Buskashì – Gino Strada

Viaggio dentro la guerra

Racconto diretto di Gino Strada degli eventi verificatesi in Afganistan dopo l’omicidio di Ahmad Shah Massud avvenuto il 9 settembre 2001, due giorni prima degli attentati negli Usa. Massud era il capo dei mujaheddin dell’Alleanza del Nord che combatteva contro i talebani. Strada aveva avuto stretti rapporti di collaborazione con Massud, conosciuto nel 1999 durante un sopralluogo per aprire un ospedale di Emergency nel nord dell’Afganistan. La notizia del suo attentato lo colse di sorpresa a Milano. Due giorni dopo l’attentato a Massud, si verifica l’attacco terroristico alle torri gemelle di New York e la conseguente partenza di Gino Strada per il viaggio avventuroso e pieno di pericoli per l’Afganistan, dilaniato dalla guerra tra talebani e mujaheddin. Infatti, subito dopo gli attentati negli Usa, la maggior parte delle organizzazioni umanitarie e dell’ONU, presenti in territorio afgano, decidono di abbandonare immediatamente il Paese per paura di ritorsioni americane, cosa che avverrà un mese dopo. Strada e alcuni del suo staff raggiungono Kabul l’8 novembre, quasi due mesi dopo la partenza da Milano. Trovano sotto i loro occhi una città devastata dagli attacchi aerei americani e inglesi oltre alle distruzioni provocate dalla battaglia combattuta via per via tra talebani e combattenti di Massud. I talebani sconfitti abbandonano la città ritirandosi a sud e la città viene conquistata dai liberatori mujaheddin.

L’aspetto forse più perverso e deleterio delle zone di guerra appena liberate e in cui vi sono organizzazioni umanitarie, Ong e ONU, tutti in scia all’esercito americano liberatore, è la conseguente immissione fittizia e artificiale di soldi e beni materiali con conseguenze disastrose sulla popolazione civile. Nel capitolo Il circo – e qui farò solo un esempio, ma in realtà sono innumerevoli – Strada scrive come nel giro di un solo mese, dall’arrivo di queste organizzazioni, l’affitto a Kabul fosse aumentato di 10 volte.

Il contenuto di tutto il libro, che in definita è incentrato sul viaggio durato quasi due mesi per raggiungere l’Afganistan, è la presenza unanime e perenne della guerra, che purtroppo continua tutt’oggi. L’occupazione occidentale, tra cui oltre 4000 militari italiani, non ha risolto alcunché e la violenza non è stata debellata così come la guerra. I talebani non sono scomparsi e anzi, nelle zone in mano ai pashtun – da sempre etnia di riferimento dei talebani – si sono rafforzati. La popolazione civile, come sempre, ha raccolto i frutti peggiori, martoriata e impoverita da decenni di guerra: prima sovietica, dopo civile e infine l’invasione occidentale capeggiata dai liberatori americani. Dall’invasione del 2001 si registrano quasi 70.000 morti, soprattutto tra i civili. Questo è il regalo dell’Enduring Freedom (libertà duratura); liberati, sì, ma dalla vita.

Gino Strada, Buskashì, Feltrinelli (2002)

Informazioni su emilianorizzo

Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
Questa voce è stata pubblicata in Geopolitica, Libri, Politica, Storia e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...