Quegli anni con Gabo – Plinio Apuleyo Mendoza

Un Garcia Marquez sconosciuto

Garcia Marquez visto e raccontato da un suo grande amico, Plinio Apuleyo Mendoza, con cui ha lavorato molti anni come giornalista in svariati Paesi europei e sud americani, oltre che a Cuba. Il punto di vista è sicuramente parziale e a volte l’autore indugia forse troppo sulla sua vita personale più che su Garcia Marquez. Comunque un libro interessante per i curiosi e gli amanti dello scrittore di Barranquilla. Il libro si snoda su un arco temporale di 60 anni circa, dalla conoscenza fortuita in un bar fumoso di Bogotà alla fine degli anni ’40 agli incontri nella casa di Marquez a Barcellona e in Messico, in cui tra l’altro scrisse il suo capolavoro: Cent’anni di solitudine. Nel racconto non viene tralasciata l’espulsione da Cuba, qualche anno dopo la Rivoluzione di Fidel Castro, dei giornalisti dell’agenzia di Jorge Ricardo Masetti (Prensa Latina), per cui lavoravano l’autore e Gabo (il nomignolo con cui veniva chiamato Marquez dagli amici). Masetti morirà combattendo nelle montagne argentine all’età di 35 anni (era chiamato Comandante Segundo, era grande amico e compagno d’armi di Che Guevara). Marquez si trasferisce a New York e in seguito in Messico, dove resterà per la maggior parte della sua vita. C’è una bellissima pagina sull’Italia, in particolare sull’isola di Pantelleria, dove Gabo aveva una casa in cui spesso invitava l’amico, soprattutto quando Mendoza era in crisi con la moglie. La descrizione di Pantelleria, della Sicilia e del Mediterraneo è pura poesia.

Ricordo quell’isoletta di rocce vulcaniche, con qualche vigneto rachitico, fiorellini viola di capperi sui pendii e case bianche in stile arabo, con archi e cortili e terrazze, sparse qua e là nello splendore del Mediterraneo. In mezzo a quel mare meraviglioso, calmo e profondo, di un viola tenue quando dormiva fra le rocce vulcaniche, ma color smeraldo con sfumature zaffiro quando si dispiegava fino all’orizzonte, l’isola sembrava disabitata.

La notte vedevamo in lontananza, lievi come sospiri, le luci della costa africana e le lampade dei pescatori, simili a lucciole tremolanti che oscillavano sull’oscurità del mare.

Nel 1982 Gabo vince il premio Nobel per la letteratura consacrandolo per sempre tra i grandi scrittori del pianeta. Il racconto si chiude sul rapporto complesso e difficile di Marquez con Cuba e la Rivoluzione cubana. Il suo atteggiamento era diventato via via sempre più critico verso le dittature comuniste e in particolare verso quella cubana, che aveva avuto modo di seguire più da vicino; ma non ruppe mai con Castro e grazie alla sua intercessione riuscì a liberare moltissimi dissidenti politici cubani: fossero essi scrittori, musicisti, politici o semplici oppositori. Sembra che oggi Garcia Marquez, all’età di 86 anni, soffra di Alzheimer.

Plinio Apuleyo Mendoza. Quegli anni con Gabo. Un Garcia Marquez sconosciuto, EdizioniAnordest (2013)

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Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
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