L’Ucraina e l’unificazione con la Russia, Nikon e i Vecchi credenti

Nel 1652 venne eletto patriarca di Mosca Nikolaj Minin, che prese il nome di Nikon.  Sotto lo zar Alessio salito al potere nel 1645 all’età di sedici anni, Nikon ebbe un ruolo di primo piano nella riforma della Chiesa ortodossa russa. Nikon e il gruppo di riformatori a lui vicino, come Stefan Vonifat’ev e Avvakum, sostennero l’esigenza di riformare la Chiesa moscovita riprendendo il modello della Chiesa di Kiev che sottostava ancora alla giurisdizione di Costantinopoli (le cose cambieranno nel 1687 quando Costantinopoli riconoscerà la preminenza del patriarca russo sul metropolita di Kiev). L’Accademia teologica di Kiev impartiva un insegnamento diverso e più ricco rispetto a Mosca. Il clero ucraino sviluppò dei modelli educativi ripresi dai gesuiti e non si facevano scrupolo di studiare la filosofia, la lingua (non si limitavano allo studio dello slavo antico ma apprendevano anche il latino), la retorica e l’arte religiosa. Venne chiamato a Mosca un gruppo di monaci ucraini in modo che svolgessero un lavoro di insegnamento presso i monaci locali. Molti testi e libri liturgici ucraini vennero studiati e approfonditi. Si cambiò anche il modo di farsi il segno della croce, abbandonando il vecchio modello russo. I russi si facevano il segno della croce unendo l’indice e il medio, mentre il nuovo corso riprendeva il modello greco in cui alle due dita si univa anche il pollice (a simboleggiare la Trinità). Questo ultimo passaggio fece infuriare gli ortodossi ligi alle vecchie regole.

Il sacerdote Avvakum, che era un vecchio alleato di Nikon, guidò la rivolta contro le nuove regole. Lo zar lo cacciò in Siberia. Ma fu troppo tardi e la protesta divampò ovunque tra i monaci. Nel 1666-67 fu convocato il Sobor, il concilio della Chiesa russa, che stabilì l’allontanamento del patriarca Nikon e richiamò all’ordine Avvakum che nel frattempo divenne molto popolare. Il richiamo non servì a nulla e Avvakum continuò ad affermare che soltanto i russi seguivano la vera religione. Avvakum fu mandato in esilio una seconda volta e nel 1682 fu bruciato sul rogo. Il Concilio approvò i cambiamenti intercorsi nella Chiesa e adottò i nuovi libri liturgici e le nuove regole introdotte. La spaccatura in seno alla Chiesa fu inevitabile. Avvakum fece molti proseliti e una buona parte dei fedeli si rifiutarono di accettare le nuove imposizioni religiose. Gli staroobrjadcy (cioè i Vecchi credenti) ovunque cercarono di resistere allo zar e ai suoi soldati. Centinaia di persone arrivarono addirittura a immolarsi vivi dentro le chiese. Instaurarono nuove tipologie di predicazione e celebravano i loro culti con semplicità. L’officiante della predica cambiava sempre e veniva scelto tra i fedeli. I Vecchi credenti smisero di riconoscere l’autorità della Chiesa di Mosca e dello zar. Riuscirono a resistere in piccole comunità sparse per la Russia per i successivi due secoli. Furono una spina nel fianco per la Chiesa e lo Zar.

