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Poesia

Il sole diraderà le tenebre

Non preoccuparti,
Il tuo tempo arriverà.
Non temere le odierne tenebre
E non fermarti di fronte all’imprevisto negativo.

Le tue qualità sono meravigliose,
La tua intelligenza ti eleva,
La tua bellezza ti illumina
E la tua dolcezza ti rende amabile e preziosa.

Come una lucciola illumini le notti d’estate:
Dai gioia a chi ti scorge.
Chi non ti ha conosciuto spera di conoscerti,
Perché sei la visione d’amore e serenità che l’uomo segretamente sogna.

La tua stessa voce si rivela rassicurante e piacevole
A chi ha la fortuna di ascoltarla.
Qualcuno, quell’uomo fortunato, raccoglierà questi petali,
E scoprirà un universo di sensazioni, che nemmeno Salomone,
in tutta la sua sapienza,
osò immaginare!

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Ambiente Curiosità varie Economia Politica

Le coree viste dalla spazio

Una foto scattata dallo spazio, dagli astronauti dell’International Space Station (Iss), che riprende le due coree dà l’dea della differenza economica che vige tra i due Paesi. La foto è impressionante. La Corea del Nord appare quasi completamente buia, a parte la capitale Pyongyang, mentre la Corea del Sud è molto illuminata. Non si rimane certo stupiti di scoprire la differenza di consumo pro capite tra le due coree: la Corea del Sud consuma 10.162 chilowattora, mentre la Corea del Nord solo 739 chilowattora.

Qui potete leggere l’articolo di Greenreport.

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Geopolitica Libri Poesia Storia

Mio padre (Der Vater) – Albrecht Haushofer

Albrecht Haushofer era figlio del grande studioso di geopolitica tedesco Karl Haushofer. Quest’ultimo influenzò non poco la politica di espansione territoriale della Germania nazista. Amico di Rudolf Heß fin dal 1920 e seguace delle idee di Friedrich Ratzel, il padre del termine Lebensraum (Spazio Vitale) e di Rudolf Kjellén, rimase impressionato dall’assetto politico giapponese durante la sua lunga permanenza, di ben due anni, avvenuta nel Sol Levante nel 1908. Riportò in Germania alcune idee apprese in Giappone e ne sviluppò di nuove. Nonostante Karl Haushofer fosse per l’alleanza con l’URSS in funzione anti britannica, Hitler decise comunque di attaccare l’Unione Sovietica nel 1941.

Il viaggio di Heß in Inghilterra nel maggio del 1941 gli tolse qualsiasi protezione verso le autorità naziste, in quanto la moglie Martha era di origine ebraica ed Heß finché fu presente l’aveva sempre protetta. Karl e Albrecht vennero arrestati in quanto considerati implicati nella presa di accordi con contatti inglesi per il viaggio di Heß. Il padre fu rilasciato quasi subito, mentre il figlio fu trattenuto in carcere per due mesi. Karl nel 1944 finì addirittura a Dachau a causa dell’attentato a Hitler. Nel 1946 si suicidò insieme alla moglie.

Il figlio, invece, fu intellettuale, diplomatico e studioso di geopolitica. Scrisse molti sonetti e libri storici. Ebbe una vita piuttosto travagliata sul piano morale e umano, visto che prese sempre di più le distanze dal nazismo fino a partecipare all’attentato contro Hitler nel luglio 1944. Per questo motivo fu arrestato e detenuto in carcere per quattro mesi. Nell’aprile del 1945, con l’avvicinarsi delle truppe sovietiche a Berlino, fu liberato e fucilato dalle SS. La poesia fu scritta in carcere poco prima di morire. E’ chiara l’allusione alle responsabilità paterne per non essersi staccato in tempo dal regime nazista e dai suoi crimini.

