A chi si riferisce l’appello degli intellettuali per il voto utile? Al PD…

Premetto che ho sempre votato per il centro-sinistra (con qualche mal di pancia), altrimenti ho lasciato scheda bianca o non ho votato. Adesso i nostri intellettuali che non hanno speso una parola di critica verso il governo Monti, nonostante la macelleria sociale, indicano al popolino cosa votare per non disperdere il voto, come dicono loro. Persone che hanno mangiato per decenni con il centro-sinistra (una volta PCI, quando c’era un signore che si chiamava Enrico Berlinguer), divenendo la cosiddetta coscienza morale del Paese. Non provano la pur minima vergogna questi snob salottieri e schiavi del sistema che loro stessi hanno contribuito a costruire. Umberto Eco, la nostra macchinetta di citazioni, gonfio di rimandi libreschi ma completamente digiuno di umanità e di vita reale vissuta, non mi pare che abbia detto alcunché di critico verso il professor Monti: sicuramente lo spirito di casta professorale appiana qualsiasi pur minimo rimbrotto. Ma poi perché dovrebbero lamentarsi con Monti, dato che ha fatto esclusivamente gli interessi dei ricchi, di cui loro fanno parte?

Dicevo, propongono di votare PD. Perché mai dovremmo farlo? Perché operai, impiegati, artigiani, piccoli commercianti, ricercatori precari, disoccupati, piccoli e medi imprenditori in crisi dovrebbero votare per un partito che dichiara la continuità con Monti? Con il Fiscal Compact (entrato in vigore il 1 gennaio 2013 e che ci obbligherà a diminuire il nostro debito di un ventesimo all’anno, cioè qualcosa come 50 miliardi di euro! Darà il colpo di grazia alla nostra economia e farà esplodere la pentola a pressione) sempre promosso e appoggiato dal PD? Pierluigi Bersani non l’ho visto nelle piazze a fare comizi, poiché era più indaffarato a tranquillizzare i ministri francesi e soprattutto tedeschi, non l’ho sentito dire come cercherà di abbassare le tasse ai ceti più poveri e non ho ancora capito come intende far ripartire l’economia. O forse dobbiamo affidarci all’economista del PD, Stefano Fassina, che in un articolo al Financial Times, del 13 gennaio 2013 – passato praticamente in sordina in Italia – propone di abbassare gli stipendi per consentire la ripresa economica e di non rinegoziare il pareggio di bilancio. Praticamente una politica suicida. Per leggere l’articolo bisogna registrarsi al sito:

http://www.ft.com/intl/cms/s/0/65175e70-5d87-11e2-a54d-00144feab49a.html#axzz2L9htFtCz

A questo è ridotto il PD, a scavalcare Mario Monti a destra pur di compiacerlo. Ma per i nostri intellettuali queste sono quisquilie trascurabili, non toccano direttamente loro. Non intaccano minimamente il loro status sociale ed economico. L’importante è sconfiggere il satana berlusconiano, non importa con quali mezzi e politiche. Qui non siamo di fronte alla caduta morale degli intellettuali ma al loro dissolvimento e disfacimento totale. Non hanno più nulla da dire e sanno benissimo di essere corresponsabili di questa deriva spaventosa. Silvio Berlusconi per molti versi è una loro creazione filosofica e metafisica. Questi signori hanno lottato negli anni ’50-’60 e ’70 per la liberazione totale dei costumi, per l’affermazione piena e autoritaria dell’Io, come auto affermazione di se stesso. Quindi non più collettività e discorso plurale, ma egoismo materialista basato sul singolo. Il materialismo più spinto, assieme al collasso dei vecchi valori, come per esempio la famiglia, ha avuto la sua piena giustificazione in questi porta bandiera del caos e del capitalismo più distruttivo e alienante. Cosa vi aspettavate?

Come non ricordare l’appello firmato da Eco nel 1971 – assieme ad oltre 800 intellettuali –  contro il commissario Calabresi indetto da Lotta Continua ed uscito sull’Espresso. L’anno dopo il commissario Calabresi fu assassinato. Mi risulta che solo Giorgio Bocca si pentì di quella firma. Solo in un Paese senza memoria come il nostro questi signori possono continuare indisturbati ad esprimere direttive. Mi piacerebbe tanto che uscissero molti libri sulle responsabilità degli intellettuali più in vista in quegli anni, nella giustificazione del terrorismo e della violenza, in quella triste pagina storica.

Cosa me ne faccio della cultura se non riesco nemmeno ad identificarmi con il dolore altrui? Gonfio di libri e povero di umanità, è questa la vostra ricetta?

Non fatevi illusioni, qualsiasi coalizione vincente non riuscirà a governare, con o senza il vostro patetico appello.

Alcuni dei firmatari: Umberto Eco, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, Claudio Magris, Andrea Camilleri, Nadia Urbinati, Guido Rossi, Tullio De Mauro, Natalia Aspesi, Giorgio Parisi, Vittorio Gregotti, Alberto Melloni, Sandra Bonsanti, Luigi Ferrajoli, Filippo Gentiloni, Piero Bevilacqua, Alberto Asor Rosa, ecc.

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