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Politica Società

Vendola sulla pedofilia (intervista su “La Repubblica” del 1985)

Intervista di Stefano Malatesta all’allora giovane membro del direttivo della Fgci (Federazione giovanile comunista). Siamo nel 1985. Il giovane comunista racconta la propria vicenda personale di omosessuale in un partito che nel 1948 aveva espulso Pasolini per il suo orientamento sessuale. La parte più interessante dell’articolo riguarda il pensiero di Vendola in merito alla pedofilia e del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti.

Posto questo articolo perché le persone hanno la memoria corta e spesso non si rendono conto delle idee che alcuni leader nazionali hanno su alcune tematiche particolarmente sensibili. Forse la cosa più incredibile è che una persone con le idee di Vendola sia diventato governatore di una regione e leader di un partito di “sinistra”, se ancora si può usare questo termine in un contesto dove conta solo l’orientamento sessuale (ovviamente omosessuale), il femminismo e l’aborto. Insomma, un contesto radical-chic in cui anche Sabrina Guzzanti e accoliti possono riconoscersi e identificarsi.

Peccato che in Italia nel 2012 siano morti 1180 lavoratori (considerando anche i morti sulle strade di persone che si recavano sul lavoro, dati Qui) mentre i dati ufficiali dell’Inail ne indicano 790, di cui 726 uomini e 64 donne. Qui i dati. Oltre il 90% dei morti sono uomini, eppure nessuno si scandalizza. Perché non chiamarlo maschilicidio lavorativo, per seguire la logica femminista e ben pensante tanto in voga oggi? Ma questi temi non sono altrettanto importanti per lor signori Vendola, Boldrini, omosessuali e femministe al seguito. Finché muoiono solo uomini che problema c’è?

Qui l’articolo di Repubblica.

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Curiosità varie Politica

Le quattro nomine al Senato: inutili quanto costose

Le nomine del presidente Napolitano hanno avuto solo sperticati e calorosi elogi. L’intellighenzia nostrana tutta in piedi ad applaudire: quattro dei loro sono stati eletti. Invece credo che siano delle nomine inutili quanto costose. Queste persone, al pari di Berlusconi e Monti, non presenzieranno in Senato e avranno comunque diritto al “modesto” compenso di 15 mila euro mensili. Persone che proprio non hanno bisogno di questa ulteriore entrata economica e che il Senato, già bistrattato e ignorato dai politici di professioni, certo non ne sentiva la mancanza.

Per quanto riguarda la Cattaneo mi rammarica pensare che chi distrugge embrioni umani per la sacra e inviolabile ricerca finisca per acquisire meriti ed elogi. Abbiamo perso qualsiasi valore morale ed etico. Non credo che si possa fare cannibalismo scientifico come se nulla fosse. Distruggere embrioni umani per trovare la cura di malattie degenerative è immorale e sbagliato. Proteggiamo le uova di uccello, però non ci facciamo scrupoli di sorta nel trattare gli embrioni umani come cose senza alcun valore. La ricerca scientifica über alles e prima di tutto, anche della coscienza e della morale: questo è il pensiero corrente in alcuni ambiti scientifici.

Mi piacerebbe che venissero eletti senatori a vita anche operai, impiegati, artigiani, casalinghe, commercianti ecc., per meriti lavorativi e non solo per successi scientifici e culturali. Si dovrebbe smettere di pensare che solo chi ha acquisito meriti scientifici, culturali e sportivi abbia diritto di essere elogiato e premiato, ma chiunque di noi dovrebbe esserlo. Perché chiunque di noi con il proprio lavoro a casa o fuori contribuisce al benessere civile ed economico della nazione. Rubbia ha fatto grandi cose nel campo della fisica, Piano in quello dell’architettura, Abbado nella musica (perché non si è scelto Ennio Morricone?) e Cattaneo nella ricerca scientifica (distruggendo anche embrioni umani): persone di spessore, d’accordo, ma in pratica non serviranno a nulla perché non avranno il tempo e forse nemmeno la voglia di presenziare alle sedute del Senato.

Per concludere, forse il privilegio del presidente della Repubblica di nominare senatori a vita andrebbe eliminato. Mi sembra quasi che sia un potere di origine monarchica. Chi vuole andare in Senato si faccia eleggere dai cittadini e non si scelga sempre il privilegiato di turno, che il presidente pensa che sia un suo pari, una persona con cui condivide livello culturale e affinità sociali. Si rischia, o forse lo è già, di scadere nell’atto discriminatorio verso tutti gli altri cittadini della Repubblica.

