Il buio dentro di me – Damien Echols

Quaggiù, nel profondo Sud, noi conosciamo e conviviamo con il mondo reale. L’idealismo da paese dei balocchi viene silenziosamente soffocato dall’inesorabile spietatezza dell’umidità. Questo è il mondo dove il pugno incontra la faccia. E’ il luogo in cui i calli sulle mani di un uomo sono più grandi della sua coscienza e in cui i sogni affogano nel sudore e nelle lacrime. La mutua distruzione assicurata cavalca le strade sulle rastrelliere di fucili sistemate vicino al lunotto dei pick-up.

Damien Echols viene arrestato nel 1993, insieme ad altri due ragazzi, con l’accusa di avere ucciso e torturato tre bambini di otto anni. Il fatto si verifica nello Stato dell’Arkansas, nella città di West Memphis. Echols, dopo appena due mesi di processo e senza alcun indizio serio se non la confessione di uno dei due compagni arrestati (con comprovata instabilità psichica, minorenne e dopo 12 ore di interrogatorio senza avvocato e genitori) viene condannato a morte. Echols aveva solo 18 anni e passerà i successivi 18 anni nel braccio della morte. Agli altri due arrestati viene comminato l’ergastolo. Quasi subito il compagno che aveva accusato Echols ritratta, e non si discosterà più da questa decisione.

Echols, in questo libro autobiografico, racconta tutta la sua esperienza di adolescente e bambino povero e ai margini della società, coloro che negli Stati Uniti chiamano in modo dispregiativo white trash, spazzatura bianca. E’ un ragazzo considerato diverso dagli altri in uno Stato conservatore e religioso come l’Arkansas. Ha una famiglia assente e passa l’infanzia a vivere prima con il padre biologico, una persona debole e inaffidabile, e poi con il patrigno, violento e scontroso. La madre è una persona moralmente e affettivamente instabile. Lui soffre molto la situazione e cerca in tutti i modi di stare fuori dall’orbita familiare. Passa a vivere da una baracca a una roulette, inframmezzate da luridi appartamenti e catapecchie. Va in giro sempre vestito di nero, guarda film horror e ascolta musica metal, ha i capelli tagliati a zero da una parte e lunghi dall’altra. Insomma, non passa inosservato. I poliziotti lo adocchiano e cominciano a tormentarlo. Lo considerano un satanista e un reietto da controllare e confinare ai margini. Questa sarà la sua rovina. Per la verità lui era vicino alla corrente new age della wicca, una specie di religione pagana con influssi magici, in America abbastanza diffusa. Quando ritrovano i tre bambini affogati e con segni di percosse pensano immediatamente a lui, senza svolgere nessun tipo di indagini. Il libro è il resoconto doloroso di tutta la vicenda giudiziaria e privata del condannato a morte. Si rimane allibiti e inorriditi dal constatare le sacche di povertà e ignoranza presenti nella società americana e con quale facilità un esponente della polizia possa rovinare la vita a una persona povera e indifesa. La giustizia americana è fatta su misura per i ricchi, perché solo loro possono permettersi di pagare i migliori avvocati per difendersi. Chi non appartiene alla classe medio-alta è completamente abbandonato a se stesso. La maggior parte dei condannati a morte, come lo stesso Enchols spiega nel libro, sono persone analfabete o semi analfabete, poverissime e a volte innocenti. L’aitore del libro è stato fortunato perché molte star del cinema e della musica di sono interessate al suo caso. Johnny Depp, Marylin Manson, Eddie Vedder e tanti altri hanno preso a cuore la sua vicenda e l’hanno aiutato moralmente e finanziariamente. Senza di loro e anzitutto senza la moglie, Lorri Davis, conosciuta tramite corrispondenza, non ce l’avrebbe fatta.

Il suo caso si chiude, si fa per dire, solo nell’agosto 2011. Lo Stato dell’Arkansas decide di chiudere la vicenda ormai insostenibile tramite l’accordo Alford plea (in pratica, l’imputato non si dichiara innocente e afferma che lo Stato lo ha giustamente incarcerato, al tempo del processo, grazie alle prove sufficienti. In questo modo lo Stato viene scagionato da qualsiasi responsabilità in merito e la vittima non può richiedergli nessun risarcimento né può fargli causa). Alla fine i tre accettano, anche se uno di loro era inizialmente contrario, e finalmente sono liberi dopo 18 lunghi anni.

Un libro da leggere e rileggere, soprattutto da parte di coloro che parlano della giustizia americana come un modello da seguire. Io non credo che lo sia mai stato e questo libro conferma la mia idea. Molte persone sono state e continuano ad essere condannate a morte ingiustamente, senza un processo equo e giusto, ma spesso e volentieri accusate sulla base di pregiudizi e false testimonianze. L’importante è trovare un colpevole, meglio se povero e analfabeta.

Damien Echols, Il buio dentro di me, Einaudi (2013)

Informazioni su emilianorizzo

Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
Questa voce è stata pubblicata in Libri, Politica, Società e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...