A Pietro Mennea

Un ragazzo correva dietro le auto per allenarsi, non era ricco né era baciato dalla fortuna. Aveva un carattere sanguigno e tenace. Mai si arrese, mai tornò indietro, non si fece intimidire dai sacrifici e dal lavoro, non evitò di esprimere forti critiche a organi che non avrebbe dovuto inimicarsi. L’uomo si valuta anche dalla capacita di opporsi ai tumori innominabili. Sacrificio, lavoro, ancora lavoro e sacrificio. Record dopo record, medaglia dopo medaglia, metro dopo metro: questa è stata la sua vita. Una laurea non gli bastava, alla fine ne prese cinque. Curioso, irrequieto, gentile e rispettoso, tutte qualità in un solo uomo. No, Muhammad Ali, Pietro non era nero di pelle, però lo era dentro, più nero della peridotite, più profondo del mantello. Tutto scorre e passa, ma il suo ricordo resterà perché un bambino non dimentica ciò che lo ha emozionato e quel bambino sono io.

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Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
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