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Libri

Cartografia di un destino (interviste) – Jorge Luis Borges

Il libro raccoglie due interviste televisive fatte a Borges nel 1976 e 1980, a Madrid, in Spagna. In entrambe le interviste Borges ripercorre il lato biografico della sua vita e gli autori che gli hanno insegnato qualcosa dal punto di vista letterario e poetico. Come si sa, lui preferiva leggere altri autori piuttosto che scrivere. Molto misurato, timido, modesto, Borges nelle due interviste danza da un capo all’altro della letteratura e delle lingue: conosceva oltre all’inglese, appreso grazie alla nonna anglosassone, il tedesco (imparato da solo), il francese e l’inglese antico, chiamato anche sassone antico. Mente lucidissima, frasi mai scontate, pensiero profondo e tagliente gli hanno procurato tante simpatie ma anche tanti nemici. Diceva ciò che pensava, uno dei pochissimi e rari esempi, e questo come ben si sa, procura molte antipatie e inimicizie e forse anche per questo non gli diedero mai il Nobel (cosa di cui lui non si curava affatto).

Ci si stanca mai di leggere Borges, i suoi libri, le sue interviste? No, non ci si stanca mai; ogni frase è un fermarsi a riflettere e ogni pagina è un abisso di sapere che dà le vertigini.

Jorge Luis Borges (a cura di Tommaso Menegazzi), Cartografia di un destino, Mimesis Edizioni (2012)

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Poesia Politica

Epigoni del disastro

Gli epigoni del disastro e del nichilismo affollano i media e la politica,
Una società devirilizzata avanza verso il baratro
E, nello spazio di un nano secondo,
La Terra cede il seme,
In cambio di un uovo
Che mai nessuno potrà fecondare.

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Curiosità varie Economia Natura Politica Società

La politica ignora la maggioranza silente e impoverita

Secondo le ultime stime in Italia ci sono dodici milioni di poveri, eppure la nostra classe dirigente si comporta come se nulla fosse. Ogni giorno assistiamo a lunghi piagnistei di politici, con grandissime responsabilità, sulla situazione delle carceri, degli immigrati clandestini, degli omosessuali e così di seguito. Sempre e comunque minoranze insignificanti. Non c’è ombra di dubbio che esistano problemi legati all’immigrazione clandestina, con gli ultimi sviluppi tragici, alla vita dentro le carceri italiane, sempre sovraffollate e invivibili, ma tutto ciò non può essere una scusa per non parlare dei milioni di italiani che arrivano a stento a metà del mese; spesso costretti a pagare interessi altissimi a Equitalia e banche, per debiti contratti in precedenza.

Trovo offensivo che il nostro primo ministro chieda scusa per la morte degli immigrati al largo della Sicilia. Che colpa ne ha l’Italia? Chi ha dato fuoco alla barca? La responsabilità è solo della Bossi-Fini? Io non credo. La responsabilità della tragedia è della situazione instabile che l’Europa, in primis Francia e Gran Bretagna, ha creato in Libia, con l’attacco folle del 2011, e con la guerra studiata a tavolino per rovesciare Assad in Siria. L’occidente ha finanziato e continua a finanziare queste guerre, ma nessuno ha il coraggio di dirlo. L’Europa non ha mai voluto aiutare l’Italia a risolvere o cercare di tamponare il problema dei clandestini e noi ci troviamo soli a combattere un problema più grande di noi. Si raccolgono firme per abolire la Bossi-Fini, ma per sostituirla con che cosa? Vogliamo rendere l’Italia un Paese in cui chiunque può venire liberamente, come suggeriscono alcune esternazioni folli di Boldrini, Kyenge e di qualche altro idealista che ha perso il contatto con la realtà? Vogliono trasformare l’Italia in un gigantesco ring sanguinoso, in cui i poveri si ammazzeranno tra loro? È quello che succederà se alcune proposte estreme passeranno in parlamento.

Anche l’uscita del presidente Napolitano mi ha lasciato interdetto: perché parlare di indulto proprio in questo momento? (Per salvare Berlusconi?). Napolitano non si rende conto che diventa offensivo verso milioni di italiani quando parla delle carceri come di un problema primario e imprenscindibile. La metà dei carcerati in Italia hanno origini straniere, perché non rimpatriarne un tot per alleggerire le carceri? Guai a parlarne! Tabù, non si può dire. L’importante è distogliere l’attenzione dai problemi più gravi e, questi sì, imprenscindibili. L’economia italiana è ai minimi storici e alcuni milioni di persone hanno perso il lavoro negli ultimi anni. Ci troviamo con famiglie sul lastrico o addirittura costrette a vivere in mezzo alla strada, senza alcuna prospettiva di miglioramento o solo di speranza. A queste persone cosa dite?

Intanto aspettiamo l’approvazione della legge anti “omofobia”, che sicuramente porterà al matrimonio e all’adozione gay, senza la quale milioni di italiani non dormono la notte… Di questo si parla in Italia. Di questo parlano i nostri politici, compresi i deputati del M5s, coloro che avrebbero dovuto cambiare il modo di fare politica. Tutti a braccetto a votare cose che riguardano piccolissimi gruppi. Molti parlano di rivoluzione civile e culturale, come se una famiglia gay fosse un avanzamento della civiltà e non invece il prodotto di una società finita e incapace di guardare al futuro. La politica e ideologie decadenti non possono stravolgere la natura dell’essere umano e dell’ambiente, perché tutto prima o poi ci si ritorcerà contro. Questo non vale solo dal punto di vista ambientale, esperienza che già sperimentiamo, ma anche dal punto di vista umano. L’esempio francese è istruttivo in tale contesto: Hollande approvando i matrimoni gay e politiche guerrafondaie per motivi geopolitici, ha spinto il Front National al 40% dei consensi nell’ultima tornata elettorale nel sud della Francia. Questo è il pericolo che corriamo, se continueremo sulla strada del prestare attenzione solo alle piccole lobby ignorando l’urlo di sofferenza che si alza dal popolo.