Chiunque voglia approfondire l’argomento – non solo delle loro vite, ma della storia della geopolitica del XX secolo – può leggersi il libro di Mario G. Losano, La geopolitica del Novecento (Dai Grandi Spazi delle dittature alla decolonizzazione), editore Bruno Mondadori. Un libro assai approfondito, ricchissimo di spunti e raro sull’argomento. Dopotutto ci serve anche a comprendere meglio quello che sta accadendo oggi in Ucraina, in Siria, in Europa, ecc.

Mio padre (Der Vater)

˜

Una fiaba profonda dell’Oriente

ci narra che gli spiriti del Male

vivono prigionieri in fondo al mare

sigillati da Dio per sua premura,

˜

finché, una volta ogni millennio, il caso

consente a un pescatore la decisione

di liberarli dalla lor prigione

o di gettarli nuovamente in mare.

˜

Mio padre in quei frangenti si è trovato.

Un giorno infatti stava in suo potere

ricacciare nel carcere il demonio.

˜

Senonché infranse quel fatal sigillo

senza avvertire l’alito del male.

E al demonio le vie del mondo schiuse.

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Economia Politica Società

Una nota di Emiliano Brancaccio su Pier Carlo Padoan

Il risanamento fiscale è efficace, il dolore è efficace.

Pier Carlo Padoan

E’ molto interessante leggere l’articolo di Emiliano Brancaccio sul suo ex professore di economia presso il Collegio Carlo Alberto di Torino. Come sappiamo il professore Padoan è diventato da pochi giorni il nuovo ministro dell’Economia. Purtroppo le parole di Brancaccio non sono per nulla rassicuranti. Il professore Padoan era ed è uno strenuo difensore dell’euro e dell’EU. Cosa possiamo aspettarci? Un altro periodo di lacrime e sangue?

Qui potete leggere l’articolo di Emiliano Brancaccio.

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Poesia

L’emozione di leggere Borges

La commozione quasi mi riga le guance di lacrime.
Leggere Borges, le sue interviste, i suoi pensieri,
È un’esperienza unica.
È un soffio di grandezza e umiltà,
Di intelligenza e maestà erudita.
Borges, che nome splendido e musicale!
Pure le formiche, che lui non amava,
Gli ergeranno un monumento.

Mi trovo, come mi capita solo con i grandissimi,
A rallentare la lettura, perché non voglio privarmi presto di un bene così prezioso.
Tutto in Borges è pensiero, profondissima erudizione, curiosità incolmabile;
Tutto gli era noto e pure tutto lo stupiva:
Sapeva gioire senza vergognarsene, senza essere inutilmente cinico ed arido.
Amava la vita e la sua mente era proiettata nel futuro:
Per restare vivi e non morire di passato.
Vecchio e cieco era diventato, ma giovanissimo nell’intelletto restava e luce profondissima emanavano i suoi incredibili pensieri.
Che bisogna aveva di vedere?

Borges è un sogno che ho incontrato nella mia vita.
Sono fortunato, l’ammetto.
Continuo a sognarlo, perché non posso credere che Borges sia davvero esistito.
Quante persone moriranno senza averlo conosciuto?
Senza averlo sentito nominare?
Io no: posso dire: ho conosciuto Borges, ho attinto dalla sua fonte,
E ciò che ho bevuto, ciò che ho assaporato mi consola, mi rende felice:
Entusiasma la mia anima assettata di umanità e sapienza.
Non ottantasei ma novecento ottantasei anni avresti dovuto vivere.
La natura è ingiusta con gli uomini e non ripaga con la giusta ricompensa,
Grazie a un uomo, l’umanità intera.

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Antropologia Curiosità varie Libri Poesia Politica Società Storia

Witold Gombrowicz – Trans-Atlantico

Witold Gombrowicz è nato a Varsavia nel 1904 ed è morto in Francia nel 1969. Trans-Atlantico è stato pubblicato nel 1950 a Parigi e la sua pubblicazione in Polonia, qualche anno dopo, non fu accolta con grande entusiasmo. Questo è un libro non certo facile da leggere, soprattutto per le spettacolari evoluzioni grammaticali dell’autore, ma è sorprendente per la spietata critica che non risparmia la sua nazione natia.

