Hitler e la cultura occulta – Giorgio Galli

Cosa spinse Adolf Hitler ad attaccare la Polonia nel 1939 e l’URSS nel 1941? Perché Parigi non fu distrutta come ordinò Hitler prima che le truppe germaniche lasciassero la città nel 1944? Perché Rudolf Hess volò in Scozia nel 1941? Quali erano i rapporti tra l’esoterismo inglese, soprattutto nella cerchia nobiliare, e il nazismo tedesco? Quali erano i rapporti tra Aleister Crowley e Hitler e l’entourage nazista? Perché negli anni ’20 e ’30 del Novecento c’era un grande clima di attesa negli ambienti esoterici? Cosa attendevano Georges Gurdjieff, Fernando Pessoa, Alfred Richard Orage, Ezra Pound e tanti altri intellettuali e politici legati all’esoterismo europeo dell’epoca? Quale fu il rapporto tra il fallito attentato ad Hitler del 20 luglio del 1944 e il grande intellettuale e ufficiale della Wehrmacht Ernst Jünger?

Il grande politologo Giorgio Galli cerca di rispondere a tutte queste domande e a tante altre ancora, indagando lo stretto rapporto che ci fu tra l’esoterismo e il nazismo (ciò che gli storici in genere ignorano o rifiutano, congedando il tutto come assurde superstizioni). L’opera non è un classico libro di storia che riprende solo documenti ufficiali, ma scardina ogni aspetto del tema trattato anche nelle parti più recondite e nascoste del nazismo occulto. Galli dimostra che è impossibile capire interamente il nazismo e ciò che lo mosse se non si segue il filone esoterico che impregna fin dalla nascita il partito Nazionalsocialista. Il nazismo fuse in sé aspetti politici, esoterici, satanici, economici e idee di purezza della razza. Hitler, così come lo stesso Heinrich Himmler, Rudolf Hess e altri gerarchi nazisti, furono legati al mondo dell’occulto, dell’astrologia, dei maghi, da cui furono influenzati nelle scelte e nelle mosse future. La commistione tra molti intellettuali e mondo occulto fu davvero lampante e indiscutibile. Si può certamente considerare l’esoterismo come un ammasso di idee superstiziose, arretrate e antiscientifiche, ma non si può negare che fu molto seguito e che ebbe un’importanza di prim’ordine nelle scelte dei capi nazisti. Galli cerca di fare luce proprio su quegli aspetti che altrimenti rimarrebbero incomprensibili alla luce dei documenti ufficiali. Spesso gli aspetti più importanti e rilevanti riguardano il non detto, il non riportato, anche nella vita di ognuno di noi.

La considero semplicemente un’opera meravigliosa e ricchissima di rimandi bibliografici per i più curiosi e interessati al tema. Una vera miniera d’oro.

Giorgio Galli, Hitler e la cultura occulta, Bur (2013)

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