L’ultima droga. La pornografia su internet e il suo impatto sulla mente – T. DeRuvo, M. Castleman

Proteggere la nostra famiglia. Ritrovare la magia delle relazioni familiari

In questo serio e documentato libro i due autori ci mettono in guardia dal pericolo della dilagante pornografia su internet e sui continui incitamenti sessuali in tv, negli spot e nei film cosiddetti commerciali di Hollywood. Il fenomeno ormai è fuori controllo, come io stesso ho già scritto in precedenti articoli. La politica non ha alcun interesse a mettere un limite ai pornografi, probabilmente perché vede nel porno, disponibile e gratis per tutti, un modo per sviare l’attenzione delle persone dai maneggi dei politicanti. Ciò che viene spacciato per libertà civili e contro il bigottismo delle persone, in realtà nutre e fa arricchire decine di persone invischiate nel mercato della pornografia digitale. Per ogni dollaro investito nella pornografia se ne ricavano quattro. Il fatturato del porno online cresce di 5-7 miliardi di dollari all’anno. L’industria del porno riesce a sfornare qualcosa come 11.000 titoli diversi ogni anno, superiore di venti volte a Hollywood. Ogni settimana nascono 2500 nuovi siti porno e nel complesso ne esistono oltre 4,2 milioni su internet. Il 60% di tutti i siti internet è di natura sessuale. Anche molti blog parlano esplicitamente di sesso. Una donna su sei, negli Usa, combatte con problemi di dipendenza da pornografia. Spesso questa dipendenza, per quanto riguarda le donne, nasce inizialmente dalle chat room. I maggiori fruitori del porno online sono ragazzi dai 12 ai 17 anni. Anche le malattie sessualmente trasmissibili sono cresciute moltissimo negli ultimi 15 anni. Sfortunatamente i profilattici sono sicuri all’80%. Alcuni virus, compreso l’Hiv, riescono talvolta a passare tra il lattice.

Per la prima volta nella storia dell’uomo il porno è fruibile e gratuito per tutti, compresi adolescenti e bambini. Secondo gli ultimi studi, la pornografia ha la capacità di alterare il cervello delle persone rendendole succubi e schiave del porno. Insomma, agisce come qualsiasi droga o dipendenza da alcool. È un problema che cresce esponenzialmente e colpisce in modo trasversale persone diverse per cultura e ceto sociale. Il libro spiega nel dettaglio in quale modo le immagini pornografiche colpiscono il nostro cervello liberando sostanze chimiche quali: la dopamina, la serotonina, il testosterone, l’ossitocina e la norepinefrina. Le immagini, una volta visualizzate, vengono incamerate in appositi siti della memoria. In questo modo, le immagini possono riapparire in momenti poco opportuni. Questo è uno dei motivi per i quali la pornografia crea dipendenza.

Molte famiglie si disgregano a causa di questa dipendenza. I due autori citano vari esempi di donne coinvolte in chat room che arrivano persino a trascurare i figli e il marito pur di incontrare le persone conosciute online. Gli uomini, invece, subiscono la focalizzazione verso le immagini pornografiche escludendo tutto il resto: viene vissuta in totale solitudine e si staccano solo ad orgasmo raggiunto. La pornografia è volutamente staccata dal cuore e punta le sue armi verso l’io-io, mio-mio e ancora-ancora. L’apoteosi del materialismo individualista ed egoista. I due ricercatori danno l’idea del problema con l’immagine chiamata imbuto della pornografia: in alto c’è il sé pubblico della realtà (Dr. Jekyll), nel tempo reale, scendendo l’imbuto si restringe al minimo e si va verso il sé privato della fantasia (Mr. Hyde), nel tempo della dipendenza, dopo l’orgasmo l’imbuto si allarga di nuovo per tornare nel sé pubblico della realtà (Dr. Jekyll), nel tempo reale, ma chiamato Monologo della disperazione. Credo che l’immagine sia piuttosto eloquente.