Attacca senza pietà l’arrogante e autorefenziale nazionalismo polacco, le piccole meschinerie della classe dirigente, la grassa e strafottente sicurezza dei ricchi incapaci di confrontarsi con le proprie pecche e mancanze. I protagonisti del romanzo sono persone fuori dal comune e volutamente esagerati, estremi, autolesionisti e paranoici. L’usanza del kulig praticato dagli antichi aristocratici polacchi (che consisteva nel trasferirsi da una villa all’altra mangiando, bevendo e gozzovigliando mentre lo Stato polacco cadeva in rovina) era ancora presente nelle classi agiate, ma come condizione psicologica più che pratica. 

Gli stessi vizi che facevano urlare i polacchi: “a Berlino!”, “a Berlino!”, mentre erano ancora in ginocchio a seguito dell’invasione nazista…

Gombrowicz, Witold, Trans-Atlantico, Milano, Feltrinelli, e-book, 2005.

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Arte Filosofia Libri Natura Poesia Politica Storia

Armando Torno – La filosofia in Russia

Tutto passa ma tutto rimane. Questa è la mia sensazione più profonda: che niente si perda completamente. Niente svanisce ma si conserva in qualche modo, da qualche parte. Ciò che ha valore rimane, anche se noi cesseremo di percepirlo.

Pavel Florenskij

Armando Torno spiega in questo libriccino di circa 50 pagine come si è sviluppata la filosofia in Russia. L’opera è la trascrizione di un intervento dello stesso autore in una serata dedicata alla filosofia russa.

La filosofia penetrò in Russia da Bisanzio intorno al X secolo, nello stesso momento in cui iniziava la cristianizzazione della vecchia Rus (Ucraina, Bielorussia e Russia). Tra il XIV e  XV secolo arrivò in quelle terre una dottrina ascetica chiamata esicaismo (tradotto come tranquillità, silenzio). Probabilmente fu una dottrina sviluppata nel IV-V secolo e ripresa dai monaci del Monte Athos. Dopo la liberazione dal giogo mongolo e l’avvento di Ivan III come sovrano (1462-1505), Mosca divenne la Terza Roma.  Chi poteva raccogliere l’eredità di Roma e di Costantinopoli, dopo il suo crollo nel 1453? Mosca, naturalmente. Non fu forse fondata su sette colli, esattamente come Roma? Con l’avvento dello zar Pietro I (1682-1725) ebbe inizio l’apertura della società russa all’occidente. Pietro viaggiò moltissimo in Europa e da quelle esperienze introdusse conoscenze e saperi nel suo Paese. Nel 1703 dette l’avvio alla costruzione della nuova capitale, chiamata San Pietroburgo. Si fece aiutare dal filosofo e matematico Leibniz e dai gesuiti, che allora dominavano la vita culturale, per fondare un’Accademia delle Scienze e delle Arti e anche per scegliere il sito dove costruire la nuova capitale. Sulla strada tracciata da Pietro I proseguì Caterina II. Lei, infatti, chiamò e instaurò dei rapporti epistolari con Voltaire, Diderot, che andò addirittura in Russia per incontrare la zarina, e fece tradurre dall’italiano l’opera di Cesare Beccaria: Dei delitti e delle pene. Nel 1777 fece approvare una nuova Costituzione in quanto sedotta dall’opera di Montesquieu: Lo spirito delle leggi. Ma il capriccio per i nuovi filosofi francesi venne stroncato in seguito alla decapitazione di Luigi XVI, nel 1793, e all’uscita dell’opera polemica di Aleksandr Radiscev. Quest’ultimo nel 1790 scrisse Viaggio da Pietroburgo a Mosca (l’ho letto in parte e sconsiglio vivamente di leggerlo) in cui faceva una disamina spietata dell’arretratezza dei contadini russi e dei servi della gleba.

