Le quattro nomine al Senato: inutili quanto costose

Le nomine del presidente Napolitano hanno avuto solo sperticati e calorosi elogi. L’intellighenzia nostrana tutta in piedi ad applaudire: quattro dei loro sono stati eletti. Invece credo che siano delle nomine inutili quanto costose. Queste persone, al pari di Berlusconi e Monti, non presenzieranno in Senato e avranno comunque diritto al “modesto” compenso di 15 mila euro mensili. Persone che proprio non hanno bisogno di questa ulteriore entrata economica e che il Senato, già bistrattato e ignorato dai politici di professioni, certo non ne sentiva la mancanza.

Per quanto riguarda la Cattaneo mi rammarica pensare che chi distrugge embrioni umani per la sacra e inviolabile ricerca finisca per acquisire meriti ed elogi. Abbiamo perso qualsiasi valore morale ed etico. Non credo che si possa fare cannibalismo scientifico come se nulla fosse. Distruggere embrioni umani per trovare la cura di malattie degenerative è immorale e sbagliato. Proteggiamo le uova di uccello, però non ci facciamo scrupoli di sorta nel trattare gli embrioni umani come cose senza alcun valore. La ricerca scientifica über alles e prima di tutto, anche della coscienza e della morale: questo è il pensiero corrente in alcuni ambiti scientifici.

Mi piacerebbe che venissero eletti senatori a vita anche operai, impiegati, artigiani, casalinghe, commercianti ecc., per meriti lavorativi e non solo per successi scientifici e culturali. Si dovrebbe smettere di pensare che solo chi ha acquisito meriti scientifici, culturali e sportivi abbia diritto di essere elogiato e premiato, ma chiunque di noi dovrebbe esserlo. Perché chiunque di noi con il proprio lavoro a casa o fuori contribuisce al benessere civile ed economico della nazione. Rubbia ha fatto grandi cose nel campo della fisica, Piano in quello dell’architettura, Abbado nella musica (perché non si è scelto Ennio Morricone?) e Cattaneo nella ricerca scientifica (distruggendo anche embrioni umani): persone di spessore, d’accordo, ma in pratica non serviranno a nulla perché non avranno il tempo e forse nemmeno la voglia di presenziare alle sedute del Senato.

Per concludere, forse il privilegio del presidente della Repubblica di nominare senatori a vita andrebbe eliminato. Mi sembra quasi che sia un potere di origine monarchica. Chi vuole andare in Senato si faccia eleggere dai cittadini e non si scelga sempre il privilegiato di turno, che il presidente pensa che sia un suo pari, una persona con cui condivide livello culturale e affinità sociali. Si rischia, o forse lo è già, di scadere nell’atto discriminatorio verso tutti gli altri cittadini della Repubblica.

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