Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi. Vita di David Foster Wallace – D.T. Max

Quasi 500 pagine di godimento assoluto nonostante la storia tragica e depressiva della vita dello scrittore D.F. Wallace. Scrivo godimento assoluto perché il libro è scritto superbamente bene, non c’è mai un momento di distrazione o una frase fuori posto. L’autore scava nella vita di Wallace condensando vita privata e pubblica, infanzia e studi universitari, insegnamento e carriera da scrittore. Approfondito e tecnico, non si perde mai in questioni banali o fuori posto. Il libro è un lungo rettilineo con molte entrate e uscite ma potete stare tranquilli perché D.T. Max non si perde mai. Max riesce a scavare nei romanzi di Wallace, soprattutto in “Infinite Jest”, e a portare alla luce tratti e fasi salienti del suo vissuto privato. Sviscera la sua idea di mondo e di società, inclusa la critica alla società americana tutta incentrata al piacere personale, coadiuvata dall’onnipresente e onnivora pubblicità. La “battaglia” di Wallace contro l’ironia, in quanto distruttiva e vuota, è raccontata nei minimi particolari, così come le sue influenze letterarie e filosofiche.

Non pensavo che una madre potesse proibire ai figli di esternare la propria rabbia e tensione costringendoli a scrivere bigliettini per esprimere questi sentimenti. Questo è accaduto a Wallace e alla sorella. Forse il rapporto con la madre, come lo stesso Wallace capirà crescendo, può avere influito negativamente sulla sua psiche fino a costringerlo a frequentare sedute di autoanalisi e psichiatri. L’autore di “Infinite Jest” può essere considerato un genio per gli altissimi standard scolastici che è riuscito a conseguire durante tutta la sua carriera educativa. Molto competitivo e sempre bramoso di essere il migliore, Wallace si è interessato di filosofia, letteratura, matematica e logica. La sua grande intelligenza purtroppo non era compensata da una forte autostima e sicurezza interiore. Durante l’adolescenza comincia a sviluppare dei tratti comportamentali tipici di persone depresse e problematiche che l’indurranno molto presto a fumare marijuana e a bere alcol. Solo in là con gli anni e con grandissimi sforzi e sedute di autoanalisi riuscirà a fare a meno di queste sostanze. In compenso già dall’età di 20 anni inizia ad assumere medicinali antidepressivi e continuerà a farlo, salvo alcune pesanti parentesi, fino alla morte. A 24 anni diventa professore universitario (inizialmente come collaboratore) e insegnerà, tra l’altro, anche ad Harvard. Si occupa soprattutto di scrittura creativa e prepara i suoi corsi con scrupoloso impegno, spronando e aiutando i suoi studenti. Le sue relazioni con le donne sono a dire poco disastrose: è un continuo andirivieni di ragazze e donne con cui instaura rapporti quasi esclusivamente sessuali. Tutti i suoi tentativi “seri” di instaurare un rapporto duraturo con l’altro sesso finiscono in un fiasco. È sempre più solo e disperato, ma riesce a instaurare rapporti epistolari con altri scrittori, tra cui DeLillo e Franzen. A volte si confida, apre se stesso agli altri e il gruppo che frequenta per disintossicarsi dall’alcol gli è di grande aiuto morale. Riesce un po’ a scendere dal piedistallo e a guardare la realtà per quella che è. Ma le fasi tranquille si alternano a quelle cupe e debilitanti. Dubbi sulla madre, sul lavoro, sulle svariate fidanzate e infine sulla letteratura non lo lasciano tranquillo, lo tormentano e gli fanno provare un grande vuoto interiore che mai nessuno riuscirà a colmare, neanche la donna che sposerà a 42 anni. Dopo un tentativo precedente di suicidio andato male, nel 2008 durante una fase di estrema infelicità e depressione infine si uccide. La moglie lo trova impiccato nel garage di casa. Aveva solo 46 anni. Con lui muore uno degli scrittori più acclamati e amati degli ultimi 20 anni.

D.T. Max, Ogni storia di amore è una storia di fantasmi. Vita di David Foster Wallace, Einaudi (2012)

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