Il fascino oscuro della guerra – Chris Hedges

Chris Hedges è stato per anni inviato di guerra per il New York Times nei Balcani, in Medio Oriente e in America Centrale. Oggi insegna giornalismo e scrive libri. Questo libro è un resoconto delle esperienze personali dell’autore nei luoghi di guerra in cui ha operato.

Journalist and author Chris Hedges with a blur...

Journalist and author Chris Hedges with a blurred background. (Photo credit: Wikipedia)

Mentre le persone che vivono lontane dai teatri di guerra la reputano orrenda e spaventosa, chi la vive, invece, soprattutto tra i giornalisti, ne subisce il fascino e l’attrazione. Hedges spiega per quale motivo i giornalisti di guerra preferiscano tornare a vivere quelle emozioni piuttosto che condurre una vita tranquilla in zone pacifiche. Per molti diventa una droga di cui non può fare a meno.

Hedges scrive:

Quando assumiamo la droga della guerra proviamo esattamente ciò che provano i nostri nemici, compresi quei fondamentalisti islamici che definiamo alieni, barbari e incivili. E’ lo stesso narcotico che anch’io ho consumato per anni.

La violenza, la morte, la paura di perdere la vita e l’adrenalina continua diventano dei fortissimi stimolanti. Il giornalista non è più tale, ma trasforma se stesso in un ingranaggio della guerra, esaltato e pronto a tutto, anche a perdere la sua vita. Così, secondo l’autore, vengono spiegate le molte perdite tra i giornalisti di guerra. Anche perché quando tornano sani e salvi dalla prima esperienza di guerra preferiscono essere di nuovo inviati in quegli stessi teatri, magari in un Paese diverso, ma sempre in zone di conflitto. Subentra in molti di loro una specie di delirio di onnipotenza, quasi di immortalità.

Questo libro mi ha fatto venire in mente la storia di Enzo Baldoni, il giornalista freelance ucciso nel 2004 in Iraq. Nonostante avesse una moglie e tre figli e fosse sfuggito in passato alla morte in altri contesti di guerra, volle andare anche in Iraq, nel momento più pericoloso e violento. Purtroppo vi trovò la morte.

Concludo con il filosofo inglese David Hume:

Quando la nostra patria è in guerra con un altro paese,

noi detestiamo il nemico tacciandolo di crudeltà, perfidia,

ingiustizia e violenza: ma stimiamo sempre noi e i nostri 

alleati come giusti, moderati e generosi. Se il generale

nemico consegue dei successi, difficilmente gli concediamo

natura e carattere di uomo; sarà uno stregone, sarà

in contatto con i demoni; come si è detto di Oliver Cromwell

e del duca di Lussemburgo: è un sanguinario che trae piacere

da stragi e distruzioni. Ma se il successo arride alla nostra

parte, il nostro comandante ha tutte le buone qualità

opposte, ed è un modello di virtù, nonché di coraggio e

di nobile comportamento. Chiamiamo politica la sua perfidia:

la sua crudeltà un male inseparabile dalla guerra. In breve,

per ognuno dei suoi difetti, cerchiamo o di attenuarlo o

di nobilitarlo con il nome di quella virtù che gli è più vicina.

Come è evidente, anche nella nostra vita quotidiana

adoperiamo lo stesso procedimento di pensiero.

David Hume, Trattato sulla natura umana.

Chris Hedges, Il fascino oscuro della guerra, Laterza (2002)

Informazioni su emilianorizzo

Curioso delle cose del mondo e dell'universo.
Questa voce è stata pubblicata in Libri, Politica e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...