Purtroppo bisogna constatare che il problema è ancora molto sottovalutato nonostante ci siano indizi pericolosi e violenti per la società. Sappiamo, infatti, che tutti gli stupri perpetrati contro le donne e i bambini sono condotti da persone assuefatte alla pornografia, praticamente nessuno escluso. Negli ultimi 10 anni c’è stata un’impennata dei reati sessuali e della proliferazione e aumento delle perversioni sessuali, come per esempio pedofilia, incesto, zoofilia e pratiche di sesso estremo. Un dato sconvolgente e ripugnante che dovrebbe farci riflettere tutti e spingerci a legiferare delle regole ferree contro la pornografia, sia lecita che illecita, è questo: la maggior parte dei bambini, usati nei video pedofili, hanno un’età compresa tra i 6 e i 12 anni, ma sempre più spesso la polizia scopre video con bambini sotto i due anni e neonati di pochi mesi. La pornografia, creando assuefazione e desensibilizzazione, può portare a questi orrori. Chiaramente non tutti coloro che guardano pornografia arrivano a guardare video di questo genere, ma una parte, anche se piccola, sì.

Il libro, nei capitoli finali, dà dei suggerimenti alle coppie e alle persone che vivono questa dipendenza e a coppie normali con figli. Ci sono vari esercizi da svolgere, sia con la propria moglie che con i figli. Inoltre, invitano i genitori a stare molto attenti alla tv e ai film al cinema da andare a vedere, lo stesso vale per la letteratura spinta e i romanzi sciatti e volgari. I bambini, insegnano, vanno educati alla sessualità dai genitori; senza imbarazzi e senza colpevolizzare il sesso in quanto tale, perché in questo modo si potrebbe avere l’effetto opposto. Avere sempre un dialogo con i propri figli, anche su questioni delicate, è importantissimo. Un figlio o una figlia non devono avere timore di parlare con i propri genitori. Questi ultimi devono essere una guida e un esempio con il proprio comportamento.

Il libro e i contenuti mi sono piaciuti moltissimo. È un libro che andrebbe letto da persone non solo coinvolte nel problema della dipendenza da pornografia, ma anche e soprattutto da genitori, educatori, counselor familiari, politici e da chiunque voglia conoscere l’impatto devastante sulle persone. Il fatto positivo è che si può uscire dalla dipendenza da pornografia.

Mi auguro che i nostri politici facciano qualcosa contro la pornografia online. L’Islanda finalmente sta capendo che il fenomeno non può più essere sottovalutato o preso sotto gamba, infatti stanno approvando delle leggi per limitare l’accesso a molti siti pornografici. Hanno riconosciuto che la pornografia è il peggiore veicolo della disumanizzazione dei bambini e soprattutto delle donne. Ripeto: gli stupri e i reati sessuali contro donne e bambini sono da ricondurre direttamente alla pornografia. Da quando la pornografia è stata depenalizzata in Occidente – alla fine degli anni ’60, con la Danimarca in testa (1969) – gli stupri si sono decuplicati in pochissimi anni.

Quindi, per quale motivo hanno ulteriormente sdoganato la pornografia invitando Rocco Siffredi (che avrebbe bisogno di essere curato, dato che è palesemente malato) a Sanremo? Perché la signora Littizzetto e il suo compagno di merende, Fabio Fazio, trovano lecito e morale criticare Silvio Berlusconi e nel contempo non si vergognano e si svergognano invitando un sodomizzatore di donne? Volete proteggere le donne invitando una persona (malata) che tratta le donne come mera merce da sodomizzare? Mi stupisco che nessuno abbia detto niente, questo la dice lunga sull’ipocrisia della nostra società…

Mark B. Castleman – Tullio DeRuvo, L’ultima droga. La pornografia su internet e il suo impatto sulla mente, Utelibri (2009)

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