La politica ignora la maggioranza silente e impoverita

Secondo le ultime stime in Italia ci sono dodici milioni di poveri, eppure la nostra classe dirigente si comporta come se nulla fosse. Ogni giorno assistiamo a lunghi piagnistei di politici, con grandissime responsabilità, sulla situazione delle carceri, degli immigrati clandestini, degli omosessuali e così di seguito. Sempre e comunque minoranze insignificanti. Non c’è ombra di dubbio che esistano problemi legati all’immigrazione clandestina, con gli ultimi sviluppi tragici, alla vita dentro le carceri italiane, sempre sovraffollate e invivibili, ma tutto ciò non può essere una scusa per non parlare dei milioni di italiani che arrivano a stento a metà del mese; spesso costretti a pagare interessi altissimi a Equitalia e banche, per debiti contratti in precedenza.

Trovo offensivo che il nostro primo ministro chieda scusa per la morte degli immigrati al largo della Sicilia. Che colpa ne ha l’Italia? Chi ha dato fuoco alla barca? La responsabilità è solo della Bossi-Fini? Io non credo. La responsabilità della tragedia è della situazione instabile che l’Europa, in primis Francia e Gran Bretagna, ha creato in Libia, con l’attacco folle del 2011, e con la guerra studiata a tavolino per rovesciare Assad in Siria. L’occidente ha finanziato e continua a finanziare queste guerre, ma nessuno ha il coraggio di dirlo. L’Europa non ha mai voluto aiutare l’Italia a risolvere o cercare di tamponare il problema dei clandestini e noi ci troviamo soli a combattere un problema più grande di noi. Si raccolgono firme per abolire la Bossi-Fini, ma per sostituirla con che cosa? Vogliamo rendere l’Italia un Paese in cui chiunque può venire liberamente, come suggeriscono alcune esternazioni folli di Boldrini, Kyenge e di qualche altro idealista che ha perso il contatto con la realtà? Vogliono trasformare l’Italia in un gigantesco ring sanguinoso, in cui i poveri si ammazzeranno tra loro? È quello che succederà se alcune proposte estreme passeranno in parlamento.

Anche l’uscita del presidente Napolitano mi ha lasciato interdetto: perché parlare di indulto proprio in questo momento? (Per salvare Berlusconi?). Napolitano non si rende conto che diventa offensivo verso milioni di italiani quando parla delle carceri come di un problema primario e imprenscindibile. La metà dei carcerati in Italia hanno origini straniere, perché non rimpatriarne un tot per alleggerire le carceri? Guai a parlarne! Tabù, non si può dire. L’importante è distogliere l’attenzione dai problemi più gravi e, questi sì, imprenscindibili. L’economia italiana è ai minimi storici e alcuni milioni di persone hanno perso il lavoro negli ultimi anni. Ci troviamo con famiglie sul lastrico o addirittura costrette a vivere in mezzo alla strada, senza alcuna prospettiva di miglioramento o solo di speranza. A queste persone cosa dite?

Intanto aspettiamo l’approvazione della legge anti “omofobia”, che sicuramente porterà al matrimonio e all’adozione gay, senza la quale milioni di italiani non dormono la notte… Di questo si parla in Italia. Di questo parlano i nostri politici, compresi i deputati del M5s, coloro che avrebbero dovuto cambiare il modo di fare politica. Tutti a braccetto a votare cose che riguardano piccolissimi gruppi. Molti parlano di rivoluzione civile e culturale, come se una famiglia gay fosse un avanzamento della civiltà e non invece il prodotto di una società finita e incapace di guardare al futuro. La politica e ideologie decadenti non possono stravolgere la natura dell’essere umano e dell’ambiente, perché tutto prima o poi ci si ritorcerà contro. Questo non vale solo dal punto di vista ambientale, esperienza che già sperimentiamo, ma anche dal punto di vista umano. L’esempio francese è istruttivo in tale contesto: Hollande approvando i matrimoni gay e politiche guerrafondaie per motivi geopolitici, ha spinto il Front National al 40% dei consensi nell’ultima tornata elettorale nel sud della Francia. Questo è il pericolo che corriamo, se continueremo sulla strada del prestare attenzione solo alle piccole lobby ignorando l’urlo di sofferenza che si alza dal popolo.

Il Motor Show di Bologna chiude dopo 38 anni; la Telecom è finita in mani straniere (alla Telefonica spagnola che è strapiena di debiti!); probabilmente perderemo l’Alitalia; milioni di italiani vivono sotto la soglia di povertà e altrettanti sono a rischio di finirci: di questo dovrebbero scusarsi Letta e l’intera classe politica italiana.

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