I moderni disvalori

È appena uscito un libro – Il declino della violenza –  che spiega come l’ultimo secolo non sia stato poi così violento rispetto agli altri (non l’ho letto e così mi pare di aver capito dopo che ho letto varie recensioni). Se così fosse, mi sembra una totale scemenza affermare una tale teoria. Il Novecento è stato il secolo più violento della storia e non bisogna essere uno storico di professione per saperlo. E io per violenza non intendo solo guerre, stermini di massa e genocidi, ma anche aborto, materialismo estremo, promiscuità sessuale e ricerca del puro soddisfacimento dei propri piaceri, spesso calpestando sentimenti e dignità altrui. Quindi considero violenza molte cose che la maggior parte delle persone non ritiene tali. Questo presupposto è indispensabile per capire in quale razza di società stiamo vivendo e che ci siamo costruiti negli ultimi decenni. Se non si considerassero queste cose non si potrebbe avere una visuale completa del decadimento occidentale e mondiale odierno.

Molti tentano di spiegare la crisi economica in atto solo da un punto di vista prettamente matematico e politico, ma purtroppo non si rendono conto che le cose sono molto più complesse di così. La nostra crisi nasce a monte e non a valle. Abbiamo perso la maggior parte dei valori millenari di riferimento, quali la famiglia, i figli, la religione, il senso di appartenenza, il rispetto per gli anziani, per le donne e per gli uomini. Oggi il rispetto e la considerazione non vanno più di moda, sostituite dall’arroganza, dall’egoismo, dalla mancanza totale di vergogna. Siamo costretti ad assistere a buffonate come il gay pride (notizia di questi giorni che il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha finanziato con 10.000 euro la manifestazione in programma nella sua città: scelta a dire poco discutibile visto la penuria di liquidità da parte dei comuni italiani) e a marce di politicanti di fronte alle aule di giustizia per difendere una persona che invece dovrebbe farsi giudicare. Senza nominare la tv e soprattutto internet, ormai da tanti punti di vista completamento fuori controllo. Chiunque, ripeto chiunque, può cliccare qualcosa su un motore di ricerca e visualizzare violenze, torture, pornografia normale ed estrema, senza che nessuno alzi il dito per porre un freno a questo scempio. Le persone, in maniera specifica i ragazzi, sono sempre più insensibili a scene di violenza e sesso con ripercussioni a lungo andare che ricadranno sulla società. Un episodio la dice lunga sulla caduta di valori dei nostri tempi. Ultimamente la Comunità Europea ha cercato di porre un limite alla pornografia e ai siti violenti su internet, ebbene in meno di una settimana le segreterie del Parlamento Europeo sono state subissate da oltre 600.000 mila lettere di protesta… Così riportano i giornali. È lampante a chiunque abbia un minimo di attenzione per le cose che ci circondano che abbiamo, in quanto comunità, perso la bussola di riferimento, che non ci riconosciamo più in nulla, spaccati e divisi in fazioni contrapposte e intolleranti. Abbiamo sostituito i veri problemi delle persone con problemi fittizi e di élite che i mezzi di informazione continuano a martellare dalla mattina alla sera. Sempre gli stessi assillanti problemi: omosessualità, femminismo, “femminicidio”, promiscuità sessuale propagandata ogni dove, aborto, carriera, eccetera. Cosa ci si aspetta da una società del genere?

