L’invecchiamento politico e sociale dell’Italia

Sono abbattuto e demoralizzato da ciò che sento e leggo sui giornali, tv e internet. Bersani che non sa che pesci prendere, ridotto a elemosinare i voti del M5S, dovrebbe dare un esempio di grande serietà e umiltà: dimettersi con tutta la vecchia e superata dirigenza del Pd. Ieri sera stavo guardando Servizio Pubblico quando verso la fine della trasmissione hanno mostrato un video in casa Pd a Roma, dopo l’ultima votazione nazionale. Ho visto personaggi come Veltroni, D’Alema, Bindi, Finocchiaro, Letta, Franceschini, Bersani e altri fossili della politica nazionale. (Veltroni e D’Alema non si erano ritirati dalla politica?…). Come pensava il Pd di poter vincere le elezioni con politici così logori e privi di credibilità? Non si vincono le elezioni con l’apparato dietro le spalle e non facendo praticamente la campagna elettorale, alla maniera di Bersani. Dopo le primarie il Pd è scomparso dalla scena pubblica, si è ritirato nel bunker e ha lasciato che gli avversari riprendessero quota e credibilità. Bersani ha dichiarato che lui non è capace di dire certe cose, ma un leader politico del centro sinistra ha il dovere di parlare al popolo e di dare un’idea di società diversa rispetto al Pdl o a Monti, che poi sono la stessa cosa. Un leader del genere deve dimettersi in seduta stante. Ha passato più tempo in Germania a tranquillizzare la Merkel e in Italia a rincorrere Monti, invece di discutere dei problemi reali delle persone (molte delle quali ridotte al lastrico) e di come uscire da questa devastante crisi e in quale modo cercare di rinegoziare gli interessi sul debito, il Fiscal Compact e il pareggio di bilancio. Hanno fatto di tutto per eliminare Renzi dai giochi politici e adesso si sono affossati con le loro stesse mani. Sicuramente il Pd rischia una scissione interna perché i malumori contro Bersani e il suo entourage sono fortissimi. In ultima analisi condivido il punto di vista di Massimo Cacciari.

Dulcis in fundo, si parla di Napolitano ancora presidente, cioè di una persona che ha quasi 90 anni! E’ possibile che non si riescano a individuare persone giovani e degne di ricoprire quel ruolo? Siamo ridotti così male? Questa, a parer mio, è la dimostrazione che l’Italia è un Paese vecchio comandato da vecchi. Non vogliono o non riescono in alcun modo a farsi da parte. Non mi riferisco a Napolitano, che per fortuna ha rifiutato l’invito a ricandidarsi, ma a tutti coloro che hanno fatto il suo nome. Grillo, addirittura, aveva fatto il nome di Dario Fo. Così non si va da nessuna parte. Siamo un Paese senza prospettive, fossilizzato in interessi privati alla maniera di Berlusconi e di interessi di poltrone ormai consolidate da decenni come nel Pd. Da queste cose capiamo quanto siamo vecchi e rimasti indietro. Pensano solo a portare la barca in porto, non gli interessa iniziare nuovi viaggi e scoprire nuovi Paesi. No, il giardino è tutto ciò che hanno e lo difendono con i denti e altro non gli interessa. Una visione alquanto miope e folle che sta già dando i sui frutti avvelenati. L’anno in corso, se non si corre al riparo, sarà tragico.

Abbiamo bisogno di un forte ricambio generazionale a tutti i livelli, dobbiamo ringiovanire e proporre persone e idee nuove, provenienti dalla vita di tutti i giorni, alla maniera del M5S, e non di persone provenienti sempre dagli stessi ambienti sociali e culturali, come per esempio Ambrosoli in Lombardia. Basta! Smettiamola di calare le persone dall’alto con visioni ristrette della società perché troppo imbalsamate e chiuse in microcosmi di ceto. Torniamo a parlare della famiglia e dell’importanza strategica del nucleo familiare, perché è da lì che tutto inizia. Finiamola di parlare un giorno sì e l’altro pure, di femminismo, omosessualità e di altre cose di nicchia e per molti versi superate e distruttive. Rimettiamo al centro della discussione i veri problemi delle persone, non argomenti radical chic da salotti buoni. Che si parli di lavoro, di disoccupati, di sanità e scuola pubblica, di reddito di cittadinanza, di difesa dell’economia nazionale, eccetera, come dovrebbe fare una Nazione in crisi come la nostra. Abbiamo bisogno di una svolta economica, culturale e sociale, altrimenti sarà la fine per tutti.

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