L’Ucraina si unisce alla Russia

Sempre in quegli anni avvenne l’unificazione dell’Ucraina alla Russia. L’evento fu del tutto volontario e la proposta non partì da Mosca. Fu l’atamano ucraino Bogdan Chmel’nickij a richiedere la protezione di Mosca per ben due volte. Nel XVII secolo i contadini ucraini erano per lo più servi della nobiltà cattolica polacca. Venivano utilizzati come schiavi e non furono mai del tutto liberi. Le terre ucraine erano in gran parte sotto il dominio della potenza polacco-lituana. Già alla fine del Cinquecento il re polacco aveva vietato la religione ortodossa nei suoi territori. Questa legge colpì tutti i sudditi ucraini di religione ortodossa. Nella prima metà del Seicento il nuovo re cercò di ristabilire la libertà religiosa e in parte vi riuscì; ma l’oppressione religiosa e soprattutto sociale dei polacchi spinse la popolazione ucraina alla ribellione. Così nel 1648 i cosacchi ucraini elessero Bogdan Chmel’nickij come loro atamano (cioè il loro capo politico e militare) senza l”assenso del re polacco. Il nuovo atamano riunì un esercito e sbaraglio i soldati polacchi riuniti in tutta fretta. La rivolta esplose un po’ ovunque e furono colpiti i nobili polacchi, gli ebrei e gli uniati: quest’ultimi erano gli ortodossi che avevano accettato le direttive di Roma, condividendo di fatto alcune caratteristiche con il cattolicesimo, pur mantenendo una propria autonomia. Chmel’nickij capì ben presto che aveva urgente bisogno di alleati per contrastare il ritorno dei polacchi e quindi si rivolse allo zar Alessio nel 1648. Lo zar, che nel frattempo dovette fronteggiare la rivolta del sale, declino l’invito. L’atamano ucraino ritornò cinque anni dopo, nel 1653, e questa volta Alessio, schiacciata la rivolta in casa, accettò la sua sovranità sulle terre dei cosacchi ucraini. Nella città di Perejaslav (oggi chiamata Perejaslav-Chmel’nickij) venne sottoscritto l’accordo tra gli inviati dello zar e Chmel’nickji. L’Ucraina entrò a fare parte della Russia pur conservando una propria autonomia. Nel 1667, dopo 13 anni di guerra, finalmente venne firmato un accordo di pace tra la Russia e la Polonia. La potenza polacca nonostante non avesse perso molto dall’accordo di pace non si riprese più, perché tante e devastanti furono le perdite dal punto di vista demografico ed economico. La Russia recuperò la città di Kiev a cui fu concesso lo status di etmanato autonomo, sotto la giurisdizione dello zar.

Questa è in estrema sintesi la storia dell’unificazione tra la Russia e l’Ucraina e la nascita dei Vecchi credenti. Questo può essere un punto di partenza per chi ne voglia sapere di più sulla storia di questi Paesi, oggi così attuali per i tristi avvenimenti in Ucraina. Per questo motivo posso consigliare alcuni libri, sia di storia che di narrativa:

Paul Bushkovitch, Breve storia della Russia. Dalle origini a Putin, Einaudi (2013); Aleksander S. Puskin, Storia della rivolta di Pugacёv, Meridiani Mondadori; Nikolàj Gogol’ , Taràs Bul’ba, Meridiani Mondadori, Henry Troyat, La vita quotidiana in Russia al tempo dell’ultimo zar, Bur; Vittorio Strada, Umanesimo e terrorismo nel movimento rivoluzionario russo. Il caso Nechaev, Edizioni dell’Asino, e-book (2012).

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4 risposte a L’Ucraina e l’unificazione con la Russia, Nikon e i Vecchi credenti

  1. Svetlana ha detto:

    Ciao Emiliano! Credo che avresti dovuto iniziare dall’inizio. Cominciare con il fatto che l’ucraino, il bielorusso e il russo popolo erano un tutt’uno
    В IX-Х веках, после освобождения днепровских земель новгородским князем Олегом от дани Хазарскому каганату, столица Древнерусского государства под властью династии Рюриковичей была перенесена в Киев. Киевский князь Владимир Святославич в 988 году принял христианство из Византии и провозгласил его государственной религией…
    Во второй четверти XII века Древнерусское государство распалось на самостоятельные княжества… в том числе (на территории современной Украины) Киевское княжество, Черниговское княжество, Галицкое Княжество, Владимиро-Волынское княжество, частично Турово-Пинское княжество, а также Переяславское княжество…В 1199 году Роман Мстиславич объединил Галицкое и Волынское княжества, его потомки окончательно утвердились в Галицко-Волынском княжестве в 1239 году. После нашествия Батыя 1237—1241 и разорения 1299 года Киев пришёл в запустение….С 1398 года государство, вероятно, называлось Великое княжество Литовское, Русское и Жемайтийское. Русская культура, законы (Русская правда) и обычаи были основополагающими в княжестве. Украинская и белорусская шляхта поддерживала князей Кейстута, Витовта, Свидригайла в их борьбе за объединение всех, к тому времени, украинских и белорусских земель в одно государство…..
    beh ecc…

    • emilianorizzo ha detto:

      Ciao Svetlana!
      Grazie per il tuo contributo, ma io ho voluto fare un piccolo riassunto, senza addentrarmi ai primordi della storia russa ed ucraina. Altrimenti avrei dovuto parlare dei Variaghi discesi dal nord nelle steppe del Don, della città di Novgorod, della città di Vladimir, di Aleksandr Nevskij, del dominio mongolo sulla Russia e l’Ucraina, ecc., ecc., ecc. Per queste cose ci sono fior di libri di stimati storici.
      Comunque, quello che hai scritto è interessante.
      Спасибо и хорошего дня!

  2. Sara ha detto:

    Post molto interessante ed estremamente/tragicamente attuale.

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