I ragazzi di Satana – Luigi Offeddu, Ferruccio Sansa

La setta delle bestie: alla scoperta di un’Italia sconosciuta

Interessante ricostruzione degli eventi accaduti in Lombardia, tra Milano e Somma Lombardo, tra la fine degli anni ’90 e i primi anni del nuovo secolo. Il libro, con un’interessante introduzione di Vittorino Andreoli, scandaglia nel profondo la nascita della setta delle Bestie di Satana, un gruppo di ragazzi più o meno adolescenti che si incontravano alla Fiera di Sinigallia il sabato pomeriggio (un mercatino che oggi non esiste più, in zona Darsena, a Milano) e in vari pub di musica metal le sere della settimana. Il più famoso di questi era il Midnight, pub di ritrovo per gli amanti della birra e del genere metal. Il racconto, principalmente incentrato sulle Bestie di Satana, riprende anche altri fatti di cronaca nera addebitati al satanismo, o comunque all’esoterismo, in Italia.

Il gruppo, composto all’incirca di una decina di persone, si macchierà nel corso degli anni di omicidi, induzioni al suicidio e tentati omicidi. Gli omicidi materiali furono in totale tre: Fabio Tollis, Chiara Marina e Mariangela Pezzotta. I primi due furono uccisi nei boschi di Somma Lombardo nel 1998 mentre stavano andando alla discoteca Nautilus, e la Pezzotta massacrata nel 2004. Altri membri, almeno due ma probabilmente di più, furono spinti a suicidarsi, cosa che regolarmente accadde. Uno di questi, Andrea Bontade, si schiantò con la sua auto contro un muro a oltre 100 Km/h con nessuna evidenza di frenata sull’asfalto. A spingerlo al suicidio furono Andrea Volpe e Nicola Sapone, tra i più attivi del gruppo e direttamente coinvolti in tutti e tre gli omicidi. In precedenza il gruppo cercò più volte di assassinare Tollis e la Marino; una volta provarono anche a incendiargli l’auto nel momento in cui si trovavano dentro. Dalle testimonianze raccolte dagli inquirenti sembra che Chiara Marino fu uccisa perché ricordava la Madonna, mentre Fabio Tollis fu eliminato perché era fidanzato di Chiara. Tollis suonava in una band metal, con altri membri del gruppo, chiamata Ferocity. I due ragazzi furono trovati solo sei anni dopo gli omicidi grazie, si fa per dire, all’omicidio di Mariangela Pezzotta ex fidanzata di Andrea Volpe, avvenuto nel 2004, sempre in provincia di Varese. La Pezzotta fu assassinata dallo stesso Volpe e da Nicola Sapone con la presenza di Elisabetta Ballarin, allora fidanzata di Volpe. La notte stessa dell’omicidio, e per un caso assolutamente fortuito, Volpe e la Ballarin furono arrestati. Erano talmente ubriachi e fatti di varie droghe, che presa la macchina dopo l’omicidio erano finiti contro un muro attraversando uno stretto ponte. Quando arrivò la polizia trovò i due ragazzi che farfugliavano parole sconnesse e con i vestiti sporchi di sangue. Volpe crollò quasi subito e si mise a raccontare dell’omicidio di Pezzotta e dei due precedenti, che il padre di Fabio, Michele Tollis, non smise mai di cercare andando anche alla trasmissione Chi l’ha visto?. 

Ci sono molti risvolti non del tutto chiariti, ancora oggi non si conosce il numero esatto delle persone indotte al suicidio o se ci sia stata dietro una organizzazione più grande e meglio organizzata dietro le bestie. Un fatto è sicuro, l’ambiente sociale era trasversale e tutti ascoltavano musica metal, alcuni di loro erano fissati con lo spiritismo e il satanismo anche se in maniera molto grezza e adolescenziale. La droga, ma soprattutto l’alcol, scorrevano a fiumi e ciò che venne evidenziato è che molti di loro erano poco o per niente seguiti dalle rispettive famiglie. Chiara Marino, per fare un esempio, aveva ridipinto completamente la sua stanza di nero e all’interno aveva costruito una specie di altarino con candele accese. Nonostante ciò sembra che la madre (il padre non viveva con loro) non si fosse resa conto di niente. E’ normale ridipingere una stanza completamente di nero? Non c’erano già delle avvisaglie pericolose e preoccupanti? Un altro aspetto inquietante è che il resto del gruppo – dopo l’omicidio di Tollis e della Marino – a turno, andava a dormire a casa del padre di Fabio, Michele Tollis, il quale certo non si aspettava che fossero stati proprio loro, quei bravi ragazzi che cercavano di rassicurarlo e sorreggerlo, ad ammazzargli il figlio. E’ tutta la messinscena è durata sei lunghi anni.

In conclusione, a parte una assoluzione, tutti sono stati condannati a pene detentive che vanno dai 10 ai 30 anni di carcere. Nicola Sapone si è sempre dichiarato innocente e non ha mai ammesso nulla. Lo stesso ha fatto Paolo Leoni e altri. L’unico vero pentito è stato Andrea Volpe, che grazie alla sua confessione ha avuto un abbondante sconto di pena.

Luigi Offeddu – Ferruccio Sansa, I ragazzi di Satana, Bur (2005)

 

 

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