Incubo geopolitico

Il tracollo degli Usa, la bomba atomica tedesca e la potenza cinese

La Germania ha deciso, dopo essersi dotata della bomba atomica, di invadere l’Ucraina, i paesi baltici e la Bielorussia. Il partito unico dei Tedeschi per la potenza perpetua della Germania ha dato mandato alla cancelliera Angela Merkel di rompere ogni indugio e di dichiarare guerra alla Russia. La Germania è divenuta la seconda potenza economica del mondo e vuole dimostrare a se stessa e al mondo intero, come ha già fatto due volte nel corso delle due precedenti guerre mondiali, di essere tornata una potenza militare, da rispettare e ammirare. Vladimir Putin, che aveva cercato in tutti i modi di scongiurare la guerra e l’aggressione germanica contro il suo territorio e i suoi interessi geopolitici ed economici, ha dovuto prendere atto della situazione e ha a su volta dichiarato guerra alla Germania. L’incubo nazista si ripete. Nella coscienza dei russi è inciso nella carne il ricordo della Grande Guerra Patriottica contro i nonni e i bisnonni degli attuali aggressori. L’EU (cioè ridotta alla Germania e ai piccoli Stati europei vecchi e nuovi) è rimasta a guardare e totalmente succube agli interessi economici della Germania ha deciso di non intervenire. La Francia ormai uscita dall’EU e dalla moneta unica si è dichiarata neutrale. Il nuovo corso francese ha visto la presa del potere di Marine Le Pen del Fronte Nazionale. Migliaia di immigrati di origine africana sono stati espulsi dal suolo francese , ma questi provvedimenti non hanno sortito l’effetto sperato di dare più possibilità ai nativi francesi di trovare un’occupazione. L’economia francese ristagna e la Le Pen sta pensando a una nuova politica espansionista e coloniale in Africa (soprattutto verso le vecchie colonie francesi). Nello stesso tempo la Francia si prepara a una possibile aggressione da parte della Germania. L’Inghilterra ha deciso di bombardare con l’aviazione Edimburgo e Cardiff a causa della proclamata autodeterminazione dei due Stati. Di conseguenza, come la Francia, il dittatore in capo David Cameron ha deciso di restare neutrale anche se darà appoggio logistico ed economico alla Germania. L’Italia dopo essere passata attraverso due guerre civili, tra cui una finanziata dalla Germania, è rimasta spezzettata in tre Stati: Repubblica Padana (al nord, fino all’Emilia Romagna), Regno della Nuova Italia (al centro, inclusa la Sardegna, con a capo il Papa) e Repubblica di Santrinacria (al sud, dall’Abruzzo alla Sicilia). Molti gruppi politici nei tre Stati secessionisti cercano la riunificazione nazionale, vista la ridotta consistenza politica e la subalternità economia e militare nei confronti della Germania, che guida il nord e della Cina, che guida la politica del sud (in cui ha installato anche due basi militari). La Spagna come Stato non esiste più. E’ divisa in quattro Stati: Repubblica dei Paesi Baschi, Repubblica di Catalogna, Regno di Castiglia e Repubblica di Galizia. Il Regno di Castiglia non si è dato per vinto e da tre anni porta avanti una guerra contro i tre Stati secessionisti, in una nuova epopea di Reconquista. Il nuovo re Carlos II di Castiglia ha concentrato in sé il potere politico e militare. Questa è la situazione della nuova Europa.

Passiamo agli Stati Uniti, o a quello che ne rimane, al Giappone e alla Cina. Gli Usa hanno subito la secessione, dopo una guerra durata due anni, della California, del Texas e degli Stati centrali come lo Utah (divenuto uno Stato confessionale retto da un gruppo di saggi mormoni) Colorado, Kansas, Nebraska e Missouri. Il nuovo presidente eletto dal Congresso e non dai cittadini ormai troppo poveri e completamenti disinteressati alla politica, ha instaurato una dittatura poliziesca nei territori rimasti sotto la sua autorità. Infatti una nuova guerra si prepara contro lo Stato secessionista della Florida, ormai di lingua spagnola, che ha deciso di cercare l’unione statuale con la rinata e ricca Cuba (protetta dalla Cina). L’economia americana è a pezzi: sono scivolati al quinto posto mondiale. Hanno completamente ritirato le truppe dall’Europa, dal Giappone e dal Medio Oriente. Passiamo alla Cina e al Giappone. La Cina è la prima potenza economia, politica e militare del pianeta. Ha instaurato una alleanza di ferro con la Russia e ha finanziato le secessioni degli Stati ribelli negli Usa. La stessa California può dirsi un protettorato cinese.  Infatti senza gli scambi commerciali e politici con la Cina non potrebbe sopravvivere. Il Giappone è rimasto uno Stato integro, con un governo semi-democratico, e ha cercato di assecondare la politica espansionistica della Cina in Asia. Le due coree sono state annesse di forza al nuovo Stato democratico cinese (non governano più i comunisti dopo la riforma che ha trasformato la Cina nella più grande democrazia del mondo) e lo stesso possiamo dire del Vietnam e delle Filippine. Il Giappone nonostante due tracolli finanziari rimane la quarta economia del pianeta. Non possiamo dire lo stesso dell’India. La crisi economica perdurante da un decennio e le guerre intra-religiose tra musulmani e indù hanno fatto ricadere l’India al medioevo. E’ ricomparsa la peste bubbonica che assieme al colera e all’aids mietono milioni di vittime ogni anno. In alcuni Stati indiani fuori controllo vige l’anarchia e la violenza. Addirittura arrivano notizie di una rinata tradizione del rito del Sati, in cui la vedova si immola sulla pira preparata per bruciare il corpo del marito. Sembrava una tradizione scomparsa da più di un secolo, ma come dimostra l’India oggi, la storia può tornare anche indietro e ciò che sembrava scomparso può riapparire più forte e luminoso di prima.

Questa è a grandi linee la situazione geopolitica mondiale.

[Continua…]

 

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