Oggi il vero ribelle e anticonformista è colui che si sposa e mette al mondo dei bambini, è colui che evita di fare carriera a tutti i costi per stare in famiglia, è colui che evita di farsi bruciare il cervello da queste campagne violente e prive di rispetto verso coloro che non accettano questi finti valori di plastica. Il vero ribelle è colui che non si piega e continua a credere in valori ritenuti superati da una parte della popolazione. Il ribelle è colui che non sbraita, non urla, ma contemporaneamente è capace di dire no a ciò che ritiene indegno e immorale, non solo per sé ma per tutti. Il ribelle è colui che vede oltre l’atto in sé e riesce a farsi un’idea a lungo termine delle ricadute di talune libertà. I ribelli sono coloro che furono capaci di dire no al nazismo nonostante fossero circondati da una popolazione invasata e fuori controllo. Oggi sta accadendo lo stesso processo, però con argomenti nuovi e velati di velenoso miele e nascosti sotto il mito di libertà civili e di autodeterminazione. Per esempio, si lascia morire una ragazza di fame e di sete, come accaduto a Eluana Englaro, e ciò è ritenuto un atto di civiltà. Il padre della ragazza è diventato un eroe dei salotti televisivi. La barbarie ha rotto gli argini, la vita è degna solo se paragonata a coloro che stanno bene, che vivono una vita soddisfacente e piena, ma tutto il resto non conta, è da gettare nella spazzatura. Sarà per questo che il 90% dei bambini down vengono abortiti? Mi sembra che sia eugenetica, eppure Marco Paolini nel suo spettacolo – Ausmerzen – è stato molto bravo a condannare i nazisti resosi colpevoli dell’uccisione di migliaia di bambini e di aborti preventivi, ma nessuna parola è stata detta contro l’aborto eugenetico in vigore oggi. Peccato, si è persa un’occasione. Chissà, forse tra qualche anno ci saranno altri a condannare la nostra abietta generazione. Per il quieto vivere è sempre meglio evitare di criticare od opporsi all’ondata della vulgata maggioritaria, si potrebbe perdere un certo alone, soprattutto negli ambienti più progressisti e libertari che contano… Ma come si è arrivati a questo?
La generazione nata dopo la Seconda guerra mondiale ci ha portato a questo (anche se i prodromi filosofici potrebbero farci risalire fino all’Illuminismo). La cosa non mi sorprende affatto. È la generazione che è nata dopo l’ultima guerra e che non voleva più saperne di sacrifici e di vecchi valori. Una generazione che ha preferito darsi all’edonismo e al ribellismo più becero e distruttivo (ricordiamoci il motto Vietato vietare) nella speranza di creare un mondo davvero libero ed emancipato. Da cosa ci siamo emancipati? Forse dalla violenza? Purtroppo no. Hanno reso ancora più violenta la società, più irrispettosa e auto incentrata sul sé. Da una parte contestavano la guerra in Vietnam e dall’altra deresponsabilizzavano qualsiasi atto della sfera sessuale, con le ricadute che ben conosciamo. Gli anni ’60 hanno preparato il disfacimento morale ed etico che è sotto gli occhi di tutti oggi. È un caso che l’aborto, l’omosessualità, la zoofilia ecc., siano state depenalizzate tra gli anni ’60 e ’70, in concomitanza con la progressiva distruzione della famiglia, della religione e della morale comune in Occidente? Hanno fatto passare queste depenalizzazioni come atti di civiltà e sotto la falsa egida dei diritti civili, accostandoli al razzismo e alla discriminazione di genere. Nulla di più falso e fuorviante. Molti, purtroppo, ci sono cascati. La violenza è diventata parte fondante degli Stati e delle leggi, non solo le leggi bancarie e per specifiche categorie di classi, ma le cosiddette leggi “civili”. In Francia, in Inghilterra, e anche gli Usa si stanno preparando, hanno approvato leggi per i matrimoni gay, cosa mai vista in tutta la storia dell’umanità. Si distoglie l’attenzione dei cittadini dai reali problemi economici, con contentini per alcune parti della società assolutamente marginali. Mentre Joseph Stiglitz afferma che il 99% della popolazione è sempre più povera a vantaggio di un’infima enclave dell’1% , come pensa Obama e il suo governo di risolvere questa grave disuguaglianza? Semplice, proponendo i matrimoni gay e l’aborto libero. Mi chiedo quale razza di priorità abbia uno Stato che decide di andare in quella direzione. La Russia di Putin ha capito che ci sono stati troppi errori nel passato e sta cercando di porvi rimedio limitando l’aborto e incentivando la natalità. Vorrei ricordare che la Russia sta rischiando di scomparire come nazione, visto che ha uno dei tassi di natalità più bassi del mondo (anche l’Italia è tra queste nazioni). Sta portando avanti politiche per la famiglia naturalmente osteggiate dai gruppi cosiddetti progressisti, che invece vorrebbero distruggere tutti i valori connessi alla famiglia. In Ungheria sta accadendo lo stesso. Viktor Orbán, ha fatto approvare leggi per contenere l’aborto e ha inserito nella costituzione il matrimonio solo tra uomo e donna (tutto ciò votato dal Parlamento e in maniera assolutamente democratica), inoltre si è scagliato contro le politiche bancarie dell’Unione Europea. Apriti cielo, tutti contro Orbán e tutti pronti a sguinzagliare i vari intellettuali alla Roberto Saviano (che stimo quando parla di camorra, ma non per tutto il resto), con anatemi degni dell’Inquisizione di triste memoria. I paladini della democrazia che si scagliano contro una Nazione libera e sovrana che ha avuto l’ardire di andare contro la linea condivisa in talune materie da parte della maggioranza delle nazioni occidentali. Un ossimoro. Uno Stato che decidesse di modificare la propria Costituzione in tale senso, secondo questi censori della democrazia a senso unico e pilotata verso posizioni a loro comode e favorevoli, non potrebbe farlo. Un concetto di democrazia davvero strano, direi dittatoriale.

