La guerra dei conigli – Giorgio Celli (tratto da Oasis)

Giorgio Celli, conosciuto e apprezzato da me fin da bambino grazie a programmi come Geo&Geo, è scomparso nel 2011, lasciando un grande vuoto tra gli amanti degli animali e della natura in generale. E’ stato un grande etologo, scrittore e professore. E’ anche grazie a lui che mi sono avvicinato a tematiche naturalistiche e ambientali. La guerra dei conigli è stato il suo ultimo articolo scritto, appare sul numero 200 di Oasis.

Giorgio Celli

Giorgio Celli (Photo credit: associazione orlando)

La storia narrata è di quelle che fanno riflettere su quanto l’uomo sia pericoloso quando mette mano sull’ambiente, stravolgendolo. Tutto nasce nel 1859, quando un proprietario di una tenuta australiano, molto ricco, fece arrivare dall’Inghilterra 24 conigli. Il signore della tenuta si divertì molto a cacciare i conigli, visto che riuscì a ucciderne ventimila in sei anni. Il proprietario, purtroppo, non sapeva che un coniglio può riprodursi fino a 10 volte l’anno partorendo fino a sei piccoli per volta. Una coppia di conigli può generare, in solo tre anni, fino a 13 milioni di discendenti. I conigli cominciarono a riprodursi a dismisura devastando ampie zone di territorio. Non sapendo più controllare la situazione iniziarono a importare le volpi, dato che i conigli non avevano predatori naturali. Le volpi, lungi dal cibarsi di conigli, finirono per predare i marsupiali, mettendo a rischio di estinzione molte specie endemiche. Come i gatti prima di loro, si riprodussero a dismisura predando anche molte specie di volatili. La diminuzione progressiva degli uccelli fece aumentare gli insetti dannosi per gli alberi e gli eucalipti. Come pensarono gli australiani di salvare le foreste di eucalipti? Giustamente sparando ai koala, responsabili, secondo loro, della progressiva scomparsa dei boschi. Si ravvidero in tempo prima di sterminarli tutti.

Come proseguì, invece, la battaglia contro i conigli? Si pensò a delle esche avvelenate con stricnina. Ne ridusse la popolazione ma non servì a risolvere il problema. Allora cominciarono a elettrificare centinaia di chilometri di terreno per fermare l’avanzata degli animali. Ma non servì a niente: la popolazione di conigli continuò a salire in maniera esponenziale. Alla fine, stanchi e delusi, pensarono di attuare una specie di guerra batteriologica per fermare l’invasione. Negli anni ’50 procedettero a inoculare nei conigli il virus dello mixoma. Il virus provocava la malattia della mixomatosi. Dopo qualche anno il virus fece vedere i suoi primi effetti. Molti conigli furono sterminati, ma con il passare degli anni il virus si fece meno virulento e la mortalità dei conigli diminuì.

Qui si ferma l’articolo, che Giorgio Celli, in realtà, avrebbe voluto continuare, ma purtroppo la morte lo colse.

Quando l’uomo non è attento e rispettoso verso l’ambiente può provocare dei danni spaventosi, come questo articolo attesta. Non solo danni ecologici e ambientali, ma anche economici. Ancora oggi l’Australia lotta per debellare, o per lo meno per controllare, l’invasione dei conigli, ma la guerra è impari. Probabilmente non ce la faranno mai.

Giorgio Celli, Oasis 4/2012. N° 200

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Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
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