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Poesia

Ritorno di fine agosto

La macchina corre,

Macinando chilometri,

La strada è infuocata, ostile, spuria;

Ma spingo all’impazzata:

I pistoni urlano,

I cilindri sibilano,

I pneumatici sfrigolano.

 

Lamenti inascoltati infuriano nella carcassa,

Ma non posso, non devo ascoltarli.

Voglio proseguire, voglio arrivare,

Questo è il mio unico pensiero.

 

 

 

 

 

 

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Vita di Carmelo Bene – Giancarlo Dotto, Carmelo Bene

In questo libro intervista, pubblicato nel 1997, Carmelo Bene ripercorre 60 anni di vita vissuta senza limiti e freni. Nulla ha fermato il genio di CB: alcol, droghe, infarti, operazioni, ernie, donne, figli. Nulla. Sempre avanti, alla ricerca di un teatro nuovo, sperimentale e in perenne divenire. Dal “Laboratorio” di Trastevere degli anni ’60 al trasferimento a Mosca nel 1990, Bene non ha mai rinunciato a cercare nuove vie all’approccio di “attore”, regista, fonico e scrittore. Molto severo con gli altri non perdonava nulla a se stesso. Poneva l’asticella sempre un po’ più  in alto. Stimato da Pasolini, Flaiano, Deleuze, Foucault e Pertini, CB ha avuto rapporti con tutta la comunità intellettuale che contava, italiana e successivamente francese, per almeno tre decenni. Deleuze, in particolare, ha scritto vari libri sulla macchina attoriale e sul modo di muoversi in scena di Bene.

Geniale e scandaloso, chiaro e confuso, apollineo e dionisiaco, umano nella sua solitudine e disumano in tutto il resto. Tanti significanti in una sola persona. Carmelo Bene ha vissuto pericolosamente, bruciando, senza mai fermarsi, l’inesauribile energia che risiedeva nel suo intelletto.

Bene ha imparato di più in due settimane al manicomio che in 60 anni in mezzo agli “zombi”, come li chiamava lui.

È morto nel 2002 all’età di 65 anni (e ancora oggi il vuoto lasciato dalla sua morte non è stato colmato da nessuno).

Carmelo Bene, Giancarlo Dotto, Vita di Carmelo Bene, Bompiani (1997)

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Curiosità varie Libri Società

Diario di un fallito socialmente utile

Maggio, un lurido e derelitto mese di maggio. A cosa servono i mesi, le stagioni, gli anni se non cambia mai nulla nella mia vita? Come posso eludere la mia impazienza e depressione? Ogni cosa intorno a me è decadente e pure la gente continua ad essere così cieca della propria decadenza e falsità. Si può crollare ed è essere felici? Evidentemente sì, guardando la felice autodistruzione in cui sfracellano tante persone. Mattina dopo mattina il mio impegno è scosso e urtato dall’imperizia meschina dei miei pensieri. Il pomeriggio non migliora la situazione, ma mi fa cadere in uno stato di prostrazione e alienazione primigenia, nuova, eppure non confuse con idee di autocastrazione. I libri guariranno in parte la mia sventura. La parte rimanente sarà data in pasto ai pensieri, pericolosi e per nulla consolatori. Ma dopo tutto a cosa serve la consolazione, se non a consolare animi deboli e sfatti. Non mi reputo un debole e nel mio fallimento personale non voglio trascinare ognuno di voi, assolutamente non voglio farlo. Voglio, o forse vorrei, essere imparziale e conscio che il mondo può essere annullato, ribaltato e rifatto. Dopo la vita non c’è nulla, di questo sono sicuro e mi dà la tranquillità necessaria per affrontare le ore e i minuti come se fossero eterni, finiti nell’eterno divenire, nell’incommensurabile nulla della morte.

Le piante si piegano al sole, cercano ardentemente i raggi solari, si nutrono di ciò e crescono prosperose, ignorando la presenza umana. Il problema è che noi non ignoriamo la nostra, di presenza. Umani indaffarati a farsi le scarpe a vicenda, persone che lucrano uccidendo altre persone, sotto la luce del sole e pienamente protetti dalla legge. Sì, le leggi che i ricchi hanno fatto per proteggere se stessi dagli altri, dal popolino, dal rozzo e pericoloso popolo. Come non restare esterrefatti di fronte a tanta brutalità così ben studiata e giustificata. Io cosa c’entro con tutto ciò? Qual è la mia parte di guadagno?

