L’inutilità di “Servizio Pubblico”: la conclamata decadenza di Santoro e Travaglio

Che Santoro sia decaduto negli ultimi anni è palese pure a un bambino, ma non pensavo potesse cadere così in basso da invitare un personaggio come Vittorio Sgarbi per ben due volte consecutive. Ieri sera, come al solito, Sgarbi ha dato l’ennesima prova della sua totale inutilità, un pallone gonfiato pronto a spolverare qualche frase da un libro per darsi un tono che evidentemente non possiede. Infine la solita litigata, stavolta con Massimo Cacciari, che giustamente, per non cadere al livello del critico, ha fatto l’unica cosa che andava fatta: abbandonare lo studio. Mentre Cacciari andava via, Santoro e Travaglio se la ridevano come due bambini dell’asilo. Capisco che si debba fare audience a tutti i costi, ma alla decenza c’è un limite e questi due signori l’hanno superata da tempo. Se a casa mia venisse un ospite e questo fosse trattato in maniera volgare e irrispettosa da un altro ospite, io, in quanto padrone di casa, sarei tenuto a intervenire, perlomeno per scusarmi con la persona offesa. Invece a casa Santoro accade il contrario. Quest’anno ha invitato di tutto: Briatore, Santanchè, Sgarbi e altri personaggi simili e questo mi fa supporre che non c’è fine alla decadenza. Trasmissioni costruite per discutere di fatti vuoti e insignificanti, come giustamente ha riportato il giovane ricercatore italiano che lavora in Inghilterra. Ho la netta sensazione che Santoro non abbia più nulla da dire: è piuttosto irrispettoso e maleducato verso le persone che lavorano con lui, basta guardare come tratta Gianni Dragoni, ormai relegato a uno spazio di un minuto o due, quando in realtà le cose che dice sono molto più interessanti rispetto al vuoto turpiloquio in studio, di Santoro e accoliti.

Lo stesso posso dire di Marco Travaglio. Sono stanco degli eterni monologhi da primo della classe, pronto a sputtanare chiunque non rientri nella sua cerchia di amici e postulanti. Perché non  fare un monologo su quel personaggio di Ingroia o di Santoro che buttò in discarica la sua elezione al Parlamento Europeo, dopo appena un anno, per tornare in tv, trattando il voto popolare come spazzatura?  Come mai Travaglio non ha smentito la sua collaborazione al quotidiano della Lega, nella seconda metà degli anni ’90? Un bel passo passare dalla Lega a Santoro; cosa non si fa per stare sotto i riflettori della televisione. Perché non critichi un po’ anche il M5S (di cui condivido molti temi, ma che certo non sono detentori della verità) e la smisurata arroganza mista alla supponenza propria degli ottusi come Grillo?

Per concludere, posso dire che la trasmissione è completamente bollita, priva di smalto, di contenuti e di profondità. Anche Vauro è calato moltissimo, nonostante il patetico siparietto finale con il conduttore. Santoro si comporta come un piccolo dittatore, maleducato e privo di tatto con i suoi stessi collaboratori, a parte Travaglio. Travaglio, in compenso, ormai pensa di essere una specie di divinità ed è lampante quanto si autocompiaccia di se stesso, quanto ammiri i suoi bei discorsi da inquisitore, quasi fosse Torquemada. All’inizio della sua carriera televisiva lo seguivo, ma con l’andare del tempo ho capito quanto fosse vanitoso e in talune situazioni prepotente e ottuso. Non posso dimenticare quando disse che i bombardamenti di Gaza da parte degli israeliani fossero del tutto legittimi, in quanto Israele stava solo difendendo il proprio territorio. Peccato che con l’operazione Piombo Fuso ci furono quasi 1500 morti e migliaia di feriti – tutti civili – con più di 500 vittime tra donne e bambini. In quella occasione capii che Travaglio non ricercava la verità dei fatti ma, come quasi tutti, ricercava la sua verità che è ben altra cosa rispetto a un giornalista che si erge a difensore della morale pubblica. E’ proprio vero che nella vita non bisogna idolatrare nessuno perché l’idolatrato può facilmente trasformarsi in un aguzzino molto più efferato e spietato degli altri. La protervia è sempre dietro l’angolo.

Santoro, per quanto mi riguarda, dovrebbe chiudere il suo programma e prendersi un paio di anni di riflessione. Quando una persona non ha più nulla da dire o si è corrotto troppo con il potere sarebbe più dignitoso e giusto farsi da parte. Non si può pretendere di parlare in nome degli ultimi facendo in definita tutt’altro.

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