Fidel Castro e la Rivoluzione Cubana – Richard J. Samuelson

Brevissima introduzione alla figura di Fidel Castro e alla Rivoluzione cubana. Questo e-book in poco più di 80 pagine mostra i fatti più rilevanti della vita del Lìder Maximo. Nato nel 1926 e figlio di un possidente spagnolo semi analfabeta immigrato in Cuba, si ribella alla volontà paterna che lo voleva lavoratore nell’azienda e decide di studiare diventando avvocato. Svolge l’attività di avvocato per pochi e infruttuosi anni. Nel 1952  il generale Fulgencio Batista guida un colpo di stato militare e instaura un regime dittatoriale, con l’appoggio degli Stati Uniti. Castro decide di non restare inerte di fronte agli ultimi fatti e con un manipolo di uomini nel 1953 decide di assaltare la caserma del Moncada, un grande insediamento militare del Paese. L’assalto fallisce e la maggior parte dei suoi uomini rimangono uccisi. Lui stesso e i sopravvissuti vengono arrestati. Castro viene condannato a 15 anni di carcere ma, grazie all’amnistia di Batista, viene rilasciato nel 1955, dopo appena due anni. Quasi subito la scarcerazione decide di spostarsi in Messico, dove conosce Che Guevara, per continuare la lotta contro il dittatore cubano. Nel 1956 in 82 partono per Cuba, tra i quali troviamo il fratello di Castro, Raul, Che Guevara e Camilo Cienfuegos. In appena tre anni – con l’appoggio della maggior parte della popolazione –  riescono a sbaragliare il regime corrotto di Batista. Il 2 gennaio 1959 Che Guevara e Cienfuegos entrano all’Avana e Castro a Santiago. Batista nel frattempo è fuggito in Spagna in cui morirà nel 1973 da uomo libero.

La prima parte della Rivoluzione è conclusa. Adesso inizia la seconda e per molti versi più difficile prosieguo dell’azione rivoluzionaria. Il Lìder Maximo trova un Paese poverissimo, con tassi di analfabetismo di oltre l’80%, con un tasso di mortalità infantile tra i più alti dell’America latina e con disparità sociali oscene. Per prima cosa espropria il terreno della sua famiglia (azione che la madre non gli perdonerà mai), abbassa gli stipendi pubblici più alti, compresi giudici e politici, e inizia una grandissima campagna sanitaria e di alfabetizzazione, che porterà Cuba nel corso di alcuni anni a diventare il secondo Paese con meno analfabeti dell’intera America, dietro solo al Canada. Castro, che ancora non ha idee politiche ben precise e salde, decide di cercare, ottenendolo, l’appoggio dell’Unione Sovietica. Dopo la nazionalizzazione delle raffinerie americane presenti sull’isola, gli Usa decidono di adottare, nel 1960, l’embargo economico (che dura fino a oggi). Il Lìder Maximo, a capo del governo cubano, è costretto fin da subito a reprimere delle rivolte interne appoggiate e finanziate dagli Stati Uniti. Nel 1961, Kennedy appoggia il piano dell’invasione dell’isola utilizzando gli esuli cubani espatriati in Florida: sarà un totale fiasco e passerà alla storia come il disastro della Baia dei Porci. L’anno dopo si rischia addirittura la Terza guerra mondiale quando Krusciov vuole installare degli ordigni nucleari nell’isola caraibica. I militari americani rispondono accerchiando l’isola cubana cercando di intercettare le navi sovietiche con l’arsenale atomico. La tensione è altissima, ma alla fine una telefonata telefonica tra Krusciov e Kennedy scongiura l’irrimediabile. Nello stesso periodo gli americani preparano un piano di lotta psicologica per eliminare Castro chiamato Northwoods. Il piano viene respinto dal presidente però alcuni credono che lo schema sia stato adottato negli attentati del 2001 in territorio americano… (c’è una parte del piano nell’e-book da leggere con attenzione, infatti si prospetta, oltre ad attacchi simulati di comunisti in territorio americano, l’utilizzo di aerei telecomandati con bandiera americana da abbattere in territorio cubano, per giustificare un intervento militare diretto contro Cuba). Con il crollo del blocco comunista il leader cubano rimane orfano dell’unico grande alleato a cui fare affidamento. Nei primi anni ’90 Cuba diventa sempre più povera e isolata. Dopo il 1991, per sopravvivere, Cuba è costretta ad aprirsi al turismo e ad attuare alcune riforme interne sul piano economico. Castro di rivolge anche al Papa, che accoglie nel suo viaggio pastorale sull’isola nel 1998. Nel 2006 Castro rivela al mondo di essere malato di cancro e delega molti poteri al fratello Raul. Nel 2011 si dimette anche da Primo Segretario del partito. Nella sua lunga carriera politica ha raggiunto un record poco invidiabile: si dice che abbia subito oltre 600 tentativi di omicidio, quasi tutti orchestrati dalla CIA. Castro ha oggi 87 anni.

Nell’e-book si fa menzione dell’intervista fiume di Gianni Minà a Fidel Castro dl 2005, durata oltre 16 ore, in cui quest’ultimo parla a ruota libera di tutta la sua carriera politica e umana.

Qui un piccolo estratto:

Richard J. Samuelson, Fidel Castro e la Rivoluzione Cubana, LA CASE Books (2013)

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