La società, gli altri, sempre qualcun altro è responsabile delle nostre sventure, quasi nessuno è capace di assumersi le proprie responsabilità e di auto condannarsi. Costa troppa fatica. Eppure il fallimento, qualsiasi fallimento, ha una buona dose di cercate sventure, di sbagli grossolani, di imperizia e di mancanza di sufficienti conoscenze acquisite. Forse nemmeno acquistando le giuste conoscenze si possono evitare i tracolli. L’uomo è un tracollo. L’insita natura umana è soggetta al deperimento fisico e spesso mentale. L’ignoranza fa il resto.

I limoni crescono prosperosi sull’albero, le rondini descrivono scie nell’aria, il gatto gioca spensierato, ma l’uomo soffre, pensa e si cruccia che le cose non siano andate in un certo verso rispetto ad un altro. Io non faccio eccezione. Mi sono spesso azzoppato da solo, senza la cattiveria di qualche barbaro crudele. All’età di otto anni, o giù di lì, non ho voluto più iscrivermi alla squadra di calcio perché spossato dall’attesa che qualcuno mi iscrivesse a tale società calcistica. Attenzione: di questo abbiamo bisogno nella vita. Quando manca anche tutto il resto scema, si perde l’interesse e l’entusiasmo per le cose e le persone. Quanti bambini sono stati stroncati dai maestri e dai professori, così come dai genitori?

Il denaro non dà sollievo, ma un motivo in più per temere il prossimo, il nemico negli occhi del vicino. Il vicino polemico e rancoroso che peggiora il mio stato d’animo: fa trasalire in me istinti pensati sopiti, seppelliti per sempre. E non sono istinti positivi. La modernità ci richiede una buona dose di astuzia e cinismo, di progresso nell’istinto edonista del singolo, tralasciando gli ammalati, veri o immaginari. Generose donne prosperose, specialmente americane, attraevano Céline, perché vedeva in loro la ricchezza e la gioia di vivere di una società benestante e sviluppata; io, invece, non vedo niente altro che libidine e purulente piaghe nascoste, ben nascoste negli anfratti delle periferie del mondo, nel servilismo della domestica, nell’accozzaglia degli intellettuali che scrivono sui giornali, nell’immondo dimenare degli arrivisti di tutte le specie e di tutte le risme. A loro mi appello e a loro chiedo che si facciano da parte, che lascino il campo libero a chi è davvero meritevole, a chi ha sacrificato la propria esistenza in opere degne e giuste. Da chi sarebbe impalato oggi Gesù, se mai tornasse sulla Terra? Dagli stessi che lo fecero due mila anni fa. Nessuno si faccia illusioni. Chi sta in alto tende a conservare ciò che ha conquistato, soprattutto se conquistato con la violenza e la falsità. Io, povero derelitto umano, mi pongo nell’estremo opposto, nel gorgo inspirituale dove cadono gli esclusi, i finiti, i disprezzati anonimi che io stesso disprezzo. Il cappone colpisce l’altro cappone di sventura, non solidarizza con lui, ma lo colpisce con rabbia e odio. Ecco, così sono molti uomini. Il fallimento del singolo viene vomitato sulla collettività: se io sono perduto anche voi lo sarete; che seppelliscano gli schiavi con il re!

Giugno, finalmente inizia l’estate. Mi chiedo che tipo di estate sarà la mia. Dolore e rabbia non mi abbandonano, mi lasciano con l’amaro in bocca, mi avvelenano la vita e in compenso mi danno la possibilità di trovare una via di uscita, consona o non consona, ma chi se ne importa. Pensieri corrono veloci nel mio cervello, cerco di pensare ai problemi del mondo e delle altre persone. Tutto pur di evitare di pensare alla mia gogna. Vorrei essere un gatto, tranquillo e giocherellone, astuto e bonario, dormiglione e iperattivo, invece sono semplicemente una larva, neanche di insetto ma di natura umana, la peggiore, la più vomitevole di tutte. Un altro giorno è passato invano, alla ricerca di un lavoro che nessuno vuole darmi (chissà, forse per fortuna). C’è la crisi, certo, ma anche la mia personale sventura non mi abbandona, mai. Nei lunghi anni della mia adolescenza – infiniti e scombussolati – non pensai alla vita come conquista famelica e non ebbi l’impressione che tutto fosse così terribilmente difficile e competitivo. Anzi, ero felice e soddisfatto perché vivevo nell’ignoranza più vera e assoluta. Ignoranza nel senso non culturale del termine, ma della vita non ancora assaporata e capita. La cultura non sempre accorre a salvare le persone, spesso è un fardello da portare, pesante e ingombrante come solo alcune cose sanno esserlo. Chi crede di essere troppo intelligente spesso impazzisce o si uccide, mentre i mediocri continuano a vivere le loro scialbe vite, immuni da deliri di onnipotenza. Cosa è meglio essere?