Il Motor Show di Bologna chiude dopo 38 anni; la Telecom è finita in mani straniere (alla Telefonica spagnola che è strapiena di debiti!); probabilmente perderemo l’Alitalia; milioni di italiani vivono sotto la soglia di povertà e altrettanti sono a rischio di finirci: di questo dovrebbero scusarsi Letta e l’intera classe politica italiana.

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Ambiente Economia Natura Società

L’Italia soddisfa il 90% dell’energia elettrica grazie alla crescita delle rinnovabili

A fronte di una diminuzione della domanda di energia elettrica nel settembre 2013 di -2,6% rispetto allo stesso mese del 2012, l’Italia – grazie all’aumento dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili – ha raggiunto l’89,1% del proprio fabbisogno elettrico. Oggi acquista solo il 10,9% di energia elettrica dall’estero. Il fotovoltaico è cresciuto del 27,2%, l’eolico dell’11,1%, il geotermico dello 0,9% e l’idrico dello 0,6%. Contemporaneamente continua a diminuire la produzione termoelettrica (-6,2%).

Qui potete leggere l’articolo completo di Greenreport.

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Poesia

Anni che passano

Gli anni passano e io invecchio,

ma il mio cuore non muta.

Quello che ero sono,

e sono quello che sarò.

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Ambiente Economia Natura Società

Anno da record per il fotovoltaico a livello mondiale nel 2013

Per la prima volta il solare fotovoltaico supererà, secondo le previsioni fornite da Bloomberg New Energy Finance (BNEF), l’energia eolica, arrivando a 36,7 GW di potenza installata contro il 35,5 GW dell’eolico. E’ un fatto storico, non era mai accaduto.

Qui trovate l’articolo di Lucia Venturi.

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Libri

Padre Matteo La Grua (intervistato da Roberta Ruscica) – Contro Satana. La mia lotta per vincere le potenze delle tenebre

 

Premetto che non sono religioso né cattolico, ma questo libro intervista all’esorcista siciliano Matteo La Grua mi ha comunque colpito. Io non so se i fatti narrati nel libro siano riconducibili a reali possessioni diaboliche, ma di certo non mi sento di escludere a priori che oltre alla materia ci sia qualcos’altro tra noi.

L’intervista è stata condotta dalla giornalista milanese Roberta Ruscica e terminata pochi giorni prima che padre La Grua morisse: nel gennaio del 2012. L’esorcista cita molti casi di possessione con cui si è dovuto confrontare, spesso restandone spossato dal punto di vista fisico e mentale, in persone a volte insospettabili, perché il maligno si insinua in ogni crepa e debolezza umane. Secondo padre La Grua il demonio fa presa attraverso il denaro, il sesso, il successo, la politica e tutto ciò che circonda l’uomo di orgoglio e prepotenza. Da lui, nel corso dei moltissimi anni in cui ha fatto esorcismi, si sono presentate persone di tutti i ceti sociali: nobili, politici, magistrati, giornalisti, artigiani, impiegati, operai, contadini e imprenditori. Satana non fa distinzioni di ceto o ricchezza, ma ogni persona è una potenziale vittima da distruggere e soggiogare. Il padre siciliano è riuscito ad aiutare migliaia di persone grazie alla preghiera e al parlare in lingue, che è un carisma emanato dallo Spirito Santo. In un’occasione è persino riuscito a parlare con un demone fuoriuscito da una vittima dopo un esorcismo, e che non aveva nessuna intenzione di abbandonare la stanza. L’esorcista una volta sentita la sua presenza gli ha chiesto: Chi sei tu? e il demone gli ha risposto: Sono nessuno… Ho perduto il mio nome. Detto ciò la presenza demoniaca è scomparsa ma il padre è rimasto allibito e privo di forze. La Grua mette in guardia le tante persone che si rivolgono a maghi, medium, spiritisti e quant’altro perché sono tutte espressioni sataniche mascherate da spiriti dei defunti. Lo stesso vale per la magia bianca, scambiata da alcuni per emanazioni divine, ma invece è da ricondurre all’opera del maligno: è solo una menzogna diabolica. La Grua, verso la fine del libro, si dice preoccupato dal numero enorme di politici privi di moralità e ideali per il bene comune, perché è un terreno in cui Satana (colui che divide) spadroneggia. Montecitorio e la politica tutta sono sotto l’influsso demoniaco, mai così forte come oggi.

L’esorcista siciliano è il primo ad ammettere che molte presunte possessioni in realtà non sono tali, anche se Satana è capace di fare ammalare una persona e ha il potere di peggiorare o incidere nella malattia. Il suo è un richiamo continuo a Dio e a Gesù, alla preghiera e alla conversione, al ripudiare la schiavitù della carne, del denaro e del successo. Da questo punto di vista è molto istruttivo.

Padre Matteo La Grua è morto il 15 gennaio 2012 all’età di 97 anni.

Padre Matteo La Grua (intervistato da Roberta Ruscica), Contro Satana, Piemme, e-book, 2013.