La vita è fatta di priorità, non è possibile essere a favore della famiglia e contemporaneamente essere a favore di unioni gay e aborto libero. Bisogna scegliere da che parte stare e dare le giuste priorità ai valori che davvero valgono e siano positivi per la comunità intera. Che cos’è l’aborto se non la morte di una vita in potenza? Che cos’è l’omosessualità se non, probabilmente, una nevrosi con gravi scompensi di tipo affettivo?    (Queste cose non le dico io, ma riporto testimonianze di ex omosessuali, di alcuni psichiatri e psicologi. Ricordiamoci che fino agli anni ’70 l’omosessualità era considerata una malattia nell’ambito psichiatrico, esattamente come oggi si considera tale la transessualità). Addirittura hanno concesso in molti Paesi il diritto di adozione alle coppie omosessuali. Lasciare crescere i bambini  a due donne o a due uomini è un attentato alla natura umana e una grave violenza ai bambini stessi. E’ il massimo dell’egoismo e del materialismo più estremo. Che ci siano giudici ben disposti nei loro confronti è osceno e significa ignorare completamente tutti i risultati e le evidenze degli studi – condotti soprattutto negli Usa – e il parere di eminenti studiosi come Silvia Vegetti Finzi e il presidente dei pediatri italiani, Giuseppe Di Mauro. Alla politica si deve piegare tutto, compresa la crescita idonea e piena dei bambini, e questi signori non si fanno scrupolo alcuno di rischiare di danneggiarli. Il ruolo dei giudici e degli adulti non sarebbe quello di difendere i bambini dalle violenze e da persone inadatte per crescerli in maniera equilibrata e amorevole? Questi giudici andrebbero sollevati dall’incarico per manifesta ignoranza.

La profezia Maya è passata, ma credo che qualcosa di più terribile e ineluttabile ci attenda, se continueremo per questa strada.

Informazioni su emilianorizzo

Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
Questa voce è stata pubblicata in Politica, Società, Storia e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a I moderni disvalori

  1. Epì Paidèia ha detto:

    Salve,

    siamo un giornale online di arte e cultura chiamato Epì Paidèia, ci piace come scrivi e volevamo invitarti a collaborare con noi in forma occasionale inviandoci via email degli articoli scritti da te, li pubblicheremo a tuo nome inserendo il link del tuo blog.

    Facci sapere, la nostra email è Epipaideia@hotmail.it

    • emilianorizzo ha detto:

      Buongiorno,
      vi ringrazio molto per le vostre gentili parole. Sono disponibilissimo a collaborare con voi. Il prima possibile vi invierò qualcosa di nuovo. Se vi fosse qualcosa che vi interessa di quello che ho già scritto potrei inviarvelo.
      Grazie ancora.
      Buona giornata,
      Emiliano

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...