Torno ci indica nel nome di Hryhorji Skovoroda (1722-1794) il primo e autentico filosofo russo. Il filosofo incentrò il suo pensiero in una mistica contemplazione della natura. Verso il 1840 l’opera di Friedrich Hegel cominciò a diffondersi in Russia e i suoi frutti non tardarono a farsi sentire. Il filosofo Pëtr Jakovlevic Caadaev (1794-1856) sviluppò un pensiero russo autonomo partendo dalla filosofia di Hegel. Ragionò soprattutto sui rapporti contrastanti intercorsi tra la Russia e l’Occidente (particolarmente con il cattolicesimo). Dal filone hegeliano fuoriuscirono il filosofo anarchico Michail Bakunin e lo scrittore Ivan Turgenev, autore del romanzo Padri e Figli. In questo romanzo venne coniato il termine nichilismo. Nel 1863 uscì il romanzo Che fare? di Nikolaj Cernysevskij. Qui si ebbe la prima manifestazione del pensiero materialista in Russia. Questo romanzo ebbe un’ascendente fortissimo sui rivoluzionari russi, a partire da Vladimir Il’ic Lenin. Il pensatore nichilista Dmitrij Ivanovic Pisarev portò avanti un’idea di liberazione dalla schiavitù morale e politica.

Naturalmente il libro di Torno cita sia Lev Tolstoj che Fëdor Dostoevskij tra i pensatori russi. Di Dostoevskij si sofferma sull’opera de I fratelli Karamazov e della leggenda del Grande Inquisitore, che si trova all’interno del romanzo. Di Tolstoj cita l’opera Denaro e lavoro, in cui il grande scrittore critica l’uso che i ricchi fanno del denaro per assoggettare i poveri. L’opera si conclude con il filosofo, matematico e mistico Pavel Florenskij. Fu fucilato nel 1937 durante le grandi purghe staliniane. Florenskij spaziò in quasi tutti i campi del sapere e scrisse delle opere molto importanti sull’icona e sul misticismo russo.

Voglio terminare questa breve recensione con Stalin e la scoperta, per me sorprendente, che fu un grande lettore della Bibbia. Nella sua biblioteca fu ritrovata una Bibbia sottolineata con la matita rossa e blu. Stalin era in grado di leggere in latino, greco ed ebraico: i suoi studi giovanili in seminario gli giovarono molto da questo punto di vista.

Torno, Armando, La filosofia in Russia, Milano,Book Time, 2013. 

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Politica Società

L’EU e gli Usa organizzano le rivolte in Ucraina

Sento da più parti, soprattutto a sinistra, esprimere frasi di solidarietà verso i rivoltosi ucraini e la loro lotta di liberazione contro l’orco russo. Alcune persone sono talmente accecate dalla propaganda anti russa dei nostri media che arrivano ad appoggiare teppisti di estrema destra, se non addirittura nazisti, in chiave pro Europa. Vorrei sapere cosa ci guadagnerebbero ad entrare nell’EU, visto che la stessa non si fa scrupoli di sorta ad affamare la Grecia, l’Irlanda, il Portogallo e la stessa Italia. Tutti Paesi all’interno dell’EU. Si può essere antropofagi con i propri familiari e disponibili verso gli sconosciuti? Può essere credibile una politica del genere? La Germania ha bisogno di nuovi sbocchi per le proprie merci e il suo spazio vitale va ricercato nuovamente ad est. Non si invadono più i Paesi con le truppe (per lo meno non ancora), ma con le merci, con Stati  succubi e privi di leggi a proteggere le proprie economie. Gli Usa vogliono invece umiliare e isolare la Russia in chiave geopolitica e militare. Chi finanzia queste persone in abiti militari e armate fino ai denti che sono accampate in piazza da più di due mesi? Perché vari senatori statunitensi continuano ad arrivare nella capitale ucraina?

