini ha raccolto nel libro non risulta in nessun modo. Fu arrestato ma non condannato a morte. Disse di essere stato maltrattato e picchiato dai carcerieri nazisti. Anche questo risulta falso, perché lo stesso Montanelli si contraddisse parecchie volte in proposito. Infine arrivò a dire che non fu lui ad essere stato torturato, ma un suo compagno di cella. Negò sempre il coinvolgimento del generale Rodolfo Graziani nella sua liberazione. In realtà vi fu, eccome! Come ci fu il coinvolgimento di un certo dott. Ugo, al secolo Luca Osteria, un doppiogiochista che lavorava per i servizi segreti della Rsi e per Theo Saewecke, SS capo tedesco della polizia di Milano. (Nel 1999 Montanelli testimonierà in suo favore nel processo in cui il funzionario nazista risultava imputato per crimini di guerra in Italia. Verrà infine condannato all’ergastolo in contumacia). Dulcis in fundo, tra le altre piccole e grandi bugie, la presunta e auto-dichiarata presenza di Montanelli allo scempio di piazzale Loreto il 29 aprile 1945. La Broggini evidenzia come lui non potesse essere a Milano in quei giorni. Le carte della polizia svizzera e alcuni articoli scritti dal Montanelli danno per sicura la sua presenza in Svizzera almeno fino a quasi tutto il mese di maggio del 1945. Montanelli rientrerà in Italia solo il 22 maggio.

In conclusione, posso dire che l’autrice ha avuto coraggio a scrivere un libro sulle menzogne di un mostro sacro del giornalismo italiano. Molte bugie di Montanelli su quel periodo sono state sottaciute e nascoste. La Broggini, invece, ha scavato molto in profondità e ha riportato alla luce la verità storica di quei giorni e dell’anno nascosto di Indro Montanelli: che va dall’agosto 1944 al maggio 1945.

Broggini, Renata, Passaggio in Svizzera. L’anno nascosto di Indro Montanelli, Milano, Feltrinelli, 2007.

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Ambiente Natura Società

Anche l’Oceano Indiano è pieno di spazzatura

Continuano le ricerche per il ritrovamento dell’aereo scomparso in mare, l’8 marzo scorso, del Malaysia Airlines Flight 370. Sembra incredibile, ma le ricerche per il ritrovamento dei relitti sono ostacolati dalla spazzatura che circola al largo delle coste australiane, dove si presume che sia affondato l’aereo. In quel tratto di oceano ci sono tra i 12.500 e 17.500 pezzi di plastica per km2. Un’enormità. Già si conosceva il Great Pacific Garbage Pacht, nell’Oceano Pacifico settentrionale e scoperto nel 2003, però questo gyre (enorme spirale oceanica) nell’Oceano Indiano arriva fino alle acque australiane. Alcuni tipi di plastiche hanno bisogno fino a 500 anni per degradarsi completamente. Inoltre sappiamo che la plastica presente negli oceani tende a disgregarsi in pezzi sempre più piccoli e addirittura alcuni pezzi arrivano ad essere piccoli come il plancton. Questo rende bene l’idea del disastro ecologico e ambientale che subiscono i pesci e i mammiferi marini, che come le balene si cibano di plancton. E lo stesso possiamo dire degli esseri umani che si cibano di pesce.

Qui trovate l’articolo di Umberto Mazzantini pubblicato su Greenreport.