Se un presidente appoggia l’infanticidio

Ho scoperto il caso di Wendy Davis leggendo Repubblica on line. L’articolo in questione diceva che la Davis, deputata democratica dello Stato del Texas, aveva parlato per oltre 10 ore consecutive per impedire al parlamento texano di fare approvare delle misure restrittive sull’aborto: è riuscita in questo modo a evitare il voto perché era passata la mezzanotte e quindi il limite legale per la votazione. Negli Usa questo comportamento viene chiamato filibuster; ovvero fare ostruzionismo. Lo fanno tutti, sia repubblicani che democratici, dipende dagli argomenti in questione. Non credo che ci sia qualcosa di più anti democratico di impedire agli altri di votare o di esprimersi liberamente tramite il voto. E’ allarmante che questo succeda in quella che viene considerata la più grande democrazia del mondo. Il presidente del Texas Rick Perry, repubblicano, ha già annunciato che non si farà intimidire né da Wendy Davis, né dalla folla pro choice accorsa al Capitol a sostenere i loro deputati pro abortisti e che andrà avanti per proteggere i bambini non nati. La Davis è diventata immediatamente un’eroina degli abortisti estremisti. Ma per cosa? Cosa ha provvisoriamente impedito di approvare? Come ha reagito il presidente Obama?

Nello Stato del Texas si può liberamente abortire fino alla 26° settimana, e per tutta la durata della gravidanza nel caso in cui ci fossero problemi fetali e di salute della madre. In Texas vige l’infanticidio legalizzato. A tale proposito esistono delle foto raccapriccianti di bambini abortiti nella clinica abortista di Douglas Karpen, specializzato in aborti nel secondo e terzo trimestre, in cui si può vedere la gola di un bambino tra le 26 e le 28 settimane con la gola tagliata. Sì, tagliata, perché spesso capita – soprattutto nel secondo e terzo trimestre – che i bambini nascano vivi. In questi casi il medico abortista può decidere di lasciarli morire sul tavolo, tagliargli la spina dorsale, la gola o quant’altro (a tale proposito esistono numerose testimonianze di ex infermiere che attestano questi atti). Può sbizzarrirsi come vuole. Tanto chi controlla cosa succede in una clinica privata per aborti? La madre non è forse andata lì per ottenere un bambino morto, per eliminare un problema? Oltre l’80% degli aborti ritardati è elettivo, per scelta. Una signora che difende la barbarie e l’indicibile può tramutarsi, in America e non solo, in una eroina rispettabile per i cosiddetti diritti delle donne.

Le misure che il governatore del Texas voleva, e vuole, approvare sono le seguenti: vietare la possibilità di abortire oltre le 20 settimane (come hanno già fatto la maggior parte degli Stati negli Usa); dotare le cliniche di una sala chirurgica; obbligo per le cliniche abortiste di non distare oltre le 30 miglia da un ospedale. Questo, secondo gli abortisti, avrebbe fatto chiudere 37 cliniche su 42 dello Stato. Tutte misure moderate e umane, in cui l’interesse primario è quello di alleviare la barbarie e la disumanità contro i bambini non nati e di salvaguardare la salute delle donne riducendo i rischi a causa di aborti ritardati. Eppure i veri estremisti – i barbari che avanzano sotto l’egida di una falsa morale femminista e pro donne – continuano ad opporsi legalizzando, di fatto, l’infanticidio. Per fortuna, alcune deputate e donne del partito democratico hanno preso le distanze dall’estremismo di Wendy Davis e accolite. Una di queste è la democratica Kirsten Powers, stanca di sentirsi dire che lo fanno per le donne, come se le donne fossero tutte d’accordo con l’aborto e l’infanticidio legalizzato:

http://www.thedailybeast.com/articles/2013/07/02/kirsten-powers-i-don-t-stand-with-wendy-davis.html

Dulcis in fundo, il presidente americano Barack Obama, uno dei peggiori politici abortisti e pro infanticidio che ci siano mai stati negli Usa, ha scritto questa frase su Twitter: Something special is happening in Austin tonitgh, qualcosa di speciale è successo questa sera ad Austin. Incredibile, un presidente che invece di proteggere tutti i cittadini americani, ne appoggia una parte contro un’altra. Un presidente che appoggia senza vergogna alcuna l’infanticidio più abietto e vergognoso. Un presidente che si è fatto finanziare le sue campagne elettorali con i soldi intrisi di sangue di Planned Parenthood, l’organizzazione americana per la pianificazione familiare e il più grande fornitore di servizi per l’aborto d’America e del mondo. Senza questi forti appoggi politici gli aborti ritardati sarebbero già scomparsi dagli Stati Uniti. Obama, come la stessa Davis, ignorano completamente che la maggior parte degli americani è contro gli aborti ritardati: il 64% è contro gli aborti al secondo trimestre (in genere, 12-20 settimane) e l’80% contro gli aborti nel terzo trimestre (da 20 settimane in su):

http://www.gallup.com/poll/160058/majority-americans-support-roe-wade-decision.aspx

Eppure, questi signori continuano senza alcuna remora ad affermare che parlano in nome delle donne e per le donne, anche quando la maggior parte delle donne sono contrarie agli aborti ritardati. Che un presidente e delle donne si prestino a difendere l’indifendibile è sentore del fondo morale che abbiamo toccato in quanto esseri umani, in quanto cittadini di una società che si dice altamente civilizzata e rispettosa dei diritti umani. Ma evidentemente, l’ultima ruota del carro, quella senza voce né diritti si può tranquillamente ignorare. Evviva la libertà, evviva la civiltà…

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