Qui trovate un interessante articolo di Giulietto Chiesa.

Più in basso potete vedere come operano i rivoltosi, che in Europa sono considerati democratici.

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Libri Politica Storia

Il nazista e lo psichiatra – Jack El-Hai

Cosa legò lo psichiatra Douglas McGlashan Kelley e il Reichsmarschall Hermann Göring? Cosa legò due persone tanto diverse eppure con una fine analoga? E’ quello che cerca di appurare il giornalista El-Hai ricostruendo il rapporto tra Kelley, psichiatra che ha seguito i criminali nazisti al processo di Norimberga, e il capo della Luftwaffe Göring.

Kelley ha avuto la possibilità di studiare da vicino, costruendo un rapporto diretto con i reclusi, la mente e i comportamenti dei nazisti reclusi, tra i quali spiccavano Rudolf Hess, Alfred Rosenberg, Joachim von Ribbentrop e Albert Speer. Ma tra tutti lo psichiatra rimase colpito e in parte affascinato dalla figura di Göring: persona astuta, grande manipolatore e leader indiscusso dei reclusi. Il suo ascendente verso i compagni era così forte che dovettero isolarlo, sia prima del processo di Norimberga che durante. Il processo di Norimberga contro i criminali nazisti durò in totale 11 mesi – dal novembre 1945 al settembre 1946 – e si concluse con 11 condanne a morte. Le sentenze furono eseguite nel mese di ottobre dello stesso anno. Göring chiese più volte di essere fucilato come un soldato, ma le sue richieste furono sempre respinte. Alla fine scelse di uccidersi con una capsula di cianuro che ancora oggi nessuno sa da dove provenisse (probabilmente fu un soldato americano di guardia a procurargli il veleno).

Il libro ricostruisce benissimo i rapporti instauratesi all’interno del carcere tra i detenuti e i vari psichiatri che lavoravano con essi. Kelley fu esonerato e rimandato in patria prima della conclusione del processo. Una volta tornato a casa girò per molte città facendo conferenze sui detenuti nazisti  e pensò di scrivere un libro sulla sua esperienza di psichiatra (il libro uscì negli Usa con il titolo di 22 Cells in Nuremberg, nel 1947). Arrivò alla conlusione che i vertici del regime nazista in realtà non fossero dei spietati criminali senza cuore né umanità, ma in loro predominava l’ambizione, il potere, l’intelligenza e l’aggressività al servizio del proprio ego. Per loro fu essenziale dominare l’altra metà del popolo e la paura dello psichiatra fu quella che tutto ciò si potesse ripetere anche negli Usa. Quindi non esisteva nessun gene nazista, nessuna predisposizione al male, bensì un terreno fertile per cui potessero uscire e dominare idee e uomini estremi e arrabbiati. Pensò che l’esperienza nazista si potesse ripetere ancora (purtroppo ebbe ragione lui).

Con il passare degli anni la salute psichiatrica di Kelley cominciò a peggiorare vistosamente. Divenne dispotico e crudele verso la moglie e i figli. In particolare sottopose a vere e proprie torture psicologiche il figlio Doug. Alla fine, come in una tragedia di un personaggio storico, scelse di uccidersi di fronte alla sua famiglia con una capsula di cianuro, esattamente come fece Göring. Il fantasma di Göring che non lo abbandonò mai lo accompagnò fino alla tomba.

Jack El-Hai, Il nazista e lo psichiatra, Rizzoli (2013)

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Ambiente Economia Politica

Distributori di metano: l’Italia supera la Germania

Ogni tanto arriva una buona notizia e dato che di questi tempi sono rare credo che sia meglio valorizzarle e amplificarle. L’Italia ha superato i mille impianti di distributori di metano lasciandosi dietro la Germania, ferma a 918 distributori, e divenendo la prima nazione in Europa per numero di distributori. La notizia è riportata nel sito di Greenreport.

Qui l’articolo.