Bella la società civile che ci siamo costruiti, come è facile illudere le persone di essere libere ed emancipate. Poveri stolti. Sono convinti di trovarsi nel migliore dei mondi possibili, mentre non capiscono che la puzza e la sporcizia vengono nascoste bene nei depuratori delle fogne, lontani dalla vista dei cittadini, troppo sensibili e civili per sopportare la vista dei propri escrementi, del proprio lezzo. L’importante è non portare alla luce, nascondere, fare finta che il problema non esista purché si continui a dire che non si era al corrente del problema. Cari, carissimi signori, non coprirete con la vostra biliosa ironia di ridicolo e disprezzo tutto ciò che c’è di buono su questa Terra. Una risata non seppellirà proprio un bel niente. Il vostro disprezzo sarà rivolto verso le vostre squallide persone e il pubblico ludibrio si ritorcerà contro di voi.

Luglio è un mese di attesa, di sognate vacanze aspettate tutte un anno. A me cosa importa dato che non farò né vacanze né nulla di nulla? Niente. Starò a casa e nel frattempo cerco di mantenere la calma, sì, quella calma necessaria e benefica ai miei strapazzati nervi. Ho messo a dura prova le mie sinapsi e tutti i miei neuroni non se la passano meglio. Quanti ne ho bruciati in anni di bevute e falsi divertimenti, in quelle ore chiamate svago: tempo libero buttato al macero, stessa fine dei quotidiani stampati. I quotidiani escono ogni santo giorno, ma perché devono farlo? Perché devono scrivere cose che non hanno attinenza con la realtà, perché devono informare i fatti e non sui fatti? Carmelo Bene insegna. Riprendiamo la nostra lugubre cronaca di vita. Ho l’impressione di vivere in mezzo a una società frantumata in spasmi concentrici, ma non riesco a trovare il punto d’interconnessione. Frantumato in tanti atomi bolliti non riesco a separarmi dal centro che pure non individuo. Torno al punto di partenza senza accorgermi che il tempo non lascia tregua, non perdona e non rimargina niente. Annoiato e fiaccato lancio piccoli segni di sfida alla vita, alla società, all’universo, però rimango ignorato. Forse il destino di un fallito è proprio questo, restare ignorato e invisibile ai più, come se non bastasse già l’umiliazione di dover vivere con niente, senza risorse proprie e in balia dei marosi abbastanza potenti da sballottarti da una parte e l’altra. Resisti, resisti ai marosi e al benessere cieco e opulento che ignora gli individui come te. Non essere fiacco e non dargliela vinta. Questo è quello che vogliono, loro, quelli là fuori.

E’ caldo e non faccio che sudare, i giorni di luglio sono terrificanti nella Pianura Padana. Zanzare ronzano intorno ai miei piedi mentre dormo e non mi lasciano riposare di quel riposo di cui tanto avrei bisogno. La mattina è uno shock alzarsi dal letto. La stanchezza prende i muscoli e non li molla un secondo. Mi fa male tutto il corpo e ho l’impressione che da questa stanza non riuscirò mai a uscire.

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Libri Storia

Destinatario sconosciuto – Taylor Kressmann

È interessante scoprire, leggendo questo libro pubblicato nel 1938,  come già allora si conoscesse la violenza e la pericolosità del nazismo in Germania. In questo breve romanzo epistolare tra due amici ed ex colleghi di lavoro, uno tedesco e l’altro ebreo – americano, l’autrice ci rivela, anticipando i tempi, quello che sarebbe successo agli ebrei negli anni a seguire. L’autrice, americana di origine tedesca, aveva capito che il nazismo non si sarebbe limitato a sproloqui fatui e retorici, ma che avrebbe perseguito e messo in pratica tutto ciò che esternava. La storia, purtroppo, darà ragione alla scrittrice, anche se altri fecero finta di non rendersene conto. La storia romanzata è tratta da una vicenda realmente accaduta.

