Il corpo degli uomini

Negli ultimi anni ho ascoltato ogni sorta di indignazione e protesta contro l’uso del corpo delle donne in televisione e nei quotidiani, però nessuno si è mai indignato per l’uso che si fa dell’altro genere vivente sulla Terra. Il corpo dell’uomo è oggi sovrasfruttato in ogni ambito della pubblicità. Basta girare per qualsiasi città, senza parlare della televisione, per imbattersi in cartelloni pubblicitari con uomini in mutande, quasi completamente nudi, di una bellezza androgena, privi di peli e palestrati. Tutti uguali, usciti in serie. Ma l’opinione pubblica – sia femminista che non – tace, assorta esclusivamente a tacciare di maschilismo o misoginia qualsiasi affronto fatto contro le donne, ormai uniche e vere dee della nostra società materialista. Qui non voglio discutere la libertà individuale di una persona a prestarsi a questo tipo di mercificazione del proprio corpo, ma voglio sottolineare la mancanza di obiettività di tutte quelle persone, soprattutto donne, che si indignano quando viene esposto un corpo femminile rispetto a uno maschile. Basti pensare a cosa si è trasformata la Festa della donna: un’orgia di corpi maschili dati in pasto a ragazze e donne urlanti, prive di qualsiasi freno inibitorio. Qui mi fanno pena e ribrezzo sia le donne, copie dei peggiori istinti maschili, sia gli uomini che si prestano a essere ridotti a pura merce espositiva per libidini femminili. Non ho mai ascoltato delle femministe indignarsi per questo, anzi, in genere dicono che ogni donna è libera di divertirsi come gli pare. L’importante è che sia donna.

Da Maria De Filippi al ministro Elsa Fornero, la solfa è sempre la stessa. Il caso della pubblicità ritirata a Napoli è emblematica della disparità e malafede di un certo tipo di femminismo ormai imperante in ogni ambito (gli uomini separati e cacciati da casa sanno bene cosa intendo). La pubblicità era divisa in due tipologie, una maschile e l’altra femminile. In quella maschile, veniva ritratto un uomo seduto su un letto con accanto una donna esangue alle sue spalle. La parte femminile era più o meno uguale. Ebbene tutti, a partire dal ministro Fornero, hanno parlato di femminicidio, ignorando volutamente la pubblicità riguardante la donna carnefice. Io credo, invece, che la pubblicità fosse totalmente sbagliata e immorale e che andasse ritirata non perché incitasse al femminicidio, ma in quanto violenta di per sé. La strumentalizzazione femminista è ridicola e completamente fuorviante. Si cerca sempre di porre la vita di una donna al di sopra della vita di un uomo. Questo è del tutto inaccettabile. La violenza è sbagliata sempre e comunque, chiunque ne sia la vittima. Oggi i veri indifesi e bisognosi di una legislatura efficiente e di una prevenzione efficace sono i bambini, nonostante siano scomparsi dal dibattito sulla violenza. Perché? Forse perché i bambini sono oggi vittime di violenza in percentuale maggiore da parte delle donne (fonte Telefono Azzurro)? Quindi alle femministe questo dato non piace, è meglio nasconderlo, lasciare le persone nell’ignoranza più assoluta. E’ più remunerativo continuare a dire falsità sui dati della violenza sulle donne, piuttosto che dire che l’Italia è uno dei Paesi più sicuri per le donne, sia in termini di stupri, che di omicidi. La tanto decantata Svezia ha percentuali di violenze sulle donne più alte delle nostre, in proporzione al numero di abitanti, altro che paradiso delle donne.

http://comunicazionidigenere.altervista.org/violenza-donne-dati-veri/

Per concludere, vorrei che in Italia e in tutto l’Occidente ci fosse lo stesso trattamento morale ed etico sul corpo delle donne e degli uomini. Oggi il vero genere sfruttato e ridicolizzato è quello maschile, qui intendo soprattutto le televisioni, i quotidiani e i mensili, tutti appiattiti sulla falsa retorica femminista. Un comportamento è sbagliato a prescindere da quale genere sia adottato, altrimenti è pleonastico parlarne. Se ci fosse l’8 marzo al maschile, con tutta quell’orgia di corpi nudi femminili, come la prenderebbero le donne? Laura Boldrini, la nostra presidente della Camera, si è indignata per le parole di Franco Battiato sui parlamentari, perché da lui apostrofati con un insulto prettamente rivolto alle donne, ma non ha detto niente quando Beppe Grillo ha dato dei padri puttanieri agli stessi. Troie non è accettabile, mentre il termine puttanieri sì. Le femministe, come la Boldrini, che a parole vorrebbero eliminare ogni discriminazione di genere (quando fa comodo alle donne), in realtà sono propense al silenzio quando gli uomini vengono discriminati. Cosa possiamo aspettarci da un presidente del genere? Anche il ministero delle Pari Opportunità in realtà è un ministero femminista, niente di più e niente di meno. E che dire, per concludere davvero questa volta, del caso Fabri Fibra. E’ stato escluso dal concerto del 1 maggio a causa di una rimostranza di un gruppuscolo insignificante di femministe, e cosa ancora più assurda, la CGIL ha accettato in toto la loro critica per la presenza del cantante. Questo dà l’indice di cosa sia diventata la CGIl, un’organizzazione prettamente femminista e di parte.

Certo che gli uomini sono decaduti, ma anche le donne sono l’ombra di se stesse.

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