Vita del Reverendo padre Athanasius Kircher – Athanasius Kircher

Athanasius Kircher fu una figura intellettuale importantissima dell’Europa del XVII secolo. Nacque in Germania nel 1602, fu matematico, filosofo, scienziato, esperto di geroglifici e teologo. Gesuita, conobbe il greco, il latino, l’ebraico, l’italiano e altre lingue ancora. Visse un periodo molto turbolento della storia europea e subii sulla propria pelle la Guerra dei Trent’anni (1618-1648). Nella sua autobiografia narra diversi episodi in cui rischiò di perdere la vita, ma la divina provvidenza, a suo dire, lo salvò sempre dal fare una fine peggiore. Nel 1633 o 1634 il nostro si trasferì a Roma in cui rimarrà per il resto della sua vita (morirà nel 1680), a parte un paio di anni passati nell’isola di Malta. Nella città di Roma lavorò a stretto contatto con Papa Urbano VIII (Matteo Barberini, sotto il cui pontificato ,1623-1644, si svolse il processo contro Galileo Galilei) e con l’artista e architetto Lorenzo Bernini, soprattutto per quanto riguarda il ritrovamento e l’installazione di vari obelischi egizi rinvenuti nella città. In città costruì uno studio in cui faceva svariati esprimenti, tra cui una specie di camera oscura, invenzione poi ripresa dai fotografi moderni. Durante i suoi esperimenti assistevano cardinali e nobili, tra cui la figlia del re svedese Gustavo II Adolfo, Cristina, regina convertitasi al cattolicesimo e successivamente trasferitasi a Roma, dove morì.

Il nostro erudito, dopo varie opere matematiche, cominciò a interessarsi ai geroglifici egiziani. In Roma vi si trovavano molti obelischi abbandonati e spezzati, portati nella città all’epoca dell’Impero romano. Sia Papa Urbano VIII sia il suo successore, Innocenzo X, diedero vita a imponenti opere edilizie e il restauro e l’innalzamento degli obelischi nelle varie piazze romane rientrava in quelle opere. Nel 1652-55 il nostro pubblicò l’Œdipus Ægyptiacus, primissima opera che pretendeva di penetrare i complicatissimi e oscuri simboli egiziani. Purtroppo non si rivelarono molto affidabili, ma lo stesso Champollion (fu il primo a riuscire a decifrare i geroglifici grazie alla scoperta della stele di Rosetta, avvenuta durante la campagna di Napoleone in Egitto nel 1802) ringraziò Kircher per il prezioso contributo dato allo studio dei geroglifici.
Kircher nel 1665 pubblicò l’opera Mundus Subterraneus, in cui veniva avanzata l’ipotesi che la superficie terrestre fosse soggetta a moti di scorrimento, ipotesi che successivamente venne confermata solo nella seconda metà del Novecento, con la nascita della teoria delle placche tettoniche (Wegener). Ma i suoi studi non si fermarono qui, infatti fu anche tra i primi a ipotizzare la doppia natura della luce, particellare e ondosa, che solo con Einstein e altri grandi fisici del Novecento fu del tutto confermata e provata.

Athanasius Kircher fu testimone oculare del terremoto devastante che colpì la Calabria e la Sicilia nel 1638. Da ritorno da Malta passò per lo Stretto di Messina diretto a Roma e proprio in quel momento ci fu l’eruzione di Stromboli e il concomitante terremoto. Lui sbarcato vicino a Tropea vide tutt’attorno distruzione e morte. La città di Sant’Eufemia, su cui fu individuato l’epicentro, fu rasa al suolo. Kircher, testimone oculare, scrisse:

“Scesi a terra, di nuovo cercammo qualcuno ma anche questa volta non trovammo nessuno se non un bambino seduto sulla spiaggia, reso muto dallo stupore. Gli chiedemmo che cosa fosse successo a Sant’Eufemia ma non riuscimmo ad estorcergli una parola, la paura infatti e l’evento straordinario lo avevano privato della parola e del senno; non riuscimmo a rincuorarlo né con parole piene di commiserazione né con alcun atto di carità; egli rifiutava tutto il cibo che gli offrivamo, come carico di un dolore e di una tristezza eccessivi. Sembrava soltanto continuare a ricordare la catastrofe di Sant’Eufemia, indicando il luogo con un dito. Il bambino non aveva pace, con il volto angosciato e ormai come un uomo privo di senno, fuggendo da noi si nascose in un bosco vicino e non riuscimmo più a vederlo. Noi riprendemmo la strada e passammo per Nicastro, Amantea, Paola, Belvedere non scorgendo altro, per circa duecento miglia, che distruzione di città, strage orrenda di castelli, uomini che vagavano nei campi, resi folli dal terrore, come se fosse imminente il giorno del Giudizio”.

Athanasius Kircher, Vita del Reverendo padre Athanasius Kircher, La Lepre e-book (2010)

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