Alcune massime di Marco Aurelio Antonino

Fu imperatore dell’Impero romano dal 161 al 180 d.c. In quello stesso anno morì, impegnato a combattere i barbari, a Vindobona (odierna Vienna). Fu un grande imperatore e filosofo della corrente stoica.

 

La mia città e la mia patria è Roma, in quanto sono Antonino. In quanto uomo, è l’universo, invece. Conseguenza: le cose utili a questa città sono gli unici miei beni.

Qui estraggo alcuni pensieri dal suo libro Colloqui con me stesso.

Il creato

Volgi lo sguardo agli astri, ai loro giri per i cieli; seguili, compiendo quasi insieme con loro, il rapido corso; ininterrottamente poi considera le vicendevoli mutazioni egli elementi l’uno nell’altro. Il pensiero rivolto a questi motivi rende infatti pura da sozzure questa vita sulla terra.

Impossibile e possibile

Per il fatto che qualche impresa riesce a te  difficile, no devi ritenere che si tratti di un’impresa impossibile per l’uomo. Bensì se c’è qualche cosa possibile e propria per dell’uomo, la devi considerare anche aperta a te.

Altro precetto fondamentale

Ottimo sistema di difesa; non farti eguale all’offensore.

Afferra l’attimo

Sarai ben presto morto e ancora  non hai trovato né la semplicità, né la tranquillità; non sei capace ancora d’essere immune da sospetti; pauroso che da cose esterne la tua interiorità possa venir compromessa; e poi non sai trovare espressione serena e benigna con tutti; non sai riportare la saggezza in un’unica cosa: operare con giustizia.

Eretto in piedi, romano, imperatore!

Non agire mai contro il tuo volere; e nemmeno agisci senza proporti quale meta un comune bene, senza opportuna ponderazione; né, d’altra parte, dubitoso e incerto. Così pure, eccessiva ricercatezza di parola non dia ornamento al tuo pensiero, e neppure troppi discorsi e neppure troppe occupazioni. Ancora: quel Dio che dimora dentro, in te, sia il tutore d’un uomo virile, venerabile per gli anni, conscio d’una sua naturale politicità, romano, imperatore, già pronto per il suo posto. Così potrà essere spedito e pronto colui che attende il suono della tromba che lo chiama per uscir di vita. E certo non ha bisogno di giuramento o di qualsiasi uomo che gli faccia testimonianza. In lui espressione del volto piena di luce; per lui, nessuna necessità d’esterno aiuto, nessuna per lui, di quella pace che gli altri possono dare. Conclusione: eretto in piedi conviene essere; e non eretto per cura altrui.

Marco Aurelio Antonino, Colloqui con me stesso, BUR (1975)

Informazioni su emilianorizzo

Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
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