Appunti dal carcere – Erich Honecker

Resta una verità fondamentale: il socialismo esiste dove la pace, il diritto al lavoro, la solidarietà e i diritti fondamentali dell’uomo sono garantiti. Se così non è, tutte le chiacchiere sul libero sviluppo dell’individualità dell’uomo si rivelano fumo negli occhi.

Ecco un uomo. Finalmente un uomo capace di non rinnegare il proprio passato ma di affermare con orgoglio e dignità i meriti che la DDR indiscutibilmente ha avuto. Honecker, presidente della DDR dal 1971 al 1989, in questi appunti dal carcere (scritti tra il 1992-94), rivendica il ruolo avuto dalla Repubblica Democratica Tedesca nel mantenere la pace in Europa; e non solo, ma esige che le conquiste sociali non siano dimenticate e sminuite dalla Germania unificata. In questi appunti si trovano critiche al sistema capitalistico occidentale e al nuovo corso intrapreso da Michail Gorbacëv che ha portato alla dissoluzione dell’Unione Sovietica e del blocco comunista dell’Est. Nel contempo non risparmia giudizi negativi alla stessa DDR da lui governata, non capace di camminare con le proprie gambe senza l’appoggio incondizionato dell’URSS (a cui comunque non lesina onore e gloria e un grosso debito di riconoscenza) e i ritardi accumulati in alcuni settori, soprattutto in ambito politico ed economico. D’altronde, come lui stesso ammette, la Germania orientale era un prodotto dei sovietici vincitori e non poteva essere altrimenti.

La DDR era un territorio abitato da 17 milioni di persone, delle quali 4,5 rifugiati dai territori persi a beneficio della Polonia. Un Paese dove la sanità, la scuola, i bisogni primari della popolazione erano interamente pagati dallo Stato, in cui la povertà era sì presente, ma non con le percentuali e le differenze drammatiche presenti in Occidente. Honecker punta il dito anche sul ruolo della Chiesa luterana nell’appoggiare le rivolte e le manifestazioni del novembre 1989. I pastori, prosegue Honecker, si impossessavano della vita pubblica e privata dell’ex DDR. Insomma, fu sotto tutti i punti di vista una riconquista borghese del potere: le cooperative agricole furono subito abolite e i terreni restituiti ai vecchi possidenti, il territorio fu invaso da prodotti agricoli e industriali proveniente dai Paesi occidentali portando al collasso l’economia locale; lo stesso accadde per i settori tessile, chimico, metallurgico, siderurgico ed elettronico, dismessi, abbandonati o trasferiti nella Germania dell’ovest. Le proprietà dello Stato furono svendute ad aziende private che fecero enormi profitti e la disoccupazione aumentò moltissimo (nel momento in cui scriveva queste pagine, tra il 1992-93 e in parte ’94, i disoccupati erano oltre 4 milioni). Dopo l’URSS, la DDR fu la nazione più ricca e sviluppata del blocco sovietico. Addirittura, fa notare Honecker, l’Unione Sovietica, nel 1990, aveva un debito di oltre 27 miliardi di marchi verso la sua Nazione.

Comunque la si voglia pensare questo testo è utile per comprendere meglio il punto di vista di chi ancora oggi rimpiange la vecchia DDR. Sono molti, infatti, che non hanno dimenticato i lati positivi dello Stato socialista, soprattutto in virtù di un presente capitalista di importazione che non ha risolto, ma il taluni casi aggravato, i problemi insiti nella Germania orientale. Nonostante i milioni di marchi spesi dalla Germania unificata e riversati nei land orientali ancora oggi permangono sacche di povertà e alienazione. Agli abitanti della Germania orientale non va a genio che i tedeschi occidentali si permettano di demolire in toto, dal punto di vista morale ed economico, ciò che fu la Repubblica Democratica Tedesca. Vogliono che la loro storia sia rispettata e riscoperta, soprattutto nell’ambito sociale e comunitario, completamente, o quasi, scomparsi con l’avvento della Germania unita.

Come dice lo stesso Honecker – incarcerato nel 1992 dalla Repubblica Federale Tedesca e morto in Cile nel 1994, dove nel frattempo era espatriato – l’io della Germania unita ha sostituto il noi della vecchia DDR.

Erich Honecker, Appunti dal carcere, Edizioni Nemesis (1994)

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