Gli occhiali sul naso – Giovanni Maccari

Vita romanzesca dello scrittore Isaak Babel’ e dei suoi anni tempestosi

Isaak Babel’ nacque ad Odessa nel 1894 e morì fucilato nel 1940. Non volle lasciare la Russia perché solo lì riusciva a creare romanzi e scritti. Tanti altri scrittori lasciarono l’Unione Sovietica in tempo per non farsi fucilare, ma lui no; la sua creatività non lo consentì. Il suo spirito aleggiò per molti anni ancora dopo la sua morte, trascinando con sé molte leggende, come quella che diceva che lui fosse in realtà vivo e scrivesse ancora romanzi, ma in segreto. Lui aveva origini ebraiche e per questo fu disprezzato. Forse un nonno gli morì durante i progrom del 1905 e lo stesso vale per la povera colomba che il meschino storpio Makarenko gli spiccicò sulla guancia, insozzandolo delle sue interiora. Neanche la collaborazione con il grande regista Sergei Ejzenstein – con cui lavorò al film Il prato di Bezin, del 1936 e poi andato distrutto – servì a salvarlo dalla fucilazione. Non poté eliminare le voci di una sua compromettente collaborazione con la Ceka (il primo servizio segreto comunista, fondato da Lenin in persona) e per questo fu spesso apostrofato come cekista. Alla fine, nel 1939, Babel’ venne arrestato e sottoposto a interrogatori serrati. Gli agenti del Nkvd, i servizi segreti sovietici dell’epoca, gli sequestrarono tutto. Negare tutto, come gli suggerì una volta Jagoda, non gli servì a molto. Fu torturato, privato del sonno e minacciato per l’incolumità fisica della moglie e della figlioletta di due anni. Alla fine crollò e fece confessione piena. Confessione piena… Pregò Berija di fargli sistemare i manoscritti, però a nulla servì. Lasciò due mogli: una a Parigi e una in Russia, contemporaneamente. L’autore de L’armata a cavallo e dei Racconti di Odessa fu fucilato nel 1940.

Gli ingegneri di anime – come li esortò Gor’kji, il presidente del Primo congresso dell’Unione degli scrittori sovietici nel 1934 -, avrebbero dovuto essere Babel’ e tanti altri scrittori e intellettuali sovietici. Avrebbero dovuto descrivere l’avanzata sovietica verso la modernità e l’abbondanza, avrebbero dovuto descrivere i lavori dei kolchoz, dei canali in costruzione, delle dighe erette, delle nuove arterie fluviali e stradali, insomma avrebbero dovuto testimoniare la grandezza della Rivoluzione in atto; ma ben pochi riuscirono a sopravvivere abbastanza per raccontare e divulgare le proprie opere. Compreso Babel’.

Giovanni Maccari, Gli occhiali sul naso, Sellerio (2011)

 

Informazioni su emilianorizzo

Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
Questa voce è stata pubblicata in Libri e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...