La cementificazione inesorabile della costa romagnola

Mi colpì molto ascoltare l’anno scorso a Cattolica il chitarrista di strada Beppe Maniglia, fare le lodi della vecchia spiaggia di Cattolica, ancora selvaggia e incontaminata. Oggi, percorrendo la strada sul lungo mare, il mare non si vede più, completamente nascosto da una selva di ombrelloni e sedie sdraio a perdita d’occhio. Lo stesso vale per quasi tutta la costa romagnola del sud. Quindi non mi stupisce leggere l’articolo di Greenreport denunciare il consumo di suolo inarrestabile della Romagna. Le zone ancora selvagge della Romagna si trovano al nord, in provincia di Ferrara e Ravenna. Ma su un totale di 141 km (da Gorino, al confine con il Veneto, a Cattolica, ultima città prima delle Marche) ben 82 km sono stati trasformati a usi urbani e industriali. Dal 1988 al 2011 altri 7 km di costa sono stati modificati a uso umano e speculativo. Anche Cervia, comune in provincia di Ravenna e famosa per l’omonima salina, sta rischiando di vedersi sottrarre gli ultimi lembi di costa ancora selvaggi e naturali: infatti hanno in progetto di costruire il terzo grattacielo, un edificio di 58 metri a ridosso della spiaggia. Questo nonostante due Bandiere Nere date al comune nel 2008 e 2012.

http://www.greenreport.it/news/comunicazione/golettacemento-inarrestabile-in-emilia-romagna-cancellati-7-km-di-costa/

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