Céline. Letteratura politica e antisemitismo – Francesco Germinario

Studio sistematico dei testi antisemiti e razzisti dell’autore e medico francese Louis-Ferdinand Céline (1894-1961). Bagatelle per un massacro e Scuola dei cadaveri, del 1937-1938,  vengono presi in considerazione e studiati dallo storico Germinario. Lo storico scava e cerca di portare alla luce l’idea di fondo del pensiero céliniano anche in opere apprezzate all’epoca dalla sinistra, come Viaggio al termine della notte (il più grande e riconosciuto capolavoro di Céline) e Morte a credito. Céline è stata una figura controversa e ambigua e ancora oggi molti studiosi si dividono tra chi lo condanna in toto e chi invece cerca di assolverlo, almeno in parte, dalle accuse di convinto antisemita e razzista.

Mentre Viaggio al termine della notte (1932) era stato accolto dagli intellettuali di sinistra come una grande critica al sistema capitalista, in cui la denuncia dell’estrema povertà e alienazione delle classi disagiate delle periferie era evidente; Germinario invece riscontra già allora i primi germi di razzismo e antisemitismo striscianti. Céline come medico aveva operato nella periferia parigina e questa esperienza l’aveva messo di fronte alla sofferenza umana dei miserabili, degli ultimi. Ma tra il 1937 e 1938 le sue idee diventavano sempre più radicali e intrise di odio contro l’elemento ebraico tout court.

Bagatelle per un massacro, in Italia tradotto da Guanda e messo fuori commercio nel 1982, è un pamphlet antisemita in cui a più riprese si incolpano gli ebrei di tutti i mali del mondo e della decadenza occidentale. Lo stesso, e forse ancora più virulento, si può dire della Scuola dei cadaveri. L’idea di fondo, che Céline manterrà anche dopo l’occupazione nazista della Francia (1940), è che gli ebrei vanno eliminati e isolati dalla società francese, che la Francia debba allearsi con le altre nazioni ariane dell’Europa contro gli ebrei, i neri e il comunismo staliniano. Nel fare ciò non risparmia critiche durissime all’estrema destra francese, quella di Charles Maurras soprattutto, accusata di fare solo chiacchiere e di simpatizzare in fondo con gli ebrei. Il medico francese auspica una forte alleanza della Francia con la Germania e l’Italia, in funzione antidemocratica e ariana. Si aspetta una presa di coscienza sovranazionale dell’estrema destra francese, finora ancorata a un sorpassato sentimento anti tedesco.

Durante l’occupazione nazista, Céline scrive vari articoli a favore del governo collaborazionista di Vichy, con al comando il maresciallo Pétain, e un pamphlet del 1941 chiamato Bella rogna in cui le sue idee politiche e razziali vengono condensate con forti accenti anticomunisti. Nemmeno il governo di Vichy si salva dalle critiche più pesanti, accusato di essere troppo morbido con gli ebrei e di cercare di conservare il vecchio sistema di partiti, ormai secondo lui completamente obsoleto e inutile. Il governo di Vichy non contento delle critiche esposte nello scritto, lo mette al bando, considerandolo troppo filo nazista. E’ interessante, a questo proposito, mettere in evidenza l’estremismo raggiunto dallo scrittore francese riprendendo uno stralcio dal Diario di Ernest Jünker, del dicembre 1941, ripreso nelle note del libro:

Nel pomeriggio all’Istituto germanico, Rue Saint-Dominique. Fra gli altri c’era Merline, [Céline] grande, ossuto, forte, un po’ goffo, vivace nella discussione, anzi nel monologo. […]. E’ sorpreso, urtato di sentire che noi soldati non fuciliamo, non impicchiamo e non sterminiamo gli ebrei; sorpreso che qualcuno, avendo una baionetta a disposizione, non ne faccia un uso illimitato. “Se i bolscevichi fossero a Parigi vi darebbero un esempio, vi mostrerebbero come si pettina la popolazione, quartiere per quartiere, casa per casa. Se avessi io la baionetta saprei cosa farne”.

Céline, dopo la disfatta, seguirà le truppe naziste in ritirata verso la Germania. Poi andrà in Danimarca e vi resterà fino al 1951. Dopo tale data e l’amnistia per i collaborazionisti francesi (la Francia aveva più volte chiesto alla Danimarca di consegnargli lo scrittore perché voleva processarlo per collaborazionismo con i nazisti), rientrerà a Parigi continuando a fare il medico e lo scrittore. Muore nel 1961.

Francesco Germinario, Céline. Letteratura politica e antisemitismo, UTET (2011)

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