Sono ancora sostenibili i grandi eventi: Mondiali di calcio, Expo, Olimpiadi?

È lecito accettare eventi come i Mondiali di calcio, Olimpiadi, Expo e altre manifestazioni milionarie e, in virtù della crisi, insostenibili? A me pare di no. Le proteste che stanno avvenendo in Brasile contro gli alti costi della Confederation Cup e del prossimo mondiale organizzato per il 2014 sempre in Brasile, ci dicono che il benessere dei cittadini non può venire messo in secondo piano per eventi del genere. Non è possibile aumentare il costo dei servizi pubblici, come avvenuto in Brasile, per coprire i costi delle infrastrutture e della corruzione imperante che investe la politica, l’economia e la società brasiliana. Le organizzazioni che danno ai Paesi il diritto di ospitare questo genere di eventi dovrebbero per lo meno abbassare le pretese e i costi di gestione: basta con opere espressamente costruite e costate tantissimo apposta per l’evento e subito dopo la conclusione dello stesso abbandonate a se stesse, come monumenti all’arroganza e allo spreco umano. Negli ultimi decenni è successo ovunque; da Atene 2004, Olimpiadi estive, a Torino 2006, Olimpiadi invernali; da Sud Africa 2010, Mondiali di calcio, al quasi sicuramente Expo di Milano organizzato per il 2015. Già oggi non ci sono i soldi per terminare la M5, che oggi parte da Zara ma dovrebbe arrivare fino a San Siro. Entro l’anno dovrebbero terminare altre due fermate, Isola e Garibaldi, ma senza soldi probabilmente saranno costretti ad aumentare un’altra volta il costo dei biglietti (nel 2011, subito dopo l’elezione di Giuliano Pisapia a sindaco di Milano, i biglietti sono stati aumentati del 50% a causa di un buco di bilancio lasciato dalla amministrazione Moratti).

Credo che sia profondamente ingiusto fare pagare i costi di tali eventi ai cittadini normali, che non hanno né scelto né chiesto di organizzare manifestazioni del genere. I guadagni vanno ai costruttori, ai politici e agli organizzatori, ai cittadini danno in cambio aumento dei prezzi, disagi e mancanza di rispetto. Forse è arrivato il momento di boicottare Olimpiadi, Mondiali, Expo e quant’altro se non sono stati deliberati, magari con un referendum cittadino, direttamente dalle persone coinvolte a cui bisogna prospettare costi e benefici. Bisogna essere consapevoli dell’impatto di tali eventi. Altrimenti, con la crisi imperante e ormai mondiale, si blocchino tutte queste manifestazioni per un periodo sufficiente affinché la crisi venga superata (sperando che ciò accada nel minor tempo possibile). Le dichiarazioni di Joseph Blatter – in cui ha dichiarato che il calcio è più importante dei problemi delle perone che protestano -, sono inqualificabili e vergognose e mi danno la conferma che faccio benissimo a non guardare la Confederation Cup; in cui 11 miliardari italiani scendono in campo in barba a chi si ammazza a causa della crisi. Certo, la responsabilità non è loro ma questo sistema economico è marcio e insostenibile.

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