Taylor Kressmann, Destinatario sconosciuto, BUR (1938), e-book

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Politica Società

Le folli norme anti “femminicidio” del governo

Finalmente – dopo anni di urla e strepiti sulla questione femminile e sul presunto fenomeno del femminicidio – questo governo ha fatto un grosso regalo alle femministe radical-chic e a tutti i radicali più o meno velati di questa legislatura. Gli uomini, e soprattutto i padri, ringraziano. Ringraziano, naturalmente, si fa per dire. Se prima era facile sbarazzarsi di un ex marito o padre riducendolo all’estrema povertà e facendogli perdere qualsiasi dignità in quanto persona, dopo l’approvazione delle nuove norme varate dal governo, ora sarà facilissimo. Sul tema femminicidio le nuove norme obbligano l’irrevocabilità delle querele (incredibile, nella vita non c’è nulla di irrevocabile, se non la morte), il patrocinio legale gratuito alle donne vittime delle violenze (naturalmente non viene neanche presa in considerazione la possibilità che un uomo possa subire violenze da una donna) e arresti per stalking (giustamente sempre uomini). Infine c’è un pacchetto di misure anti cyber bullismo di cui si conosce ancora poco ma che non si fa fatica a capire che andranno a colpire i blogger ritenuti scomodi per il potere. Insomma, tenteranno di mettere un bavaglio a chi scrive su internet invece di perseguire siti pedofili e pervertiti abominevoli. (No, quelli le loro protezioni ce l’hanno, altrimenti non si spiega come sia possibile che nemmeno un pedofilo venga arrestato, nonostante scambi materiale pedopornografico: sono solo bambini, quindi non frega niente a nessuno, compresi gli appassionati di diritti umani che urlano ogniqualvolta viene toccata la dignità di una donna).

È lampante come il sole che queste norme sono indirizzate a colpire l’uomo in quanto tale e che non risolverà nulla in materia di violenza, perché la violenza non si può eliminare né prevedere. Una politica seria, con uomini e donne seri, si occuperebbe del problema a monte e non a valle. Significa considerare la famiglia nel suo complesso e valutare la buona dose di violenza femminile, spesso più subdola e nascosta, in cui crescono alcuni individui violenti. Colpire solo ed esclusivamente gli uomini non farà diminuire le violenze (in realtà negli ultimi anni la percentuale di violenza maschile si è abbassata di molto, ma questa notizia non viene divulgata), perché la repressione da sola non basta. Inoltre, queste norme pongono le donne al di sopra degli uomini in quanto a soggetti giuridici e io, che non mi intendo di cavilli e norme giuridiche, non faccio fatica a trovarle incostituzionali. Se il governo spera in questo modo di ricevere il plauso della parte benpensante e radicale del Paese non ha fatto i conti con le persone stufe di essere prese in giro con norme che nascondono il nulla di un governo inutile e compromesso, pronto a tutto pur di salvarsi la poltrona a vicenda.

Negli Usa la violenza viene combattuta su tutti i fronti e anche le donne possono essere perseguite per stalking e per violenza domestica. In Italia, non si capisce bene perché, le donne vengono considerate delle povere vittime, sempre e comunque. Costantemente giustificate quando compiono un crimine, anche efferato. Le donne sono viste come degli esseri puri e angelici, mentre gli uomini violenti e diabolici. È una situazione ormai intollerabile da sopportare e la mia speranza è che più persone possibili aprano gli occhi e si rendano conto che la situazione ci è sfuggita di mano. C’è una guerra in atto contro il genere maschile e questo non può essere accettato da una società che si considera civile. Arrestiamo i violenti e le violente, senza distinzione di genere e senza compatimenti odiosi nei confronti delle donne che delinquono. Chi sbaglia paghi.

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Curiosità varie Libri Politica Storia

Emmanuel Carrère – Limonov

Un grande libro, soprattutto per il contesto storico che tratteggia,  per un personaggio squallido.

Carrère, Emmanuel, Limonov, Milano, Adelphi, 2011.

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Ambiente Economia Natura

Aumento del metano in Artico

Gli scienziati che monitorano le emissioni di metano in Artico hanno misurato una percentuale di 1900 parti per miliardo di metano in atmosfera, quantità di 70 parti per miliardo più alta rispetto al normale. Il metano rilasciato, a causa del surriscaldamento globale, è quello rimasto intrappolato nel ghiaccio e nel permafrost della Siberia e del Nord America. La situazione, secondo molti scienziati, diventerà catastrofica. Una parte degli scienziati però contesta gli ultimi scenari allarmistici, dichiarando che in realtà alcuni dati non sono attendibili.

Qui trovate l’articolo di Greenreport.